venerdì 11 settembre 2015

Un Ente unico campano per il ciclo integrato delle acque

Fulvio Bonavitacola
Bonavitacola: "L'Ente idrico sarà espressione dei Comuni" Terme, concessioni prorogate 

Fonte: Ottavio Lucarelli da La Repubblica Napoli 

Nasce l'Ente idrico campano, una sola struttura per coordinare il ciclo integrato delle acque in tutta la regione. Il disegno di legge, approvato dalla giunta in via Santa Lucia, riforma l'attuale sistema frammentato che, nato nel '97, ha attuato solo in parte la legge Galli. «Dopo vent'anni - spiega Fulvio Bonavitacola, vicepresidente della Regione con delega all'ambiente - cambia tutto. La novità è la nascita di un unico ente idrico che, è bene chiarire subito, non sarà un organo della Regione ma, piuttosto, espressione dei territori e in particolare dei Comuni. Saranno infatti i sindaci a comporre cinque assemblee territoriali i cui Consigli direttivi eleggeranno il Comitato esecutivo con un direttore generale. Un ente che nasce, dunque, dalla base e non dal vertice. Un ente forte territorialmente con una forte investitura rispetto ai cinque soggetti gestori». Soggetti gestori che, insomma, avranno meno potere rispetto ad oggi proprio perché saranno controllati e dovranno confrontarsi con un ente unico e rappresentativo di tutti i Comuni della Campania.
 
Che fine faranno gli attuali gestori? «Dove ci sono gestioni conformi a legge - spiega Bonavitacola - resteranno fino a scadenza di contratto. Dove, invece, la legge non è applicata nascerà il soggetto gestore. Ci sarà, inoltre, un fondo perequativo per accompagnare un allineamento delle tariffe in Campania». Perché questa riforma, che dovrà comunque ottenere il via libera dal Consiglio regionale? «L'attuale sistema - risponde il vicepresidente della Regione - secondo noi non ha funzionato bene. Nei due ambiti territoriali di Napoli e in quello di Caserta, in particolare, non si è affatto realizzato il ciclo integrato delle acque. L'ultima legge regionale sulle acque, che risale al 1997, non ha funzionato. Ripartiamo dai sindaci, dai territori, con l'obiettivo di attuare la legge Galli che inventò il gestore per il servizio idrico integrato per sorgenti, condotte, depuratori». La giunta guidata da Vincenzo De Luca ha poi prorogato le concessioni per le acque termali e minerali di 120 giorni per preparare così le procedure di gara per le nuove concessioni. «Recependo una sentenza della Corte Costituzionale - spiega una nota della giunta - il disegno di legge prevede la messa a gara di tali concessioni». Il gruppo del Partito democratico, intanto, ha depositato in commissione una sua proposta di legge per il ciclo integrato così come i Cinque stelle e Fratelli d'Italia. «L'obiettivo spiega Mario Casillo, capogruppo dei democratici - è arrivare ad una proposta unitaria in commissione da portare m aula entro un mese».

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