mercoledì 7 ottobre 2026

Castellammare di Stabia. Spiagge, proroga per le concessioni ai lidi Democratici e Progressisti: «Da revocare»

A Castellammare di Stabia l’entusiasmo per la ritrovata balneabilità del litorale rischia di scontrarsi con le incertezze della gestione amministrativa. A sollevare forti dubbi sul futuro del fronte mare è la forza politica Democratici e Progressisti, che denuncia ritardi, criticità strutturali e la mancanza di una visione strategica. Nel mirino finiscono innanzitutto i costi e le modalità di allestimento dei servizi sul lungomare cittadino. «In questi giorni abbiamo assistito allo smantellamento delle attrezzature installate in villa comunale, comprese quelle per gli spogliatoi», si legge nella nota. Una scelta definita sconcertante, considerando che «in due anni sono stati spesi circa 600 mila euro e oggi non siamo nemmeno in grado di garantire una cabina per i servizi igienici». Il timore è che il problema si ripresenti, a meno che non si metta in campo da subito un progetto con una gara pubblica che assicuri minori costi e strutture migliori. Accanto alla gestione dell’arenile pubblico c’è poi il tema delle concessioni balneari. Democratici e Progressisti criticano la decisione della Commissione Straordinaria di procedere con una nuova proroga tecnica, causata dal mancato recepimento tempestivo degli atti di indirizzo necessari per bandire i nuovi bandi. Il gruppo ricorda che con la delibera di giunta 168 del 2025 l’efficacia delle concessioni era stata differita al 30 settembre 2026, demandando a un atto successivo il programma attuativo. «In un anno non è stato fatto nulla», incalza il movimento, chiedendo la revoca degli atti assunti per evitare ulteriori proroghe immotivate entro la scadenza fissata a giugno 2027. «Mancano nove mesi, un tempo sufficiente per provare a evitare “immotivate proroghe tecniche”. Manca, infatti, anche un cronoprogramma che giustifichi questa procedura. Noi chiediamo alla Commissione Straordinaria di revocare gli atti assunti», dice il gruppo politico di centrosinistra. Un ulteriore capitolo riguarda i 12 mila metri quadri di area demaniale su Corso De Gasperi, affidati a Marina di Stabia per la realizzazione di una scuola di vela mai nata.


Un’area dimenticata anche nel Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali (PUAD), dove – viene sottolineato – mancano riflessioni e scelte sia per quel tratto sia per la zona di Pozzano. La richiesta rivolta all’amministrazione commissariale, alla Regione e alla Città Metropolitana è di abbandonare la logica dell’emergenza. «Il mare ritrovato non può ridursi a un tuffo collettivo e a qualche fotografia. Serve programmazione, servizi adeguati, sicurezza, accessibilità e una gestione capace di durare nel tempo. Il mare di Castellammare merita molto di più della propaganda». (vt - Metropolis)

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