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giovedì 20 marzo 2008

Gru assassina, indagato il progettista

Sorrento - Tragedia del «Primo maggio sorrentino», la Procura di Torre Annunziata comunica alle parti interessate la chiusura delle indagini. E, intanto, un nome nuovo compare sul registro degli indagati: si tratta di Daniele Pinedri, l’ingegnere che ha progettato la gru «maledetta». Arriva a una svolta, dunque, l’indagine giudiziaria per accertare le cause dell’incidente che ha causato le morti di Claudia Fattorusso Morelli e Teresa Reale, suocera e nuora di Sorrento schiacciate dal cestello del carrello elevatore della «Donnarumma» di Pimonte, impresa che lavorava per la posa delle luminarie alla facciata della basilica di Sant’Antonino: ieri mattina, gli agenti del commissariato di polizia di Sorrento, coordinati dal vicequestore Francesco Zunino, hanno notificato cinque avvisi di chiusura delle indagini a Francesco ed Aniello Donnarumma, titolari dell’omonima ditta, a don Giuseppe Esposito, rettore della basilica di Sant’Antonino e committente dei lavori, a Marco Fiorentino, sindaco di Sorrento, e ad un vigile urbano in servizio il primo maggio 2007 a piazza Sant’Antonino. L’invio degli atti precede la fase dell’eventuale rinvio a giudizio: in sostanza, i magistrati della Procura di Torre Annunziata hanno fatto recapitare agli indagati e ai loro difensori un avviso con una sommaria descrizione del fatto contestato e delle norme di legge violate, con l’avvertimento che tutta la documentazione è depositata presso la segreteria del pubblico ministero. Gli indagati hanno, ora, venti giorni di tempo per chiedere di essere interrogati, di rendere spontanee dichiarazioni o di presentare documentazione e memorie. Intanto, anche Daniele Pinedri, l’ingegnere che ha progettato la struttura meccanica della gru, figura tra gli indagati: dalle perizie degli esperti nominati dalla procura e dalle parti, sarebbero emersi elementi tali da far dubitare gli inquirenti sullo stato di sicurezza e di manutenzione del mezzo. L’indagine, durata poco più di dieci mesi, ha visto comparire, davanti al procuratore capo Diego Marmo, e ai sostituti Silvio Pavia e Sergio Calabria, più di cento testimoni. Cinque i periti nominati dalla procura di Torre Annunziata, altrettanti dalle parti. Decine, infine gli inquirenti tra le forze dell’ordine. Tutti impegnati per un solo obiettivo: fare luce sul tragico «Primo maggio sorrentino» e «stanare» i responsabili di due morti innocenti.(Giuseppe Damiano il Mattino)

lunedì 18 febbraio 2008

Scoppiano due bombole

Piano di Sorrento - Ieri mattina gli abitanti della frazione collinare dei Colli di San Pietro sono stati svegliati dal boato provocato da una forte esplosione. Sono scoppiate due bombole di gas del tipo comunemente utilizzato nelle cucine che erano custodite in un capanno adibito a box per auto e scooter e a deposito di legna e altri materiali, che sorgeva in via Nastro Azzurro. Per fortuna non si registrano feriti né danni alle abitazioni circostanti, ma ci sono stati solo momenti di panico per i residenti della zona, molti dei quali a quell’ora della domenica si trovavano ancora a letto. Sono circa le 9,30, quando per cause in via di accertamento, si innescano le fiamme nella baracca. Nel momento in cui il fuoco raggiunge le bombole di gpl stipate all’interno si verifica l’esplosione avvertita anche a diversi chilometri di distanza. Il boato, stando ad alcune testimonianze raccolte tra gli abitanti della zona, è stato preceduto da una colonna di fumo sollevatasi dal capanno, il che fa pensare che le fiamme si siano sprigionate da attrezzi o dagli automezzi nella baracca per poi arrivare a interessare la legna e infine anche le bombole del gas che sono esplose. La detonazione ha provocato la completa distruzione della struttura e pesanti danni agli automezzi custoditi all’interno: 3 scooter di piccola cilindrata e 2 auto, una Fiat Panda e un’Alfa Romeo 147. Per poter spegnere le fiamme residue, evitando che potessero arrivare ad interessare le vicine abitazioni, sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Piano di Sorrento, che hanno anche accertato la natura accidentale dell’esplosione. Non si registrano danni per le persone, quindi, anche se il bilancio dell’esplosione poteva essere ben più grave, considerato che il capanno saltato in aria distava solo poche decine di metri da un condominio del parco Belvedere abitato da diversi nuclei familiari, che risultano tutti imparentati tra loro. La baracca, in base agli accertamenti effettuati dagli agenti del commissariato di polizia di Sorrento, coordinati dal vice questore Francesco Zunino, risulta essere di proprietà proprio dei residenti del parco. (Massimiliano D’Esposito il Mattino)

mercoledì 2 gennaio 2008

Vandali anche a Sant’Agnello

Sant’Agnello - Aspettavano l’arrivo del nuovo anno, danneggiando l’arredo urbano e distruggendo un cannocchiale da una terrazza panoramica sul mare. Cinque giovanissimi turisti milanesi, di età compresa dai 16 ai 20 anni, sono stati fermati dalla polizia di Sorrento e denunciati in stato di libertà per deturpamento di beni pubblici. La comitiva, costituita da volti già noti alle forze dell’ordine e da due immigrati con regolare permesso di soggiorno, è stata allontanata dalla costiera con un foglio di via obbligatorio, della durata di tre anni. L’episodio è avvenuto l’altra sera, sulla fascia litoranea del Comune di Sant’Agnello: sono da poco passate le 20, quando cinque giovani residenti tra Milano e Busto Arsizio, iniziano a bighellonare a piazzetta Marinella. I ragazzi, visibilmente ubriachi, danneggiano le panchine e rimuovono il cannocchiale del punto panoramico, lanciandolo in un viale sottostante. La comitiva, poi, lascia la zona e si dirige altrove. Gli agenti del locale commissariato, diretto dal vicequestore Francesco Zunino, dopo un controllo ordinario a piazzetta Marinella, iniziano la caccia agli autori del raid. Bastano pochi minuti per rintracciarli: i ragazzi, fermati in piazza Tasso a Sorrento, ammettono le colpe. (Il Mattino)