giovedì 30 aprile 2026

Eracle tra noi: intervista a Filomena Baratto

Castellammare di Stabia - Dopo il successo della presentazione alla Mondadori Bookstore di Castellammare di Stabia, abbiamo approfondito con l’autrice i temi del suo libro Le fatiche di Eracle. In un incontro arricchito dai contributi di Filippo Angora e Rodolfo Medina, il mito è emerso come uno specchio attuale delle nostre fragilità e del coraggio quotidiano. Ecco cosa ci ha raccontato l’autrice sulla dimensione senza tempo di questo eroe così profondamente umano. Filomena, la presentazione alla Mondadori ha mostrato un Eracle molto vicino a noi. Perché lo hai scelto come fulcro del tuo lavoro? "Eracle è l’eroe delle contraddizioni. Spesso lo ricordiamo solo per la sua forza, ma la sua vera potenza risiede nella perseveranza. In un’epoca fragile come la nostra, volevo indagare non tanto il semidio, quanto l’uomo che cade e si rialza dodici volte, trasformando ogni fatica in un passo verso la conoscenza di sé."  Nel libro e durante l’incontro si è parlato molto del canone occidentale: in che modo queste storie antiche influenzano ancora il nostro modo di pensare moderno? "Il mito non appartiene al passato: è uno specchio che continua a rifletterci. Le fatiche di Eracle, infatti, non sono solo prove leggendarie, ma rappresentano le sfide interiori che ogni individuo affronta nel tentativo di dare ordine al proprio caos. Per questo, nei secoli, tanti autori europei sono tornati su queste storie: non per semplice erudizione, ma perché vi riconoscevano domande ancora vive. Questioni come il significato della giustizia, il confine tra determinazione e tracotanza, tra ambizione e hybris, non hanno smesso di interrogarci. Il mito, in questo senso, non offre risposte definitive, ma un linguaggio simbolico attraverso cui continuare a porci le stesse domande, in forme sempre nuove." 

Filippo Angora ha sottolineato l’importanza del dialogo intellettuale, mentre Rodolfo Medina ha dato voce ai testi. Com’è stato vedere il tuo Eracle prendere vita attraverso la loro interpretazione? "È stato emozionante. La parola scritta si compie davvero solo quando diventa suono e confronto. Rodolfo ha restituito a Eracle tutta la sua vitalità, mentre con Filippo abbiamo tracciato quel filo invisibile che lega la mitologia greca alla nostra sensibilità contemporanea." Oggi, chi sono gli Eracle della quotidianità? "Sono tutti coloro che affrontano i propri mostri interiori — paure, ingiustizie, limiti fisici — senza arrendersi. Essere eroi oggi non significa compiere gesti eclatanti, ma avere il coraggio di restare umani, con tutte le proprie fragilità. Come Eracle che, pur essendo figlio di Zeus, ha dovuto faticare più di chiunque altro per trovare il suo posto nel mondo." Qual è l’augurio che fai ai lettori che si avvicinano a Le fatiche di Eracle? "Spero che queste pagine non siano solo un viaggio nel mito, ma uno stimolo a guardarsi dentro. Vorrei che chiunque chiuda il libro si senta un po’ più consapevole del fatto che le sfide della vita, per quanto dure, sono lo strumento necessario per costruire il nostro destino."

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