I cittadini in rivolta si affidano a un legale “Tariffe troppo alte” Vico Equense - I cittadini dicono no alle strisce blu. Sono stati in 33 a firmare il ricorso amministrativo collettivo contro l’ampliamento delle aree di sosta a pagamento nel territorio e l’aumento delle tariffe. Sono insorti, dunque, contro la volontà del Comune di Vico Equense di estendere le strisce blu con l’imposizione della tariffa per la sosta anche in zone periferiche situate verso la montagna, tra cui le frazioni di Pietrapiano e San Vito. Ad aver esasperato i residenti è stata la prospettiva di dover pagare per sostare con le proprie autovetture in zone lontane dal centro, di difficile accesso e mal servite dal trasporto pubblico. I ricorrenti si sono affidati all’avvocato Massimo Mazzucchiello, esperto di ricorsi collettivi in materia di viabilità. Mercoledì scorso si è tenuta una prima riunione presso gli uffici di Napoli del Ministero infrastrutture e trasporti, provveditorato alle opere pubbliche, in merito alla questione. Al termine dell’incontro, durato alcune ore, il Ministero ha ritenuto la necessità di coinvolgere nel contenzioso anche la società milanese Aipa Spa a cui nel frattempo il Comune ha affidato la gestione dei parcheggi a pagamento, compresi gli incassi e le sanzioni per coloro che omettono di pagare il ticket per la sosta. Inoltre, gli ingegneri del Ministero hanno stabilito che il 29 novembre sarà effettuato il sopralluogo sul territorio di Vico Equense. «Il motivo principale del ricorso – ha affermato l’avvocato Massimo Mazzucchiello - risiede nel lamentato mancato coinvolgimento dei destinatari e diretti interessati del nuovo piano sosta, perché avrebbero potuto dire la loro sia sulla necessità di istituire queste strisce blu e sia sull’esosità della tariffa pretesa dal Comune. La legge in materia, articolo 36 del codice della strada, prevede infatti alcuni strumenti di programmazione e di uso delle strade comunali, tra cui il Put, Piano urbano traffico, alla cui formazione possono concorrere direttamente i cittadini». (Fonte: Ilenia De Rosa da Il Mattino)
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