L'ultimo provvedimento di Giunta ribadisce la linea della "leale collaborazione": concedere più tempo per salvaguardare l’autonomia decisionale degli enti locali ed evitare una pioggia di commissariamenti che paralizzerebbe gli uffici. Resta invece rigidamente confermato l'obbligo di destinare almeno il 30% degli arenili a spiagge libere e a gratuita fruizione, promuovendo contestualmente l'apertura dei lidi tutto l'anno. La mossa della Giunta si pone in perfetta continuità con la gestione precedente, configurandosi come un salvagente politico per i Comuni che, a distanza di oltre due anni dall'avvio dei processi di pianificazione, continuano a godere di proroghe senza completare l’iter. I dati dell'ultimo monitoraggio ufficiale della Direzione Generale per il Governo del Territorio offrono una fotografia plastica di questo ritardo strutturale sui circa 500 chilometri di costa campana. La stragrande maggioranza degli enti si trova in una fase embrionale: ben quarantatré Comuni costieri hanno soltanto adottato la proposta di PAD in Giunta, senza ancora arrivare al via libera definitivo. Soltanto otto amministrazioni hanno approvato il testo in Consiglio comunale e si trovano attualmente nella fase di verifica di conformità con la Regione, mentre appena un Comune in tutta la Campania ha completato l'intero percorso con esito positivo. I restanti municipi si dividono invece tra procedimenti formalmente sospesi e amministrazioni che non hanno nemmeno avviato la redazione della documentazione necessaria, tenendo presente che il Comune di Napoli resta esentato dalla predisposizione del PAD in virtù di specifiche disposizioni del Piano. Con le nuove modifiche approvate in Giunta, il testo del PUAD dovrà ora affrontare il passaggio in Consiglio regionale per l'esame finale. Da quel momento, per i Comuni scatteranno i 120 giorni della nuova finestra temporale per blindare i propri piani balneari ed evitare l'intervento sostitutivo della Regione. Un intervento che, alla luce delle ultime delibere, appare però sempre più come uno spauracchio teorico piuttosto che come una reale minaccia sanzionatoria, mentre la gestione delle concessioni rimane ormeggiata in un limbo normativo che favorisce lo status quo.
martedì 6 ottobre 2026
Spiagge in Campania, il gioco delle proroghe sul PUAD: comuni salvi dal commissariamento
Campania - La Giunta regionale rimette mano al Piano di Utilizzazione delle Aree del Demanio Marittimo (PUAD), allontanando lo spettro dei commissari per i Comuni costieri inadempienti e ridisegnando i tempi per l'adozione dei piani locali (PAD).
Una gestione balneare che si muove al passo della lumaca, stretta tra la complessità burocratica e la chiara volontà politica di non forzare la mano con le amministrazioni locali. La Giunta Regionale della Campania ha varato una nuova serie di modifiche al PUAD, il macro-piano regolatore delle spiagge. La novità sostanziale, presentata dall'assessorato competente guidato da Enzo Maraio, risiede nell'ennesimo differimento dell'attivazione dei poteri sostitutivi nei confronti dei Comuni costieri. Di fatto, la Regione ha deciso di congelare la nomina dei commissari ad acta, preferendo la via del dialogo e della flessibilità a quella dei provvedimenti d’autorità. Secondo le linee guida iniziali, le amministrazioni comunali avrebbero dovuto approvare i propri Piani Attuativi di Utilizzazione (PAD) entro scadenze precise per evitare il commissariamento. Tuttavia, l'iter si è progressivamente impantanato. Di fronte alle proteste e alle oggettive difficoltà tecniche rappresentate dai sindaci – anche per il tramite dell'Anci – il termine temporale concesso ai Comuni per l'approvazione finale è stato rimodulato per tenere conto della complessità dell'adozione in Consiglio comunale.
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