domenica 9 marzo 2014

Otto marzo, Scaramellino: il lavoro tra le priorità di moltissime donne

di Claudia Scaramellino, consigliere comunale di IN Movimento per Vico 

Vico Equense - Ieri è stata la "Festa della donna", forse sarebbe meglio dire la “Ricorrenza dell'Otto marzo”, perché parlare di festa ricorda la sarabanda pubblicitaria di offerte per questo giorno sui muri di ogni città, sulla stampa e sul web, che banalizza in consumismo la ricorrenza. Il dono delle mimose e la lettura di belle poesie sulla donna sposa, mamma, sorella e nonna rendono orgogliose le donne di ciò che hanno saputo naturalmente fare nella vita, ma "oscurano" i drammi quotidiani di molte. Cosa hanno da festeggiare le donne che non hanno e non trovano lavoro e quelle che sono quotidianamente umiliate? Le statistiche registrano l'Italia, dietro il Perù, la Grecia e il Botswana, per le opportunità lavorative per le donne. Non si parla dei livelli apicali, per quelli bastano le denunce civili delle donne della comunità scientifica, che sono pagate meno degli uomini e difficilmente assurgono a ruoli di guida e prestigio. Ci eravamo illuse anche qui pensando a Rita Levi Montalcini e a Margherita Hack, che restano orgoglio nazionale! Le medesime statistiche, ma basterebbe l'osservazione delle realtà più vicine, dimostrano quanto sia difficile per le donne trovare lavoro anche presso i privati ( perché costano di più perché partoriscono e fanno le mamme), quanto sia difficile trovarlo nel pubblico impiego locale, regionale e nazionale. Qui troppo spesso il merito non è premiato e valgono i vecchi criteri clientelari tanto che, in casi frequenti, quando si vedono donne superare "brillantemente" concorsi pubblici o altre addirittura arrivare in posti di comando o altre, che appena assunte in un ruolo cambiano posto e qualifica secondo le proprie necessità, si può scorgere, dietro di esse, un pacchetto di voti, un marito, un padre, un compagno, un amico o un fratello influente.
 
Alle molte altre, giovani, ma con questo procedere sempre meno giovani, resta l'attesa in mille file per sostenere concorsi che hanno già i vincitori! Mille speranze e molte delusioni! Ma senza lavoro non c'è futuro. Senza lavoro accade ( lo dicono le testimonianze delle vittime!) che una donna non possa liberarsi da un matrimonio finito per la violenza fisica o psicologica del coniuge o che non possa lasciare la sua famiglia con padre o fratelli aguzzini per inseguire il suo sogno di vita, come è già tante volte accaduto. - Dove me ne vado, senza lavoro? Come faccio con i bambini? - Sono le domande più frequenti, prima del femminicidio. Educare alla pari dignità in casa, nelle scuole e dovunque si faccia educazione, diffondere la consapevolezza che c'è una legge che fa giustizia e protegge le vittime della violenza (prevedendone il ricovero in centri di accoglienza), battersi per la parità di genere nelle liste elettorali, promuovere la coscienza della prevenzione dalle malattie di genere è determinante, ma non basta. La priorità assoluta di moltissime donne, oggi, è il lavoro, ma anche la pari dignità di esso e il rispetto della pari retribuzione economica. Sarebbe poi anche il caso di rispolverare la meritocrazia per tutti i cittadini, perché le donne non mancano di intelligenza e di impegno nell'apprendere un lavoro o nello studio, almeno quanto l’altra metà del cielo! Questa del lavoro mi pare, in tutte le sedi locali, regionali e nazionali la sfida maggiore ( ma è non la sola!) delle donne per le donne.

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