«Io un pezzo di archeologia? E allora inizio la campagna elettorale proprio da Pompei». La risposta è tagliente e ironica e arriva dal diretto interessato: Massimo D’Alema. Il ministro degli Esteri, a margine di una riunione della Nato a Bruxelles, risponde a tono alla provocazione di Silvio Berlusconi. «Se vogliano andare avanti con l'archeologia – aveva affermato il leader del Pdl – allora dopo Pompei mettano D'Alema che è da 45 anni in politica». E D’Alema ha raccolto l’invito. «Ho sentito una battuta di cui ho apprezzato il senso dell’umorismo perché Berlusconi mi ha paragonato a Pompei – ha dichiarato il vicepremier – e ho deciso di cominciare il mio viaggio, visitando proprio Pompei da cui manco da molto tempo». Intanto, nelle concitate operazioni romane di composizione e disfacimento delle liste di candidati ieri è comparsa nella cosiddetta «fascia protetta» alla Camera anche il nome di Costanzo Iannotti Pecci, l'altro imprenditore vicinissimo a D'Amato e leader nazionale di Federterme. Il calcolo di previsione sui seggi del PdL viene eseguito in queste ore su percentuali oscillanti intorno al 48% nella circoscrizione Campania 1, pari a 21 seggi; al 43% in Campania 2, pari a 19 seggi e 17 seggi al Senato . L'altra new entry è quella della medaglia d'oro al valor militare Gianfranco Paglia, il militare ferito a Mogadiscio, per il quale si è fatto da parte il presidente provinciale di An a Napoli, l'ex senatore Luigi Bobbio: «Il presidente Gianfranco Fini — è spiegato in una nota del partito — ha preso atto della rinuncia del senatore Bobbio, lo ha ringraziato, rassicurandolo su un suo futuro coinvolgimento nell'azione di governo del Pdl all'indomani dalle elezioni. Ma è proprio dal Senato che arrivano le prime sorprese. Con la probabile candidatura di D'Amato alla Camera dopo Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, capolista al Senato dovrebbe essere l'ex governatrice di Nassiriya e inviata nel Darfur, Barbara Contini. Il condizionale è d'obbligo, giacché nelle ultime ore le posizioni sono state continuamente modificate. Milanese, 46 anni, studi all'Orientale a Napoli, dove ha vissuto per cinque anni in un appartamento alla Pignasecca, venerdì 7 marzo 2008
Archeologie
«Io un pezzo di archeologia? E allora inizio la campagna elettorale proprio da Pompei». La risposta è tagliente e ironica e arriva dal diretto interessato: Massimo D’Alema. Il ministro degli Esteri, a margine di una riunione della Nato a Bruxelles, risponde a tono alla provocazione di Silvio Berlusconi. «Se vogliano andare avanti con l'archeologia – aveva affermato il leader del Pdl – allora dopo Pompei mettano D'Alema che è da 45 anni in politica». E D’Alema ha raccolto l’invito. «Ho sentito una battuta di cui ho apprezzato il senso dell’umorismo perché Berlusconi mi ha paragonato a Pompei – ha dichiarato il vicepremier – e ho deciso di cominciare il mio viaggio, visitando proprio Pompei da cui manco da molto tempo». Intanto, nelle concitate operazioni romane di composizione e disfacimento delle liste di candidati ieri è comparsa nella cosiddetta «fascia protetta» alla Camera anche il nome di Costanzo Iannotti Pecci, l'altro imprenditore vicinissimo a D'Amato e leader nazionale di Federterme. Il calcolo di previsione sui seggi del PdL viene eseguito in queste ore su percentuali oscillanti intorno al 48% nella circoscrizione Campania 1, pari a 21 seggi; al 43% in Campania 2, pari a 19 seggi e 17 seggi al Senato . L'altra new entry è quella della medaglia d'oro al valor militare Gianfranco Paglia, il militare ferito a Mogadiscio, per il quale si è fatto da parte il presidente provinciale di An a Napoli, l'ex senatore Luigi Bobbio: «Il presidente Gianfranco Fini — è spiegato in una nota del partito — ha preso atto della rinuncia del senatore Bobbio, lo ha ringraziato, rassicurandolo su un suo futuro coinvolgimento nell'azione di governo del Pdl all'indomani dalle elezioni. Ma è proprio dal Senato che arrivano le prime sorprese. Con la probabile candidatura di D'Amato alla Camera dopo Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, capolista al Senato dovrebbe essere l'ex governatrice di Nassiriya e inviata nel Darfur, Barbara Contini. Il condizionale è d'obbligo, giacché nelle ultime ore le posizioni sono state continuamente modificate. Milanese, 46 anni, studi all'Orientale a Napoli, dove ha vissuto per cinque anni in un appartamento alla Pignasecca,
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