venerdì 7 marzo 2014

Terzo consigliere in arrivo per gli alfaniani: il Nuovo centrodestra «punta» alla giunta

Sorrento - La voce circola da tempo. L’avvocato Gianluigi De Martino è pronto a sposare il progetto politico del Nuovo centrodestra per lasciare Forza Italia. E’ un’intesa soltanto da ufficializzare, già nell’aria nell’ultima settimana. Il consigliere comunale di maggioranza, nel corso delle prossime ore, potrebbe siglare l’accordo con il gruppo consiliare guidato nell’assise cittadina da Massimo Coppola, big dell’amministrazione che, dopo una lunga appartenenza all’ormai ex Pdl, ha deciso di diventare «alfaniano» assieme all’altro collega di partito Giuseppe Vittoria. Sempre meno «berlusconiani » nell’esecutivo e con l’arrivo di De Martino ci sono i numeri minimi al Ncd (ovvero tre consiglieri) per comporre il proprio gruppo consiliare. Che sia chiaro, non sarà indipendente rispetto al sindaco Giuseppe Cuomo ma di certo non esprimerà vicinanza alla posizione di Forza Italia con cui è guerra fredda. Sul caso, gli «alfaniani» vanno avanti per la propria strada e secondo le voci di corridoio sarebbero anche pronti a reclamare al sindaco Cuomo il riconoscimento di un incarico in giunta municipale. Tutto ciò mentre, nella giornata di ieri, l’ex senatore Raffaele Lauro, ha voluto smentire i rumors che lo davano pronto a candidarsi alle future comunali di Sorrento. Senza dimenticare le bordate di Rosario Fiorentino, consigliere comunale di opposizione: «Alle prossime elezioni comunali avremo un totale ricambio della classe dirigente - ha scritto sul social network Facebook -. Il perché sta nella nuova legge e qualche obbligo che nessuno ha ancora pensato e meditato. Dagli attuali 16 consiglieri si passa a 11 per la coalizione che vince. Quindi siamo già a meno 5 consiglieri. Poi gli assessori dagli attuali 7 passano a 4 e allora siamo a meno 3 assessori. Poi c’è la presenza del fattore donna che nella vicina Sant’Agnello ha sconvolto assetti e previsioni, sia in giunta sia in consiglio. Conclusioni: tolti i sicuri come Mario Gargiulo, Maria Teresa De Angelis e Raffaele Apreda restano 5, 6 posti. Alla fine c’è il divieto alla carica nelle partecipate a chi copre o ha ricoperto la carica di consigliere, anche se questa norma già prevista dallo Statuto fino ad oggi è stata disattesa. Conclusione? La devono trarre i cittadini se ritengono di decidere diversamente e chi 5 anni fa ha riempito tante liste solo per essere dei numeri. Meditate gente. Meditate». (Fonte: Salvatore Dare da Metropolis)

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