L’ennesimo invito al sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, affinché si dimetta subito, viene da Enzo Scotti, sottosegretario agli Esteri del governo Berlusconi nonché esponente dell’Mpa, ieri in città per un convegno organizzato dal suo partito. Quello di Scotti però più che un invito è un vero e proprio appello politico, che prescinde dunque dall’inchiesta giudiziaria che scuote Palazzo San Giacomo: «Sulla vicenda saranno i giudici a pronunciarsi, noi siamo garantisti da sempre e lo siamo tuttora, ma a Napoli il vero problema- precisa Scotti- è il fallimento politico del sindaco Iervolino». Secondo l’ex ministro infatti «davanti al malgoverno della sua amministrazione, è la politica che deve assumersi le proprie responsabilità lasciando il passo alle forze alternative, le quali però- sottolinea Scotti- per essere credibili devono presentare candidati limpidi e trasparenti». Ma come guarda il Governo alla bufera che investe il Comune di Napoli? «Non serve a niente misurare chi ha la camicia più bianca- ironizza il membro dell’esecutivo- aldilà dei risvolti giudiziari, infatti, quello che accade a Napoli dimostra che c’è un vero e proprio vuoto politico». Per l’Mpa dunque elezioni subito, come chiedono all’unisono pure i consiglieri regionali Francesco Brusco e Salvatore Gagliano precisando che «nel centrodestra l’Mpa rappresenta un modo nuovo di fare politica» e Antonio Milo, deputato Mpa, secondo il quale del resto l’inchiesta sul Comune è «solo la punta dell’iceberg». A proporre esplicitamente un election day per il prossimo 7 giugno è invece Salvatore Ronghi, portavoce regionale Mpa, per il quale «a Napoli il problema non è solo morale ma di democrazia perché non ci sono più soggetti politici in grado di garantire i cittadini». (Anna Trieste il Roma)
lunedì 22 dicembre 2008
«Vuoto politico, subito alle urne»
L’ennesimo invito al sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, affinché si dimetta subito, viene da Enzo Scotti, sottosegretario agli Esteri del governo Berlusconi nonché esponente dell’Mpa, ieri in città per un convegno organizzato dal suo partito. Quello di Scotti però più che un invito è un vero e proprio appello politico, che prescinde dunque dall’inchiesta giudiziaria che scuote Palazzo San Giacomo: «Sulla vicenda saranno i giudici a pronunciarsi, noi siamo garantisti da sempre e lo siamo tuttora, ma a Napoli il vero problema- precisa Scotti- è il fallimento politico del sindaco Iervolino». Secondo l’ex ministro infatti «davanti al malgoverno della sua amministrazione, è la politica che deve assumersi le proprie responsabilità lasciando il passo alle forze alternative, le quali però- sottolinea Scotti- per essere credibili devono presentare candidati limpidi e trasparenti». Ma come guarda il Governo alla bufera che investe il Comune di Napoli? «Non serve a niente misurare chi ha la camicia più bianca- ironizza il membro dell’esecutivo- aldilà dei risvolti giudiziari, infatti, quello che accade a Napoli dimostra che c’è un vero e proprio vuoto politico». Per l’Mpa dunque elezioni subito, come chiedono all’unisono pure i consiglieri regionali Francesco Brusco e Salvatore Gagliano precisando che «nel centrodestra l’Mpa rappresenta un modo nuovo di fare politica» e Antonio Milo, deputato Mpa, secondo il quale del resto l’inchiesta sul Comune è «solo la punta dell’iceberg». A proporre esplicitamente un election day per il prossimo 7 giugno è invece Salvatore Ronghi, portavoce regionale Mpa, per il quale «a Napoli il problema non è solo morale ma di democrazia perché non ci sono più soggetti politici in grado di garantire i cittadini». (Anna Trieste il Roma)
martedì 10 giugno 2008
Milo è il nuovo segretario Mpa
Il deputato Antonio Milo (foto) è il nuovo segretario regionale del Movimento per le Autonomie in Campania. Entro la fine del mese si svolgeranno cinque riunioni provinciali che porteranno alla nomina dei coordinatori provinciali. Alla riunione di Avellino nella quale è stata ratificata la nomina di Milo erano presenti il sottosegretario agli Affari Esteri, Enzo Scotti, il deputato Arturo Iannaccone e di tutti i dirigenti del partito della Campania. ´´La fase d´organizzazione del Movimento per le Autonomie coincide con la fase di radicamento politico sul territorio. - ha affermato il sottosegretario Scotti - il Movimento in Campania parte avendo ben chiare almeno tre priorita´ politiche. Che sono: lo sviluppo dell´occupazione e di conseguenza dell´economia; lo sviluppo di servizi pubblici e sociali; liberare il territorio dalla camorra e ripristinare la giusta legalita´ sul territorio. Ci prepariamo alla battaglia per il cambiamento del governo della Regione e per portare fino in fondo il nostro credo´´. ´´Dobbiamo tenere alta la bandiera del Mezzogiorno. - ha detto il neo segretario regionale Milo - Inizia una battaglia aspra dove il nostro Movimento dovra´ far sentire ben alta la sua voce. Mi riferisco al decreto legge dell´abolizione dell´Ici. Chi effettuera´ un´attenta valutazione del decreto legge si accorgera´ che saranno di conseguenza tolti dei fondi importanti per le grandi opere nel Mezzogiorno. E´ qualcosa che non possiamo accettare e nemmeno votare. Una battaglia che dovremo portare avanti soprattutto noi del Movimento per le Autonomie. Di certo saremo leali con i nostri alleati e con la maggioranza ma lo saremo ancor piu´ nei confronti del nostro elettorato´´. (Tratto da Metropolis) Rompere con
giovedì 5 giugno 2008
Le voci dissonanti
Sul Cormez, continua la discussione sulla borghesia Vincenzo Scotti, Raffaele Celentano, Sergio Fedele, Pellegrino De Santis e Rossella Paliotto scrivono per ricordare che c’è perfino chi in piazza è già sceso (con il movimento dei cosiddetti non rassegnati) Caro direttore, nel condividere l’analisi che fa Angelo Panebianco della situazione napoletana, ci permetta di dissentire sull’assenza di voci non dissonanti dal sistema di potere consolidatosi in Campania. Nella nostra città esiste una parte della società civile che è avulsa da questo sistema e che ha tentato in ogni modo di far sentire una voce alternativa e chiedere un cambiamento radicale di metodo e di forze politiche. C’è stato ad esempio l’iniziative degli incontri «I lunedì per Napoli» ai quali hanno partecipato alcuni esponenti del mondo universitario, del mondo della giustizia e di altre istituzioni pubbliche e del mondo associativo del volontariato. È stato fatto un disperato tentativo di «gridare» quello che stava avvenendo sotto gli occhi di tutti nella indifferenza generale e nell’assoluto silenzio degli organi di informazione da anni attenti solo al «rinascimento» della città da essi stessi inventato e fatto percepire come tale dalla opinione pubblica nazionale e internazionale. I non rassegnati, quelli che hanno gridato come hanno potuto, «basta» avevano preso atto che il sistema di potere aveva ormai omologato la gran parte degli intellettuali che avevano costruito anche una associazione «culturale» di supporto al Principe, e che le associazioni rappresentative delle categorie produttive e sindacali erano ormai anche loro parte del sistema di governo della città e della regione, dal quale ottenevano benefici e assicuravano consenso. I salotti, espressioni di questi mondi, erano stati affascinati da Bassolino e dal suo stile di governo, ricevendone in cambio cariche presidenziali e gestionali dell’arcipelago delle società di tutti i tipi consulenze le più diverse. Ma nonostante il magma del sistema di potere, il silenzio connivente della informazione, i non rassegnati sono scesi in piazza insieme ai sindacalisti della Cisl con il loro segretario generale e in numero rilevante dinanzi al palazzo della regione hanno gridato il loro sdegno. La gravità della situazione ha alla fine scosso il mondo dei media e come se venissero da un pianeta lontano hanno scoperto che esisteva non una emergenza ma una realtà stratificata negli anni, molto più di un decennio, di fronte alla quale non si poteva chiudere gli occhi e continuare ad ignorarla. Oggi anche Panebianco scopre il vuoto della società. Ma davvero crede che l’immondizia, il degrado urbano, la deindustrializzazione, l’assenza di ogni seria progettualità, l’occupazione del territorio, dell’economia e delle istituzioni da parte della camorra siano delle emergenze improvvise e non il frutto di un malgoverno che dura da oltre quindici anni?
Napolionline - la citta vista da dentro - giovedì 05 giugno 2008
martedì 13 maggio 2008
I magnifici quattro ...
Quattro i sottosegretari campani: Nicola Cosentino, coordinatore regionale azzurro, all'Economia; Pasquale Viespoli, di An, che torna al Welfare; Giacomo Caliendo, magistrato di Cassazione originario di Saviano di Nola ma eletto in Lombardia, alla Giustizia; e Enzo Scotti, già ministro democristiano e ora tornato dopo sedici anni esatti al ministero degli Esteri come sottosegretario.
Napolionline - la citta vista da dentro - martedì 13 maggio 2008