Premi non più per criterio geografico. «Ma bisogna seguire le direttive Ue»
di Claudio Mazzone - Il Corriere del Mezzogiorno
«Dovremmo essere patrioti al Nord e al Sud». Le parole che il deputato napoletano di Avs, Francesco Emilio Borrelli, ha pronunciato ieri durante il question time alla Camera, confrontandosi con il ministro dello Sviluppo Economico e del Made in Italy, Adolfo Urso, fanno emergere il paradosso assicurativo italiano. Il divario territoriale tra Nord e Sud si registra, infatti, anche nelle rc auto. Secondo i dati Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) Napoli è la provincia italiana con i premi più alti. Per assicurare un'auto nella provincia partenopea si spendono in media 604,7 euro; un costo nettamente superiore a quelli di Milano (427 euro) e Roma (419 euro). Anche allargando la scala geografica emerge un'Italia spezzata in due. In Campania la rc auto costa in media 531 euro, nel Lazio 492 euro, in Lombardia poco più di 400. Il dato peggiora se ad assicurare l'auto è un giovane sotto i 24 anni. Un ventenne napoletano spende 1.223 euro, un casertano 1.193 mentre, un milanese 898 euro.
Questa sperequazione dei prezzi tra Nord e Sud sarebbe giustificata dalla «sinistrosità» di alcuni territori e cioè dal un maggior numero di incidenti stradali registrati nel Mezzogiorno. Analizzando i dati dell'Istat si scopre, però, che a Napoli (2.321) si verificano un sesto degli incidenti stradali rispetto a Roma (12.266) e meno della meta di quelli di Milano (7.457). A nulla è valsa la possibilità di installare sulle autovetture il sistema della scatola nera che avrebbe dovuto garantire un controllo delle frodi e un contenimento dei prezzi. Caserta e Napoli, le due provincie con i premi più alti d'Italia, sono anche quelle con il maggior numero di contratti con scatola nera, rispettivamente 59,5% e 48%; percentuali di gran lunga superiori a quelle di Roma (19,5%) e Milano (14,1%). «C'è una sperequazione nei i premi assicurativi tra Nord e Sud - ha detto Borrelli in aula -, eppure le assicurazioni hanno il record di utili proprio nelle provincie di Napoli e Caserta dove su ogni singola polizza guadagnano fino a 140 euro. Perché non si approva una volta per tutte la tariffa unica per chi non commette sinistri? ». La proposta del deputato partenopeo è quella di premiare i virtuosi, imponendo alle compagnie un premio medio nazionale per gli automobilisti che, da almeno 10 anni, non causano incidenti, a prescindere dalla residenza. Una proposta sulla quale il ministro si è mostrato possibilista. «Il suggerimento - ha risposto Urso - di dare rilevanza ai comportamenti virtuosi in termini tariffari di chi, pur circolando in territori ad elevato rischio come la Campania, dimostra di non avere avuto sinistri è apprezzabile e intendo raccoglierlo esercitando un'apposita moral suasion nei confronti delle compagnie assicurative, per contrastare fenomeni distorsivi e premiare maggiormente gli automobilisti più prudenti e meritevoli, in modo che non siano penalizzati in ragione della sola residenza». Ma non si andrà al di là di una discussione con le compagnie assicurative visto che, come ha sottolineato il ministro, «il quadro europeo impone il principio della libertà di fissazione dei prezzi e iniziative di questo tipo esporrebbero l'Italia a procedure di infrazione in sede comunitaria». La risposta non ha soddisfatto il deputato Borrelli il quale, replicando, ha annunciato «una megamanifestaizone che i cittadini stanno organizzando a Napoli contro il caro assicurazioni. Spero - ha concluso - che questo governo dimostri di avere il coraggio di battere un colpo almeno su questo, dato che sul resto ha fallito».

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