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martedì 2 dicembre 2008

L'ansia dei politici: quanti ne arrestano?

«Ma quanti ne arrestano?». «E chi lo sa. Il Mattino dice che sono venticinque ». «Ci sono nomi?». «No, non mi sembra». I chierichetti stanno risalendo la navata con le ostie per la comunione, l'organo suona. I sussurri arrivano dal gruppo di uomini in giacca e cravatta, schiacciati tra il portone e la fonte dell'acqua santa. Tra loro c'è il deputato Pd Bruno Cesario, si riconosce il coordinatore regionale Tino Iannuzzi. «Ma quando dovrebbe succedere?». Uno del gruppo alza gli occhi verso il crocifisso. «Boh». C'è stato questo rumore di fondo per tutta la durata della cerimonia. L'inchiesta sulla Pubblica amministrazione campana, la bufera che tutti danno ormai in arrivo, ha ingiustamente fatto da convitato di pietra tra gli uomini politici venuti a salutare Giorgio Nugnes. Ha creato uno iato emotivo tra loro e gli altri, quelli che invece erano qui con la testa piena solo di ricordi e commozione, senza altri pensieri ad interferire. Le indagini, l'intenzione della Procura di aprire un fascicolo per istigazione al suicidio al fine di acquisire file e tabulati telefonici dell'ex assessore alla Protezione civile e ricostruire così i suoi ultimi giorni. Confabulavano anche di questo, i suoi colleghi. Come se la piega degli eventi avesse preso una velocità tale da non consentire di fermarsi neppure ad un funerale. «Un'atmosfera surreale», l'ha definita il consigliere regionale di An Pietro Diodato, e ha ragione. Le immagini che dovrebbero restare dell'ultimo viaggio di Giorgio Nugnes sono invece altre. Quelle di suo figlio Andrea, solo 12 anni, che singhiozza e tiene il capo chino mentre entra in chiesa, con il fratello Tommaso che lo accarezza, gli fa coraggio. Di Rosa Russo Iervolino, che non riesce a trattenere lacrime di sincero dolore. Delle duemila persone che traboccavano nella piazza e nei vicoli intorno, una partecipazione composta e per nulla rabbiosa, a parte due esagitati che sul sagrato hanno inveito contro il sindaco. «Lo avete lasciato solo», ha urlato un ragazzo con giubbotto rosso fuoco e cappello nero di lana. «Lui sì che era un uomo vero», ha aggiunto un tizio più maturo. Tutte qui le tensioni annunciate. Anche la caccia al giornalista, data da tutti come inevitabile corollario del funerale, si è risolta in qualche sguardo storto. Negli ammiccamenti di approvazione ai due «contestatori » e alle parole di don Claudio. Dall'altare della parrocchia restaurata due anni fa proprio su iniziativa di Nugnes, il sacerdote ha pensato di rendere omaggio alla sua memoria attaccando i media: «Spegnete la televisione, quello che raccontano con parole unilaterali e fuorvianti non risponde alla verità su un uomo che ha sempre fatto del bene a questo quartiere». Intanto i politici locali parlavano fitto a voce bassa, alcuni rappresentanti dell'opposizione campana per quasi tutta la durata della funzione hanno inviato messaggi dal cellulare. «Non è venuto, hai visto? ». L'assenza dell'ex assessore al Bilancio Enrico Cardillo, che in una intervista a Il Mattino aveva ricordato la sua «amicizia vera e profonda» con Nugnes, veniva commentata con toni da oracolo. Erano mischiati tra loro, insieme nelle prime file dei banchi oppure in fondo alla navata. Salvo rari casi, l'impressione generale era quella di una partecipazione distratta. La veduta di insieme di una classe dirigente chiusa, ripiegata su se stessa. C'erano quasi tutti a salutare Giorgio Nugnes, ma era come se fossero altrove. (Marco Imarisio da il Corriere della Sera)

Napoli, il richiamo del Colle: dubbi sugli ultimi 15 anni

lunedì 1 dicembre 2008

“Adesso succede chissà che cosa”

C’era un’altra inchiesta che probabilmente preoccupava Giorgio Nugnes più di quella sugli scontri a Pianura. Una nuova bufera giudiziaria sta per abbattersi sul Comune di Napoli: sarebbero imminenti misure coercitive nei confronti di amministratori pubblici. L'indagine (20 indagati) nelle mani del Gip riguarda la gestione del patrimonio immobiliare del Comune di Napoli, il Global service e gli appalti connessi. Sull'ipotesi che Nugnes temesse di essere coinvolto, la Iervolino ha commentato: «Io non so se questo lo ha spaventato, come dice qualcuno, ma certo questo clima da 'adesso succede chissà che cosa', non aiuta". "Ti viene da dire: ma perché? - ha continuato - Guardando, sia pure superficialmente, i giornali di oggi, non emerge nulla di così grave. La paura di una nuova inchiesta? Ma uno la nuova inchiesta la affronta...". A riguardo ha aggiunto anche: "La prima cosa che ho fatto è stata quella di andare a leggere le dichiarazioni del procuratore Lepore che sembrerebbe smentire". Il confronto con Tangentopoli è nel ragionamento sul «clima» che si respira: "Sono stata al governo, quando non si sapeva se i ministri fossero in carica o fossero da dimettere. Allora c'era più rispetto per il segreto istruttorio. La differenza è questo sciacallaggio della stampa".

domenica 30 novembre 2008

"Prenderanno una donna molto potente"

Ha pianificato il suo suicidio con una meticolosità che solo un ex parà della Folgore come lui poteva avere. Tre lettere a moglie, fratello e figli, una lunghissima intervista al giornale della sua città, il Roma, un misterioso passaggio negli uffici del Comune, dove fino a pochi mesi fa aveva la sua scrivania di assessore alla Protezione civile, l'ultima giornata al suo posto di lavoro negli uffici della Regione Campania, per lasciare tutte le carte in ordine. E poi i particolari più atroci: Giorgio Nugnes si è barricato nella tavernetta di casa e ha fatto jogging sul tapis roulant per arrivare col cuore in gola all'ultimo minuto di vita, perché l'impiccagione fosse più rapida ed indolore possibile. Si è strangolato appendendosi con dei fili elettrici, tanto sottili che la moglie si è tagliata le mani per liberarlo dalla morsa fatale. Respirava ancora e i tentativi di rianimarlo sono durati mezz'ora, raccontano i primi soccorritori. Tutto inutile. Ma né le lettere né l'intervista né le ultime confidenze fatte a giornalisti e conoscenti diradano i dubbi attorno al suicidio dell'ex assessore della giunta Iervolino, travolto da un'inchiesta giudiziaria che lo aveva portato anche agli arresti domiciliari. Dubbi alimentati anche da alcune frasi misteriose delle ultime ore, che alludevano a sviluppi giudiziari eclatanti… CONTINUA

sabato 29 novembre 2008

Si è suicidato Giorgio Nugnes

Si è suicidato l'ex assessore del Comune di Napoli, Giorgio Nugnes, coinvolto nell'inchiesta della procura partenopea sugli scontri avvenuti nel quartiere di Pianura, nel gennaio scorso, durante le manifestazioni antidiscarica. Nugnes era stato sottoposto agli arresti domiciliari il 6 ottobre scorso, misura in seguito sostituita dal divieto di dimora nel quartiere Pianura. Il 20 ottobre si era dimesso dal suo incarico. Secondo le prime ricostruzioni, Nugnes, ritornato nella sua casa, si è infilato la corda al collo l'ha legata ad una inferriata e si è lasciato andare.

Cinquemila preferenze nel 2006 e due passioni: famiglia e vini doc

martedì 7 ottobre 2008

Cinquemila preferenze nel 2006 e due passioni: famiglia e vini doc

Per impegnarsi a tempo pieno in politica rinunciò persino all’invidiato «posto fisso», inseguito a Napoli quanto un gol di Maradona (o di Lavezzi). «Ce l’ho nel sangue - ha sempre detto - mia nonna era una seguace di Amintore Fanfani». Ma Giorgio Nugnes ha dedicato la sua vita anche ad altre due passioni: la famiglia e il vino. Quarantotto anni, sposato e padre di due figli, nella sua casa di Pianura ha messo su un po’ alla volta una piccola cantina dove spesso invita gli amici a degustare nettari d’annata, italiani e francesi. Poche bottiglie, tutte di grandissima qualità. «Scaldano il palato e il cuore» ama ripetere agli ospiti nelle fredde serate invernali. La sua carriera comincia con la nomina a vicedelegato regionale del movimento giovanile della Democrazia Cristiana. È il 1983. Nello stesso anno si diploma all’Isef, l’Istituto superiore di educazione fisica, con 110 e lode. Esperto in costruzione e gestione d’impianti sportivi, lavora a lungo presso il commissariato di governo per la ricostruzione della Regione Campania occupandosi dei comparti di Quarto e Pozzuoli. Il suo pallino, però, resta sempre la politica, anche quando - nel 1993 - diventa dipendente regionale. L’anno successivo, infatti, tenta l’impresa al consiglio comunale. Gli riesce: con la Dc incassa 1200 preferenze. Un exploit che lo porterà a ricoprire l’incarico di vicecapogruppo. È l’inizio di una rapida ascesa. L’allora sindaco Antonio Bassolino lo nomina delegato per le politiche della Casa e del Patrimonio e, alla successiva tornata elettorale, conquista oltre il doppio dei voti piazzandosi al primo posto nelle liste del Partito popolare. «Qual è il tuo segreto?» gli chiedono i colleghi. E lui risponde prontamente: «La mia forza è la famiglia. Ho una trentina di cugini primi che mi hanno sempre dato una mano». L’apice del successo politico lo raggiunge nel maggio del 2006, quando viene eletto consigliere comunale della Margherita (poi confluita nel Pd) con oltre 5mila preferenze che contribuiscono alla vittoria al primo turno della Iervolino. Passano poche settimane e viene chiamato dal sindaco a ricoprire il ruolo di assessore alla Protezione civile. Incarico che mantiene anche con il rimpasto di quest’anno. Uno dei suoi ultimi impegni politici prima della bufera è stato proprio nella Pianura dove è nato e cresciuto: la settimana scorsa si è presentato in via dell’Avvenire accompagnato dalle ruspe per rimuovere i blocchi di cemento piazzati nell’ennesima «battaglia» del quartiere di frontiera, stavolta tra la gente del posto e gli immigrati africani. (Gerardo Ausiello il Mattino)

Croce celtica e collezione d’armi on line la rapida ascesa di Marco Nonno

lunedì 6 ottobre 2008

Rifiuti, per gli scontri a Pianura. Arrestati Nugnes e Nonno

Oltre trenta persone tra ultras del Napoli ma anche due politici locali sono stati arrestati in merito agli incidenti avvenuti lo scorso gennaio a Pianura. Nella zona dove doveva sorgere una discarica ci furono incidenti per diversi giorni, bus dati alle fiamme, assalti alle forze dell'ordine e a una caserma dei vigili del fuoco. Tra le persone coinvolte nell'inchiesta e arrestate nel corso dell'operazione ci sono anche l'assessore alla Protezione civile e ai Cimiteri del Comune di Napoli, Giorgio Nugnes e un consigliere comunale, Marco Nonno. La Digos coadiuvata dai carabinieri del comando provinciale di Napoli ha eseguito complessivamente 35 ordinanze di custodia cautelare: ventidue persone sono state condotte nel carcere di Poggio Reale, le altre tredici sono agli arresti domiciliari. Tra gli indagati ai domiciliari c'è anche l'assessore Nugnes mentre il consigliere Nonno è stato condotto a Poggio Reale. Sedici dei 35 arrestati sono ultras appartenenti ai "Niss" e alle "Teste Matte". Tra questi anche i capi dei due gruppi, tra i più violenti delle due curve dello stadio San Paolo. Le indagini, coordinate dalla procura di Napoli, sono durate circa nove mesi, sono state eseguite dagli agenti della questura di Napoli. In tutto questo tempo la polizia ha visionato i filmati degli incidenti avvenuti a Pianura, foto e ascoltato testimoni. Nel corso delle indagini sono stati individuati anche gli autori delle minacce a commercianti della zona, che all'epoca dei fatti furono costretti a chiudere gli esercizi commerciali per diversi giorni. Le accuse vanno dall'associazione per delinquere, alla devastazione e interruzione di pubblico servizio. Alcuni degli arrestati sarebbero pregiudicati non legati alla camorra. Tra gli indagati vi sono anche cittadini comuni residenti a Pianura accusati di avere assaltato la polizia con sassi e bastoni nei giorni degli scontri.