sabato 12 settembre 2015

Scuola negata a migliaia di alunni disabili

Lunedì via alle lezioni, ma non sono ancora disponibili i finanziamenti per l'assistenza 

Fonte: Angelo Lomonaco da Il Corriere del Mezzogiorno 

Napoli - Sulla carta è tutto a posto. Ma che lunedì m Campania la scuola possa cominciare regolarmente è un'illusione, soprattutto per i 21 mila alunni disabili. Giovedì scorso sono scaduti i termini per le domande per attingere al fondo nazionale di 30 milioni che il Miur ha destinato agli enti territoriali per l’assistenza per l'autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità fisiche o sensoriali» e le Province di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno hanno puntualmente fatto richiesta. Per la ex Provincia di Napoli, il sindaco de Magistris ha annunciato che la Città Metropolitana procederà con fondi propri e ha stanziato 2,5 milioni. Il Comune di Napoli, invece, già alcuni mesi fa ha bandito la gara per assegnare l'appalto relativo al «servizio di assistenza scolastica agli alunni disabili delle scuole materne e superiori del territorio cittadino», un appalto da 958 mila euro. E intanto procedono caoticamente le nomine dei professori precari, immessi in ruolo in virtù della sentenza della Corte di Giustizia europea e della legge per la «Buona Scuola», e dei supplenti, tra i quali molti sono insegnanti di sostegno. Per quelli che hanno avuto la cattedra fuori regione è scaduto ieri il termine per l'accettazione.
 
Ma lunedì gli insegnanti di sostegno saranno in classe? E gli appositi pulmini porteranno a scuola i bambini e i ragazzi diversamente abili con problemi motori? Gli alunni non vedenti troveranno a scuola coloro che li devono guidare? Quelli con difficoltà psichiche saranno accolti da insegnanti e assistenti specializzati? Magari. Tutto questo non accadrà. «Sebbene le Province si siano attivate per tempo, il rischio che il 14 settembre la scuola inizi ma non per tutti gli alunni è molto concreto», conferma Daniele Romano, presidente regionale di Federhand-Fish (Federazione italiana per il superamento dell'handicap). «D problema — sottolinea — è costituito dai tempi di trasferimento delle risorse da parte del Governo». Anche per gli alunni disabili delle scuole che afferiscono alla Città Metropolitana di Napoli i fondi arriveranno certamente in ritardo perché il bilancio dell'ente dovrebbe essere approvato il 24 settembre. «Dobbiamo andare in aula con la certezza che il Pd e il centrodestra convergano sulle scelte di fondo. Un commissariamento farebbe saltare tutto», spiega Salvatore Pace, delegato all'Edilizia e alla Programmazione scolastica di de Magistris, che aggiunge: «Comunque il piano finanziario è predisposto e sono ottimista rispetto al passato, in cui l'anno iniziava con manifestazioni in piazza». Sul territorio cittadino del capoluogo, al contrario, le risorse sono disponibili e il servizio di assistenza è stato già affidato alla cooperativa sociale Nuova Sair onlus di Roma. «Bambini e ragazzi che usufruiranno dell'assistenza sono circa mille — informa la dirigente del Comune Giulietta Chieffo — mentre gli operatori impegnati nel servizio saranno 270 della partecipata Napoli Sodale e 100 della cooperativa». Tutto a posto, quindi? Nient'affatto, perché l'appalto scadrà a fine 2015. «Entro l'inizio di dicembre dovremo bandire una nuova gara». Teoricamente il servizio non dovrebbe avere soluzione di continuità, ma nel 2014, per esempio, la gara fu avviata a dicembre e si tenne nel febbraio 2015. Come se i ragazzi potessero andare a scuola a mesi alterni. «Deve essere chiaro che la responsabilità di tutta questa situazione è del ministero, responsabile è il ministro Giannini, anche se poi ricade sul Comune o sulla Città Metropolitana», afferma Toni Nocchetti, medico e blogger napoletano animatore dell'associazione «Tutti a Scuola». «La nostra amministrazione è precaria e i nostri politici sono quelli che ci meritiamo, ma ci sono grandi responsabilità centrali», sottolinea. Ed è evidente considerando le disfunzioni dovute al fatto che i bilanci degli enti locali seguono l'anno solare che non coincide con l'anno scolastico. «Al Nord hanno meno problemi soprattutto perché i Comuni hanno bilanci più floridi. Ma nemmeno È le cose vanno bene, come dimostra l'interrogazione al ministro Giannini appena presentata dalla senatrice Laura Bignami, ex Movimento 5 Stelle ora nel gruppo misto, che si sofferma in particolare sulla carenza degli insegnanti di sostegno in Lombardia. «Secondo la legge il rapporto ottimale è di un insegnante di sostegno ogni due bambini disabili — fa notare Nocchetti — ma è un'indicazione solo economica. La stragrande maggioranza degli alunni portatori di handicap sono disabili psichici e un insegnante non può seguirne due contemporaneamente. Tra l'altro l'anno scorso 20.000 famiglie in Italia hanno ottenuto insegnanti di sostegno facendo ricorso al Tar, Quindi ottiene il rispetto dei propri diritti chi ha i soldi per pagare l'avvocato. Questi ragionamenti li ho fatti con il sottosegretario Davide Faraone. Eppure, e nonostante sia in una posizione apicale, ha fatto poco. Faraone ha annunciato che riprenderà a esistere (per farlo funzionare ci vorrà ben altro) l'Osservatorio per l'inclusione degli studenti disabili. Conoscendo personalmente alcuni dei componenti dell'Osservatorio, mi permetto di offrire loro un suggerimento. Contate gli alunni disabili, distinguete le disabilità utilizzando le più moderne classificazioni ma, per ogni alunno, provate a immaginare di essere voi il docente o il genitore. Vi renderete conto che la scuola per i disabili in realtà non esiste».

Nessun commento: