giovedì 12 marzo 2026

Il superporto in penisola Aponte "sfida" i Comuni

IL CASO 

di Antonino Pane - Il Mattino

Penisola sorrentina - Un unico porto turistico che abbraccia le marine di Piano di Sorrento e di Sant'Agnello. Una possibilità straordinaria per aumentare fino al 15% la disponibilità complessiva dei posti barca e includere anche un molo per i grandi yacht che scelgono la penisola sorrentina. Un progetto con cui la famiglia Aponte, gli armatori della Navigazione Libera del Golfo, voleva lasciare qualcosa di tangibile alla terra delle loro origini, alla memoria degli antenati che proprio dalla Marina di Cassano partirono con le loro imprese armatoriali. Un progetto ambizioso ma in bilico perchè i due comuni interessati non hanno ancora dato il loro assenso, tanto da indurre gli armatori a porre un ultimatum.. Un investimento totalmente privato di oltre quaranta milioni di euro per una iniziativa che nasce, appunto, dalla volontà - come chiarisce Maurizio Aponte, ceo di Nlg - di restituire valore e prospettiva a uno dei luoghi più identitari della costa sorrentina. «La nostra famiglia ha origini in questi luoghi e ci siamo messi al lavoro, dopo aver incontrato i sindaci di Piano di Sorrento e di Sant'Agnello per dare all'antico approdo di pescatori e maestri d'ascia di Marina di Cassano, un punto saldo dove ancorare il futuro di queste terre. È proprio da questo patrimonio storico e umano che prende forma l'idea di un progetto capace di coniugare memoria e futuro, rigenerazione urbana e sviluppo sostenibile». 

LA MARINA 

Ed è da queste premesse che proposta prende corpo mirando a ridisegnare l'intero sistema portuale, trasformando la Marina in uno spazio più accessibile, moderno e pienamente integrato con i centri urbani circostanti. Il cuore dell'intervento è la realizzazione di un porto turistico unitario e funzionale, ottenuto attraverso il completamento della diga di sopraflutto e il prolungamento del molo centrale, interventi che consentiranno di riordinare gli ormeggi e migliorare la sicurezza e l'organizzazione dell'area portuale. Un progetto completo: accanto alla riorganizzazione degli spazi nautici, infatti, il piano introduce nuove funzioni e servizi destinati a rendere la Marina un luogo vivo durante tutto l'anno: spazi pubblici, piazze sul mare, percorsi pedonali, aree verdi e zone dedicate alla balneazione in acque protette. Sono inoltre previsti servizi qualificati per la nautica e per la fruizione turistica, tra cui una torre servizi, uno yacht club e attività commerciali e di accoglienza. Un altro elemento strategico riguarda il miglioramento dell'accessibilità e dei collegamenti tra la Marina e il tessuto urbano. 

LE OPERE 

Tra le opere previste figura anche la realizzazione di un ascensore pubblico che collegherà il borgo marinaro con la sovrastante Villa Fondi e i suoi giardini, creando un nuovo percorso panoramico e rafforzando l'integrazione tra il waterfront e il centro. Ebbene tutto questo rischia di essere cestinato. «Sono cinque mesi, ormai, che abbiamo depositato il progetto ai due comuni dopo diverse riunioni tecniche. Ma - sottolinea Maurizio Aponte in una lettera ultimatum inviata ai due Comuni - ad oggi non abbiamo avuto risposte». I campanilismi fanno un altro grande danno alla penisola sorrentina? «Siamo delusi, anche con un senso di disappunto - precisa il ceo di Nlg - tenuto conto del fatto che abbiamo più volte, attraverso i nostri professionisti, dato disponibilità e sollecitato un incontro con la parte politica e con la componente tecnica, al fine di far emergere ed affrontare le eventuali criticità ed i dubbi che il progetto poteva eventualmente generare. Eppure, non può certo negarsi che il progetto è nato sulla scia di una preliminare condivisione di un'idea ampiamente illustrata in precedenza, dalla quale poi si è sviluppato un lavoro costato non poco, in termini di tempo e di sforzi, anche economici. L'entusiasmo e la determinazione che ci hanno inizialmente stimolato, si stanno mano mano spegnendo ed è venuto il momento di avere una risposta netta e chiara, come pensiamo di meritarci».

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