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venerdì 3 ottobre 2008

Tommasino, no al Pdl

Castellammare di Stabia - “Non sento la necessità né di candidature né di incarichi di partito, la mia esperienza politica terminerà a fine mandato del sindaco di Castellammare, Salvatore Vozza. Fino ad allora, io sarò al suo fianco e soprattutto sarò al fianco dei miei elettori in città”. Con queste parole il consigliere del Partito Democratico, Gino Tommasino, ha voluto mettere fine alle voci che davano ormai per scontato un suo passaggio nelle file del centrodestra. Con la fase del tesseramento del Pd appena conclusa, sono montate subito una serie di polemiche nella Castellammare politica, incentrate soprattutto sui possibili passaggi di consiglieri veltroniani nel Popolo della Libertà. Tommasino si è mostrato molto amareggiato per le indiscrezioni trapelate nella giornata di domenica, nel momento in cui è stato ‘individuato’ al congresso del Pdl a Napoli. Tommasino ha così spiegato questa vicenda. “Smentisco categoricamente un mio passaggio al Pdl – ha affermato il consigliere – Ero a Napoli per incontrarmi con l’onorevole Paolo Russo è vero, ma visto che faccio parte dell’Unione Consumatori, l’oggetto della discussione è stata la battaglia che stiamo portando avanti contro Gori. Voglio precisare che ho partecipato al congresso del Pd supportato dall’associazione Itaca, e che nella zona della penisola sorrentina mi è stato chiesto di candidarmi alla segreteria del Pd, cosa che ho rifiutato subito anche per problemi di lavoro. A Castellammare, al prossimo congresso, sosterrò la persona più idonea a risolvere i problemi del territorio. Bisogna smetterla con questi attacchi personali, operati da persone che non vogliono il bene della città. Con alcuni esponenti del Pd e del centrodestra stiamo portando avanti progetti importanti come quello dell’acqua pubblica. Ho amicizie in tutti gli schieramenti e mi dispiace ricevere critiche da persone che non rappresentano degnamente i cittadini”. (Francesco Ferrigno Cronache di Napoli)

Sorrento - Storia, suoni e assaggi al via la festa dell’uva

domenica 31 agosto 2008

Partito Democratico, fra tessere e credibilità

Castellammare di Stabia - Recuperare la credibilità nei confronti dell’elettorato era una delle priorità che il Partito Democratico, specialmente in Campania, avrebbe dovuto affrontare al ritorno dalle vacanze. Alla vigilia dei congressi cittadini, però, ecco esplodere un nuovo caso, ossia quello delle tessere di partito. Come affermato in un documento diramato nelle ultime ore dal consigliere comunale stabiese del Pd, Gino Tommasino, ex segretario cittadino della Margherita, secondo le ultime indiscrezioni gli iscritti del Pd a Castellammare avrebbero raggiunto quota diecimila. Tessere regalate e degrado della politica starebbero proliferando, almeno secondo il consigliere Pd, il che andrebbe tutto a svantaggio della democrazia. Tommasino parla dello stesso Pd stabiese già spaccato in più punti, che attende magari il congresso per fare chiarezza e far rientrare, sempre che lo voglia, nei suoi ranghi. Bisogna poi ricordare che il consigliere e il suo gruppo tempo fa maturarono una spaccatura all’interno della Margherita, che poco tempo dopo li portò a denunciare delle gravi anomalie accadute durante il congresso di partito. Anomalie che riguardavano proprio uno scandalo dei ‘tesseramenti ai defunti’ sul quale la magistratura sta ancora facendo il suo corso. La ‘svendita della tessere’, quindi, è una questione ancora tutta da appurare, mentre ciò di cui ha davvero bisogno il Pd è una vera e propria svolta popolare, senza banalizzare le priorità. “Dobbiamo fare un’operazione forte su alcuni temi, - ha affermato Tommasino – per rimetterci in sintonia con tanti cittadini. Penso alla sicurezza, ma anche a come sono cambiati i nostri territori. La piccola e media impresa che compete nel mondo chiede un sistema di garanzia e protezione che devi saper costruire. Un fenomeno travolgente come l’immigrazione se non viene affrontato con la giusta determinazione dalle migliori culture democratiche lascia il campo alla demagogia e al populismo. Ma sarebbe un errore fermarsi e invertire la rotta. Guai a noi se cambiassimo strategia. Al rientro delle ferie nel Pd è esplosa la questione delle tessere. Il nuovo partito non può essere dominato dai ‘signori delle tessere’. Di pazienza ce ne vuole tanta, l’ironia è merce rarissima nella classe politica, i rivoluzionari è noto che si sono estinti da tempo. Sono diventati tutti riformisti. Tempi difficili ci aspettano”. (Francesco Ferrigno StabiaChannel)

Intervista ad Andrea Cozzolino: anch’io disponibile, decideremo insieme

venerdì 25 aprile 2008

Pd spaccato

Castellammare di Stabia - Il Pd si spacca anche in Consiglio comunale: sei esponenti del gruppo consiliare dei democratici confermano il sostegno alla maggioranza del sindaco Salvatore Vozza, prendendo le distanze dalla segreteria provinciale e dagli altri colleghi di partito. Una decisione maturata la scorsa sera e confermata attraverso un documento inviato a tutti gli organi dirigenti del partito e al sindaco Salvatore Vozza. Una scelta sottoscritta da Antonio Iovino, Carlo Nastelli, Antonio Cinque, Francesco Cascone, Gino Tommasino e Franco Faella, e riconfermata ieri sera, nell’ambito della seduta consiliare che ha visto gli amministratori di palazzo Farnese impegnati nell’approvazione di spese di giudizi legali, nel provvedimento di evidenza pubblica per la selezione di un socio operativo di minoranza nella partecipata Multiservizi, nel sistema integrato di interventi pilota per la rivitalizzazione del Centro Storico e delle Zone Collinari e in altri numerosi punti all’ordine del giorno. «È davvero singolare e non condivisibile – si legge nel documento sottoscritto dai sei consiglieri –, al netto della chiusura positiva della verifica programmatica conclusasi con l’accordo di tutte le forze politiche del centrosinistra e con la convergenza di importanti partiti collocati all’opposizione, pensare la nostra forza impegnata a svolgere una funzione diversa da quella che i cittadini ci hanno assegnato nelle ultime elezioni amministrative». Contestano, dunque, la decisione maturata dalla segreteria provinciale, e avallata anche dal coordinamento cittadino, di abbandonare le fila della maggioranza. (Tratto da il Mattino)