Massa Lubrense - Sabato 13 luglio riprenderanno gli studi su Marina di Crapolla avviati nell’ambito del Workshop Internazionale di Restauro, svoltosi dal 2 al 7 aprile 2013. L’iniziativa, organizzata dal Dipartimento di Architettura dell’Ateneo Federiciano con le Scuole di Architettura di Izmir, Delft, Antwerp e Valencia, dal Comune di Massa Lubrense, dall’Archeoclub, dall’AMP Punta Campanella e da altre prestigiose istituzioni locali e nazionali, è da segnalare come la più significativa e particolareggiata indagine storico-scientifica mai attuata su questa poliedrica e complessa località.
Con il coordinamento scientifico dell’Arch. Valentina Russo, tornerà ad operare a Crapolla un buon numero dei giovani laureandi e laureati in Architettura e Archeologia che hanno partecipato al Workshop e che, con i soci dell’Archeoclub lubrense e Marenostrum (il gruppo subacqueo di Archeoclub d’Italia) riprenderanno le indagini scientifiche sul fiordo. In particolare si procederà, di concerto con l’AMP Punta Campanella, ad una attenta ricognizione dei fondali a ridosso del costone ove sorgeva l’abbazia benedettina e al rilievo delle fabbriche romane abbarbicate al costone roccioso dal lato della torre di guardia.
Il Workshop dunque continua ed è chiamato a dare un futuro a Crapolla.
La dimensione sovranazionale di tale esperienza ha già permesso a quanti, in diversi ruoli, vi hanno partecipato di maturare la consapevolezza delle grandi potenzialità che ha il nostro territorio, capace di attrarre e suscitare interesse ed entusiasmo oltre confine. In particolare i partecipanti, provenienti da otto diverse nazioni, hanno profuso un impegno straordinario nell’apprendimento e nella ricerca sul campo: questo sito è infatti una sintesi di testimonianze romane, medioevali, vicereali, legate alla pesca, all’escursionismo, all’ambiente, alla natura, alla costa.
L’esperienza del laboratorio di Crapolla è solo all’inizio: si attendono infatti i risultati finali che con questi ulteriori rilievi e immersioni consentiranno di integrare i tasselli di conoscenza acquisita sul sito. E’ già disponibile, intanto, una base di dati scientifici legati al fiordo pronti ad essere tradotti in concreti progetti di conservazione, fruizione e valorizzazione del sito per la collettività e per l’umanità intera. Tutti i dati e i progetti elaborati confluiranno in un volume in avanzata fase di elaborazione. (Fonte: Imma De Angelis)
mercoledì 10 luglio 2013
Crapolla tra rilievi e progetti: un laboratorio ancora aperto
Massa Lubrense - Sabato 13 luglio riprenderanno gli studi su Marina di Crapolla avviati nell’ambito del Workshop Internazionale di Restauro, svoltosi dal 2 al 7 aprile 2013. L’iniziativa, organizzata dal Dipartimento di Architettura dell’Ateneo Federiciano con le Scuole di Architettura di Izmir, Delft, Antwerp e Valencia, dal Comune di Massa Lubrense, dall’Archeoclub, dall’AMP Punta Campanella e da altre prestigiose istituzioni locali e nazionali, è da segnalare come la più significativa e particolareggiata indagine storico-scientifica mai attuata su questa poliedrica e complessa località.
Con il coordinamento scientifico dell’Arch. Valentina Russo, tornerà ad operare a Crapolla un buon numero dei giovani laureandi e laureati in Architettura e Archeologia che hanno partecipato al Workshop e che, con i soci dell’Archeoclub lubrense e Marenostrum (il gruppo subacqueo di Archeoclub d’Italia) riprenderanno le indagini scientifiche sul fiordo. In particolare si procederà, di concerto con l’AMP Punta Campanella, ad una attenta ricognizione dei fondali a ridosso del costone ove sorgeva l’abbazia benedettina e al rilievo delle fabbriche romane abbarbicate al costone roccioso dal lato della torre di guardia.
Il Workshop dunque continua ed è chiamato a dare un futuro a Crapolla.
La dimensione sovranazionale di tale esperienza ha già permesso a quanti, in diversi ruoli, vi hanno partecipato di maturare la consapevolezza delle grandi potenzialità che ha il nostro territorio, capace di attrarre e suscitare interesse ed entusiasmo oltre confine. In particolare i partecipanti, provenienti da otto diverse nazioni, hanno profuso un impegno straordinario nell’apprendimento e nella ricerca sul campo: questo sito è infatti una sintesi di testimonianze romane, medioevali, vicereali, legate alla pesca, all’escursionismo, all’ambiente, alla natura, alla costa.
L’esperienza del laboratorio di Crapolla è solo all’inizio: si attendono infatti i risultati finali che con questi ulteriori rilievi e immersioni consentiranno di integrare i tasselli di conoscenza acquisita sul sito. E’ già disponibile, intanto, una base di dati scientifici legati al fiordo pronti ad essere tradotti in concreti progetti di conservazione, fruizione e valorizzazione del sito per la collettività e per l’umanità intera. Tutti i dati e i progetti elaborati confluiranno in un volume in avanzata fase di elaborazione. (Fonte: Imma De Angelis)
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