Castellammare di Stabia - “Siamo ritornati sulle posizioni del 2005, stiamo nel centro sinistra”. Adesso è ufficiale: il Partito Socialista ritorna in maggioranza, appoggerà il sindaco Vozza anche se non siederà in giunta. E’ questo il risvolto politico più importante emerso in occasione dell’ultimo congresso cittadino, conclusosi da pochi giorni e che ha eletto il nuovo direttivo. Ventuno i componenti dell’organo collegiale al cui vertice c’è Catello Esposito, neo segretario del Ps a Castellammare che traghetterà il partito al primo congresso nazionale del luglio prossimo. “La nostra scelta di riprendere il dialogo con la maggioranza – spiega il segretario cittadino – era chiara da tempo, ma adesso è stata ufficializzata. Dopo le dimissioni del sindaco ed il consequenziale azzeramento della giunta si sono ricreati i presupposti per avere nuovamente dei colloqui con il centro sinistra”. Una posizione politica chiara quella del Ps stabiese, ma i nodi da sciogliere sono comunque tanti: “auspichiamo che l’intero Partito Democratico possa rientrare in maggioranza – prosegue –. Questo è un momento particolare per la città e c’è bisogno di riconquistare il vecchio spirito che c’era nel 2005. Siamo convinti che il Pd debba confrontarsi con tutte le forze politiche che si riconoscono nel centro sinistra, ma finché non avremo lo stesso quadro politico di tre anni fa il Ps non entrerà in giunta. I partiti che hanno contribuito alla vittoria di Vozza devono sedersi attorno a un tavolo. I margini ci sono, noi socialisti non abbiamo mai fatto discorsi legati alle poltrone, speriamo che il nostro comportamento possa essere d’esempio anche per gli altri”. Oltre ad Esposito e a Giovanni Manfredonia (tesoriere), gli altri membri del direttivo sono: Anna Brio, Salvatore Calabrese, Pasquale Cioffi, Vincenzo D’Auria, Germano De Rosa, Nicola Di Capua, Lucia Di Martino, Nicola Di Martino, Rosario Di Martino, Nino Galasso, Andrea Longobardi, Eliseo Longobardi, Orazio Milano, Anna Miracapillo, Salvatore Raimo, Eugenio Savoia, Gennaro Silvestri, Ferdinando Sorrentino e luca Zingone.(Pasquale Cesarano Il Roma)venerdì 13 giugno 2008
Il Partito Socialista ritorna in maggioranza
Castellammare di Stabia - “Siamo ritornati sulle posizioni del 2005, stiamo nel centro sinistra”. Adesso è ufficiale: il Partito Socialista ritorna in maggioranza, appoggerà il sindaco Vozza anche se non siederà in giunta. E’ questo il risvolto politico più importante emerso in occasione dell’ultimo congresso cittadino, conclusosi da pochi giorni e che ha eletto il nuovo direttivo. Ventuno i componenti dell’organo collegiale al cui vertice c’è Catello Esposito, neo segretario del Ps a Castellammare che traghetterà il partito al primo congresso nazionale del luglio prossimo. “La nostra scelta di riprendere il dialogo con la maggioranza – spiega il segretario cittadino – era chiara da tempo, ma adesso è stata ufficializzata. Dopo le dimissioni del sindaco ed il consequenziale azzeramento della giunta si sono ricreati i presupposti per avere nuovamente dei colloqui con il centro sinistra”. Una posizione politica chiara quella del Ps stabiese, ma i nodi da sciogliere sono comunque tanti: “auspichiamo che l’intero Partito Democratico possa rientrare in maggioranza – prosegue –. Questo è un momento particolare per la città e c’è bisogno di riconquistare il vecchio spirito che c’era nel 2005. Siamo convinti che il Pd debba confrontarsi con tutte le forze politiche che si riconoscono nel centro sinistra, ma finché non avremo lo stesso quadro politico di tre anni fa il Ps non entrerà in giunta. I partiti che hanno contribuito alla vittoria di Vozza devono sedersi attorno a un tavolo. I margini ci sono, noi socialisti non abbiamo mai fatto discorsi legati alle poltrone, speriamo che il nostro comportamento possa essere d’esempio anche per gli altri”. Oltre ad Esposito e a Giovanni Manfredonia (tesoriere), gli altri membri del direttivo sono: Anna Brio, Salvatore Calabrese, Pasquale Cioffi, Vincenzo D’Auria, Germano De Rosa, Nicola Di Capua, Lucia Di Martino, Nicola Di Martino, Rosario Di Martino, Nino Galasso, Andrea Longobardi, Eliseo Longobardi, Orazio Milano, Anna Miracapillo, Salvatore Raimo, Eugenio Savoia, Gennaro Silvestri, Ferdinando Sorrentino e luca Zingone.(Pasquale Cesarano Il Roma)lunedì 14 aprile 2008
Udc
Due o tre senatori siciliani. E forse uno in Calabria. E’ questo il magrissimo bottino elettorale che si profila per l’Udc a Palazzo Madama. Secondo le proiezioni più aggiornate infatti il partito di Pier Ferdinando Casini riuscirebbe al massimo a superare (ma non di molto) la fatidica soglia di sbarramento soltanto sulle due sponde dello Stretto di Messina. Niente da fare invece nelle altre tre o quattro regioni in cui sperava di poter eleggere qualche rappresentante a Palazzo Madama. Partito socialista
Per la prima volta nella storia repubblicana, non ci sarà un partito socialista rappresentato in Parlamento. Un esito che, seppure considerato possibile alla vigilia delle elezioni, viene reso ancor più amaro da una performance che colloca il Ps di Enrico Boselli sotto l’uno per cento, con lo 0,9 per cento alla Camera e lo 0,7 per cento al Senato ed escluderebbe il partito anche dall’assegnazione dei rimborsi elettorali (prevista sopra la soglia del punto percentuale), mettendone a rischio la stessa sopravvivenza. Incontrando i giornalistai nella sede del partito, Boselli ha comunicato di aver tirato le conseguenze del risultato, rassegnando le dimissioni da segretario e convocando un congresso straordinario, prima di lanciare un atto d’accusa contro il segretario del Partito democratico Walter Veltroni: “Queste elezioni – ha dichiarato Boselli - rappresentano un fatto unico nella storia perché Veltroni ha spalancato le porte del governo a Berlusconi, consentendogli di governare forse per i prossimi 10 anni.
Sinistra arcobaleno
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