domenica 28 giugno 2026

I sedimenti di Bagnoli diventano edilizia pulita: partito il maxi-piano di recupero a Ghent

La motonave "Manisa Amelia" ha completato il primo viaggio trasportando 7mila tonnellate di materiali dragati. Un'operazione transfrontaliera che trasforma i fanghi industriali in materie prime secondarie

Napoli - I sedimenti di Bagnoli diventano edilizia pulita: partito il maxi-piano di recupero a Ghent. La motonave "Manisa Amelia" ha completato il primo viaggio trasportando 7mila tonnellate di materiali dragati, in un'operazione transfrontaliera che trasforma i fanghi industriali in materie prime secondarie. I sedimenti dei fondali di Bagnoli non saranno più un’eredità industriale da smaltire, ma una risorsa preziosa per l'edilizia del futuro. Con l'arrivo a Ghent, in Belgio, della motonave “Manisa Amelia”, è iniziato ufficialmente il trasferimento e il recupero del primo carico di materiali dragati dall'ex area siderurgica napoletana. Il viaggio, durato poco meno di un mese, segna il debutto di un programma ambientale imponente: la quantità totale stimata di sedimenti da gestire supera le 100mila tonnellate, movimentate attraverso carichi successivi da circa 7mila tonnellate ciascuno. Ad accogliere la nave nel porto belga sono stati i responsabili di DEME, colosso globale con 150 anni di esperienza nei settori del dragaggio, dell’energia offshore e delle soluzioni ambientali.

 

Presso l'impianto specializzato di Ghent, i sedimenti campani saranno sottoposti a un avanzato processo di soil washing, ovvero il lavaggio del suolo. Dopo questo trattamento, il materiale recuperato sarà utilizzato come materiale da costruzione, riducendo così la necessità di materie prime vergini, e la sabbia recuperata potrà essere riutilizzata in edilizia, come ha spiegato Frederic Dryhoel, Direttore della divisione Infrastrutture, Energia e Concessioni di DEME. Si tratta di una tecnologia circolare che la divisione ambientale del gruppo applica su larga scala anche per contaminazioni complesse come i PFAS, e che ha già visto l'azienda attiva in Italia in siti strategici come Taranto, Pescara, Napoli, Trapani e Livorno, oltre che in Svezia, Irlanda e Norvegia. La gestione dei materiali a Napoli richiede una macchina logistica rigorosa per garantire la massima sicurezza ambientale. Prima di essere imbarcato, il materiale dragato viene stoccato temporaneamente in otto vasche da 2.500 metri cubi ciascuna, completamente impermeabilizzate in polietilene ad alta densità (HDPE) e collegate a un sistema dedicato per la raccolta e il controllo delle acque. L'avvio di questo corridoio ecologico internazionale è il risultato di un complesso lavoro di squadra istituzionale e tecnico. Per sbloccare la complessa procedura di notifica transfrontaliera e coordinare le attività portuali, hanno collaborato in sinergia il Commissario Straordinario per Bagnoli, la Regione Campania, l’Autorità Portuale di Napoli, la Capitaneria di Porto, il Comando Generale delle Capitanerie e i Gruppi Piloti e Ormeggiatori del porto di Napoli. L'opera vede DEME nel ruolo di capogruppo del raggruppamento di imprese appaltatrici, al fianco delle aziende partner Savarese e Iterga. Quello tra la multinazionale belga e il capoluogo campano è un legame profondo, che va oltre i confini ingegneristici, poiché tra tutte le divisioni aziendali lavorano moltissimi italiani e napoletani. Questo asse diplomatico e culturale è stato suggellato lo scorso maggio durante una visita ufficiale al cantiere del progetto AC38. In quell'occasione, l'Ambasciatore del Belgio ha consegnato al Sindaco di Napoli un regalo speciale per la città, ovvero una maglia del Napoli autografata dal fuoriclasse belga Kevin De Bruyne, un simbolo pop per celebrare un'alleanza tecnologica che restituisce nuova vita e valore al litorale flegreo.

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