Salerno - Giuseppe Conte si muove sulla scena politica con un’abilità quasi "luciferina", capace di resettare il passato e ricostruirsi una verginità politica immacolata. È questa la dura accusa lanciata dall'ex Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che mette nel mirino non solo il leader del Movimento 5 Stelle, ma anche i vertici del Partito Democratico, colpevoli a suo dire di avergli offerto un palcoscenico d'oro durante l'ultima stagione delle Feste dell'Unità. Secondo De Luca, l'Italia si conferma un Paese dalla memoria cortissima. Con una spregiudicatezza che un tempo veniva definita senza mezzi termini "trasformismo", Conte sarebbe riuscito a far dimenticare le tappe più controverse della sua parabola di governo. Tra queste spiccano la prima alleanza con la Lega di Matteo Salvini, con la conseguente firma dei decreti sicurezza, e le misure che hanno pesato drammaticamente sulle finanze pubbliche, come il Superbonus – pur approvato all'epoca da un'ampia maggioranza – e la fallimentare stagione dei navigator. Nonostante questo bagaglio, il leader del M5S attraversa oggi le piazze del centrosinistra presentandosi come il nuovo riferimento progressista. Un'operazione di restyling resa possibile, attacca l'ex Governatore, dalla totale approssimazione politica dei dirigenti organizzativi del PD, che lo hanno invitato come ospite d'onore nei principali eventi di partito, inclusa la Festa Nazionale, offrendogli il teatro per le sue esibizioni.
sabato 19 settembre 2026
Il "Luciferino" Conte e l’ingenuità del PD: l'affondo di De Luca contro il nuovo trasformismo
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