Clemente Mastella è rientrato in casa, nella villa di San Giovanni di Ceppaloni. Il ministro è bersagliato da sette accuse: concorso esterno in associazione per delinquere, due episodi di concorso in concussione e uno di tentata concussione, un concorso in abuso d’ufficio e due concorsi in falso. Risulta indagato anche per concorso in concussione ai danni del governatore della Campania, Antonio Bassolino. Per tale vicenda Mastella è indagato in concorso con il consuocero Carlo Camilleri e gli assessori dell’Udeur Luigi Nocera ed Andrea Abbamonte. In particolare avrebbero costretto Bassolino ad assicurare loro la nomina a commissario dell’Asi di Benevento di una persona «liberamente designata da Mastella». «Le indagini, condotte dalla Procura da circa un anno, hanno preso spunto da conversazioni telefoniche relative alla gestione degli appalti e servizi pubblici nella Provincia di Caserta e hanno consentito di far luce su un tessuto di illecito radicato nell'area politica, amministrativa e giudiziaria della Campania». Così scrive la procura di Santa Maria Capua Vetere in una nota che precisa alcuni contorni dell'inchiesta che ha portato all'emissione di 23 provvedimenti restrittivi, di cui mercoledì 16 gennaio 2008
Concussione ai danni di Bassolino
Clemente Mastella è rientrato in casa, nella villa di San Giovanni di Ceppaloni. Il ministro è bersagliato da sette accuse: concorso esterno in associazione per delinquere, due episodi di concorso in concussione e uno di tentata concussione, un concorso in abuso d’ufficio e due concorsi in falso. Risulta indagato anche per concorso in concussione ai danni del governatore della Campania, Antonio Bassolino. Per tale vicenda Mastella è indagato in concorso con il consuocero Carlo Camilleri e gli assessori dell’Udeur Luigi Nocera ed Andrea Abbamonte. In particolare avrebbero costretto Bassolino ad assicurare loro la nomina a commissario dell’Asi di Benevento di una persona «liberamente designata da Mastella». «Le indagini, condotte dalla Procura da circa un anno, hanno preso spunto da conversazioni telefoniche relative alla gestione degli appalti e servizi pubblici nella Provincia di Caserta e hanno consentito di far luce su un tessuto di illecito radicato nell'area politica, amministrativa e giudiziaria della Campania». Così scrive la procura di Santa Maria Capua Vetere in una nota che precisa alcuni contorni dell'inchiesta che ha portato all'emissione di 23 provvedimenti restrittivi, di cui
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