giovedì 10 luglio 2008

L´imputato Bassolino difende il figlio "È indagato, ma ho fiducia in lui"

Già sul banco degli imputati nel processo sui rifiuti, Antonio Bassolino si ritrova tra capo e collo un´altra tegola giudiziaria in famiglia. Il figlio Gaetano, manager dell´Ubs (Unione banche svizzere) a Londra, è iscritto con altre cinque persone nel registro degli indagati dalla Procura di Milano. L´ipotesi di reato è truffa aggravata nei confronti del Comune meneghino, per un´operazione di "derivati" finanziari negoziati con quattro colossi del credito, per ristrutturare i maxidebiti di bilancio di Palazzo Marino. Uno swap da un miliardo e 685 milioni di euro, compiuto nel 2005, con la giunta Albertini, grazie al quale le banche si sarebbero garantite fino a 100 milioni di commissioni occulte. La prima dichiarazione che il governatore della Campania rilascia ai giornalisti è al termine della conferenza stampa a Santa Lucia, sulla raccolta differenziata, con l´assessore all´Ambiente, Walter Ganapini. «Da quello che si apprende sui giornali, ci sono delle indagini in corso» dice evidentemente teso Bassolino, «ho piena fiducia nella magistratura e in mio figlio, che conosco per una persona seria e perbene. Spero che andando avanti nell´approfondimento delle indagini, tutto possa risolversi». All´incalzare delle domande dei cronisti, il governatore non si sottrae, ma snocciola risposte di circostanza: «Mio figlio è a Londra e, come me, ha appreso la notizia dai giornali. Lavora in diversi paesi d´Europa e del mondo. È stato a Dubai, a Singapore. Da padre dico ciò che è doveroso: è adulto e rintracciabile. Se volete intervistarlo, chiamatelo. Penso che le indagini chiariranno. Non dico altro. Se qualcuno pensa che dalla mia bocca possa uscire qualche parola sbagliata, è in errore». Su ordine del sostituto procuratore Alfredo Robledo, martedì è arrivato l´ordine di perquisizione per le sedi italiane di quattro grandi istituzioni bancarie straniere, Deutsche Bank, Ubs, Jp Morgan e Depfa che hanno operato con il Comune di Milano. Ubs, la stessa banca d´affari che in passato ha portato a termine un´operazione di "derivati" con la Regione Campania, stimata in un miliardo e 850 milioni, su cui si sono appuntate aspre polemiche da parte dell´opposizione. Tema ripreso l´anno scorso dalla trasmissione Report, di Milena Gabanelli. E nuove polemiche si sono accese ora tra i banchi del Consiglio regionale, mentre l´assessore al Bilancio, Mariano D´Antonio, lavorava per «diluire il rimborso del debito di bilancio dai 20 ai 40 anni, dal 2027 al 2043». D´Antonio ha operato sui tre mutui sui quali «gravava il più elevato onere per interessi», ricontrattando con altre banche a tassi di interesse più favorevoli. I due mutui contratti al posto dei tre estinti, hanno comportato, secondo D´Antonio, due effetti benefici: «Il valore attuale di essi è inferiore di venti milioni di euro a quello dei tre mutui preesistenti; il risparmio di cassa previsto è per il 2008, di 40 milioni di euro, e di venti milioni di euro l´anno per i successivi dal 2009 al 2022». (Patrizia Capua da la Repubblica Napoli)

Il laboratorio di Nicolais
Napolionline - la citta vista da dentro - giovedì 10 luglio 2008

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