Anni per scrivere le regole, solo poche settimane per discuterle. Il termine ristretto per le osservazioni al PAD e al PUAD solleva un interrogativo: la voce dei cittadini conta davvero o è solo un fastidioso passaggio burocratico?
Vico Equense - C’è un numero che in questi giorni agita il dibattito pubblico a Vico Equense: trenta. Sono i giorni concessi a cittadini, associazioni e portatori di interesse per analizzare, comprendere e contestare documenti complessi come il PAD (Piano di Utilizzazione degli Arenili) comunale e il PUAD regionale. Un arco temporale che appare come un granello di sabbia se paragonato ai tempi biblici della politica e della burocrazia. Per anni il PUAD regionale è rimasto nei cassetti, tra bozze e rimandi; per mesi gli uffici comunali hanno lavorato alla declinazione locale (il PAD). Eppure, dopo questo lunghissimo silenzio istituzionale, la "finestra di ascolto" per la città si chiude in un battito di ciglia. Trenta giorni per studiare cartografie, relazioni tecniche e norme che decideranno chi potrà accedere al mare e come verranno gestiti gli spazi pubblici per i prossimi anni.La ristrettezza del termine non è solo un dettaglio tecnico, ma un ostacolo concreto alla partecipazione. Per un’associazione di volontari o per un semplice cittadino, esaminare centinaia di pagine di norme tecniche e produrre osservazioni legalmente valide richiede uno sforzo immenso. Imporre la scadenza di un mese significa, nei fatti, mettere la cittadinanza in una posizione di svantaggio. "È il sintomo di una visione dove l'opinione pubblica è percepita come un intralcio alla velocità amministrativa", denunciano le realtà locali.
La sensazione è che si voglia arrivare al traguardo senza un reale confronto, trasformando la consultazione in un atto puramente formale. Mentre le istituzioni hanno avuto tutto il tempo per pesare ogni singola virgola del piano, ai cittadini viene chiesto di reagire d'istinto, sotto la pressione di una scadenza imminente. Questa sproporzione temporale mina la qualità del dibattito: senza il tempo necessario per approfondire, le osservazioni rischiano di essere meno incisive, lasciando campo libero a una visione del litorale calata dall'alto. In un comune come Vico Equense, dove la risorsa mare è il bene più prezioso e conteso, comprimere il tempo del confronto significa, in ultima analisi, togliere valore alla cittadinanza attiva. Trenta giorni possono bastare per leggere un bando, ma non per decidere, insieme, il futuro della costa.

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