lunedì 8 luglio 2013

Inferno sulla Statale, traffico in tilt

Week end da bollino rosso. Gli automobilisti fermi sulla 145. Caos in penisola sorrentina 

Fonte: Salvatore Dare da Metropolis

Sorrento - Quando a marzo, per un temporale, giù dal costone di Capo La Gala pietre e terreno invasero la carreggiata, la Statale venne chiusa per 20 giorni: fu l’inferno. Chi vive in penisola si sentiva isolato dal resto del mondo. Non c’è altro modo per tirare fuori la testa dal guscio. O Statale o niente. Anche perché fra scioperi e crisi della Circum ci si «fida» poco dei treni. Qui dove il mare luccica, tira forte anche il vento dello smog. D’estate è anche peggio. Perché il tempo passa, il nuovo tunnel Seiano-Pozzano resta una chimera «imbalsamata » da ritardi, caos e proteste degli operai rimasti a secco e di trovare un briciolo di soluzione neppure l’ombra. «Ditemi cosa si deve fare, valutiamo tutte le ipotesi sul campo» sussurrò in quei giorni da censura Sergio Vetrella, assessore regionale ai trasporti che, in un faccia a faccia con i sindaci della penisola, alzò le mani e rimase colpito dalla morsa che, ogni giorno, strangola pendolari e turisti. Un imbuto proibito che fa passare la voglia di raggiungere Sorrento per una vacanza o un weekend. Il fedelissimo del governatore Stefano Caldoro impiegò due ore per arrivare in costiera. In inverno. Mica tanto rispetto alla media che ha sforato la quota di civiltà nella domenica d’inferno vissuta ieri nei tornanti della «maledetta» 145. Una giornata di ordinaria follia per chi ha dovuto sopportare il caldo e l’afa intrappolato nelle lamiere. Al di là della pioggia, calata nel primo pomeriggio e che non ha fatto altro che mandare in malora i piani di rientro dei «poveri cristi» che, per arrivare al casello autostradale di Castellammare di Stabia, hanno dovuto attendere ben 4 ore. Si ci è messo anche il maltempo perché con la pioggia a sprazzi, da Sorrento al litorale stabiese, poco dopo le 15 il bollino rosso è diventato qualcosa di più inquietante di un semplice avvertimento per gli automobilisti. Fuga dagli arenili e tutti in macchina a intasare la Statale.
 
Un dramma, una vergogna. E lo zampino immancabile dei parcheggiatori abusivi, moderato dall’intervento messo a punto dall’amministrazione del neo sindaco Nicola Cuomo che è scesa in campo per tamponare l’emergenza con controlli e verbali a raffica. Già a Piano di Sorrento si capisce che qualcosa non va. Un bus turistico manda in tilt la circolazione perché sosta a quattro passi dall’ingresso di un albergo. Fra imprecazioni e tensione si passa a singhiozzo. A Meta, invece, cala il sipario sull’ipotesi - già fumosa - di poter dribblare la lunga coda di macchine e pullman. Non c’è un vigile urbano, sembra la giungla. Qualcuno seduto al bar sorride, quasi come a voler far trapelare verso gli automobilisti la propria soddisfazione per non essere in quel momento in viaggio. E Seiano sembra la casba. Altro che bazar, altro che souvenir da acquistare e portare a casa. Auto ovunque, tutto bloccato. Due ore e si arriva sulla Panoramica. Qui cambia qualcosa, il traffico è meno intenso e finalmente si intravede la luce in fondo al tunnel. Ma non da quello della decenza, lungo e buio. Come è ovvio. Come sarà sempre.

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