Vico Equense - Non è una questione di campanile, è una questione di sopravvivenza. Le porte del Pronto Soccorso di Vico Equense restano sbarrate e si nega il diritto fondamentale alla sicurezza di un’intera popolazione. Mentre la politica si riempie la bocca con la parola "futuro", il presente dei cittadini è fatto di attese estenuanti e corse disperate verso ospedali lontani. A pochi chilometri di distanza lo scenario è desolante. I lavori per il nuovo ospedale di Castellammare di Stabia, nell’area dell’ex Hotel delle Terme, sono diventati il simbolo di una politica che corre per le inaugurazioni ma zoppica nei fatti. Era il 6 ottobre quando si tagliava il nastro in favore di telecamere; due giorni dopo, il silenzio. Da cinque mesi non si muove una ruspa. Tra voci di errori tecnici e varianti urbanistiche, quello che doveva essere un investimento da 180 milioni di euro è oggi un monumento al degrado: un cantiere fantasma che offende una "priorità" regionale rimasta solo sulla carta. Dall’altro lato verso la costiera, a Sant’Agnello, la situazione non è più rassicurante. Il progetto dell’Ospedale Unico della Penisola Sorrentina resta sospeso nel limbo delle incertezze. Sebbene l’ultimo vertice a Palazzo Santa Lucia abbia mostrato un’inedita apertura dei sindaci verso sedi alternative, il rischio è di scivolare da un rinvio all'altro.
Castellammare di Stabia
Intanto, le strutture attuali boccheggiano, incapaci di garantire i livelli minimi di assistenza in un territorio che, tra traffico e geografia, non ammette distrazioni. In questo stallo tra cantieri immobili e rendering architettonici, a pagare il prezzo più alto è chi vive il "qui ed ora". Mentre la Regione discute di fondi Fesr e i sindaci firmano protocolli per non perdere i finanziamenti, la piazza di Vico Equense pone una domanda di dignità: perché chiudere l'esistente prima di aver costruito l'alternativa? Riaprire e potenziare il primo intervento al “De Luca e Rossano” non è una richiesta trattabile, né un capriccio locale: è una necessità logica per un territorio che non può permettersi il lusso dell'attesa. La salute non segue i tempi della burocrazia; il bisogno di cure non aspetta. La politica torni a camminare tra la gente, perché nessuna promessa di un ospedale futuro può giustificare il deserto sanitario di oggi.
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