Vico Equense - Tre mesi. Tanto è durata l’attesa per ottenere una visita geriatrica a domicilio per un’anziana donna affetta da patologie croniche. Tre mesi di ansia, scadenze che incombono e la speranza che, una volta varcata la soglia di casa la dottoressa dell’ASL Napoli 3 Sud, le cose possano finalmente mettersi in discesa. Ma la realtà della sanità pubblica italiana, e campana in particolare, riserva un copione ben diverso. Nella terra dove la digitalizzazione viene sbandierata come una vittoria per il cittadino, si consuma quotidianamente la silenziosa e sistematica umiliazione dei nostri anziani e dei loro caregiver. Il paradosso si compie non appena il medico finisce la visita. Invece di inserire direttamente a sistema il rinnovo del piano terapeutico, la geriatra rilascia il classico "foglio di carta". Un reperto analogico che il cittadino ha l'obbligo di digitalizzare e inviare via mail all’ASL. Qui comincia una vera e propria odissea kafkiana. Alla prima mail di invio dei documenti, l'ASL risponde liquidando la pratica senza nemmeno aver aperto l'allegato. Quando il familiare fa notare l'errore invitandoli a leggere, scatta la seconda trappola burocratica con la richiesta di compilare un modulo cartaceo aggiuntivo. Si tratta dello stesso identico modulo che l'amministrazione possiede già nei propri archivi informatici, inviato e reinviato decine di volte negli anni precedenti. Per concludere l'opera di "semplificazione", l'utente viene obbligato a stampare, compilare, scansionare e rispedire il tutto rigorosamente in formato PDF. Ci si chiede se chi progetta questi flussi amministrativi abbia mai incontrato un ultraottantenne. Come può un anziano solo, magari con problemi di vista o limitazioni motorie, possedere un computer, un software di conversione PDF o le competenze digitali necessarie per sopravvivere a questo sbarramento burocratico?
La digitalizzazione della Pubblica Amministrazione doveva servire ad accorciare le distanze, a proteggere i più fragili evitando loro file estenuanti agli sportelli. Invece, si è trasformata in uno scaricabarile tecnologico: il lavoro d'ufficio che spetterebbe ai dipendenti pubblici viene delegato interamente al cittadino. Se non hai un figlio o un caregiver tecnologico al tuo fianco, sei tagliato fuori dal diritto alla cura.I dati sulla sanità territoriale parlano spesso di "presa in carico del paziente", ma storie come questa dimostrano che la realtà è fatta di scartoffie virtuali che pesano come macigni sulle spalle delle famiglie. È inaccettabile che dopo tre mesi di attesa per una visita domiciliare, il diritto alla salute debba dipendere dalla capacità di generare un file PDF. L'ASL Napoli 3 Sud e le istituzioni regionali non possono continuare a ignorare questo grido d'aiuto: semplificare non significa digitalizzare il caos, significa rendere la vita dei cittadini, specie i più deboli, più umana. Vedi meno

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