Vico Equense - Una folla oceanica e un entusiasmo travolgente hanno accolto Can Yaman a Vico Equense. Il divo turco è stato il protagonista assoluto della sesta giornata del Social World Film Festival, la mostra internazionale del cinema sociale guidata dal regista Giuseppe Alessio Nuzzo. L'attore, ormai naturalizzato italiano, ha ricevuto il prestigioso premio come "Attore Internazionale Sociale dell’Anno", confermando il suo legame indissolubile con il pubblico italiano e il suo costante impegno in progetti benefici e di sensibilizzazione. L'attesa per l'arrivo della star era palpabile sin dalle prime ore del mattino. Yaman ha letteralmente infiammato il red carpet, concedendosi a lungo per foto e autografi con i fan accorsi da ogni parte d'Italia. Successivamente, l'attore ha partecipato a una masterclass pomeridiana presso il cinema Aequa, dove ha risposto alle domande dei giovani giurati e della stampa. Il focus si è inevitabilmente spostato sul suo ultimo e attesissimo progetto televisivo, la serie evento trasmessa su Rai 1, che gli è valsa un Nastro d'Argento. Interpellato sul futuro della saga basata sui romanzi di Emilio Salgari, l'attore ha gettato acqua sul fuoco riguardo a tempi brevi, frenando con una dichiarazione netta: «Il nuovo Sandokan? Almeno tra un anno. Aspetto un anno solo perché Sandokan è unico. Se fosse dipeso da me, avrei girato la seconda stagione anche subito dopo la fine della prima».Nella cornice serale dell'arena del Chiostro della SS. Trinità e Paradiso, l'attore ha ripercorso le tappe fondamentali della propria carriera durante un'intervista sul palco. Yaman ha colto l'occasione per lanciare un messaggio forte sulla propria identità professionale, rifiutando le etichette legate esclusivamente all'aspetto fisico. Durante il colloquio ha ricordato l'importanza del percorso accademico e della preparazione rigorosa dietro ogni personaggio, ribadendo di non voler essere catalogato come il classico "bello delle fiction" e di preferire invece ruoli complessi e credibili. Ha inoltre espresso il desiderio di continuare a recitare in contesti e lingue differenti per aprirsi a mercati globali sempre nuovi.

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