lunedì 29 giugno 2026

Vico Equense, cancelli chiusi alle 20 a Seiano: scatta la denuncia formale di Angela Esposito per il "Mare Negato"

Vico Equense - Una giornata di intenso lavoro alle spalle, il desiderio legittimo di un bagno rinfrescante al tramonto insieme al figlio e al cane, e i passi che si dirigono verso la spiaggia del Pezzolo a Marina di Seiano. Una scena quotidiana che per Angela Esposito, cittadina residente a Vico Equense, si è trasformata in un "muro di gomma" burocratico e in una profonda ferita al senso di giustizia. Ad accoglierla, infatti, non è stata la battigia, ma un cancello sbarrato e l'allontanamento perentorio da parte di un uomo qualificatosi come custode. L'episodio, avvenuto lo scorso 24 giugno, è ora impresso nero su bianco in una denuncia formale protocollata il 29 giugno 2026 presso gli uffici del Comune di Vico Equense ed indirizzata al Sindaco, al Comandante dei Carabinieri, alla Polizia Municipale e all'Ufficio Demanio. Secondo quanto esposto dalla donna nel documento, l'accesso alla spiaggia le è stato negato alle ore 20:00 da un uomo privo di divisa o tesserino di riconoscimento. Di fronte al disappunto della cittadina, il presunto custode l'ha intimata ad allontanarsi, asserendo di essere "autorizzato da un certo Mariolino". La gravità dell'accaduto non ha risparmiato i turisti: la signora Esposito ha denunciato come, insieme a lei, sia stata costretta a uscire dall'acqua anche una famiglia di stranieri, completamente bagnati e visibilmente ignari del motivo per cui venissero improvvisamente cacciati da un arenile pubblico. Nel momento del bisogno, la cittadina ha cercato il supporto dello Stato. Tuttavia, come si legge nell'esposto, i tentativi di contattare i Vigili Urbani e i Carabinieri non hanno ricevuto risposta, un vuoto comunicativo definito dalla stessa denunciante "una cosa molto grave", che ha provveduto a documentare tramite screenshot delle chiamate allegati agli atti. La vicenda mette in luce un pesante paradosso locale. Poco dopo l'episodio, la donna si è infatti spostata nella vicina spiaggia delle Calcare, dove i cancelli chiudono invece all'una di notte. Una disparità di trattamento sullo stesso litorale che solleva pesanti interrogativi sulla gestione del demanio.

 

L'episodio si inquadra nella più ampia e accesa polemica sulla politica dei lucchetti e delle ordinanze restrittive (come la storica sindacale n.107). Nata originariamente per arginare la malamovida e i bivacchi notturni, la misura viene oggi percepita dai residenti come una limitazione ingiustificata del diritto costituzionale al mare. L'atto di Angela Esposito si conclude con un appello fermo alle istituzioni, che suona come un monito per l'intera amministrazione comunale: “L'ordinanza è uno strumento nelle facoltà del Sindaco per tutelare la collettività e non i singoli o i privati”. La palla passa ora al Comune e alle forze dell'ordine, chiamati a fare chiarezza sulla legittimità di queste barriere fisiche e sulla gestione degli accessi demaniali in Penisola Sorrentina.

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