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sabato 22 agosto 2009

Raid contro il parcheggio di Puolo

Nell’incendio doloso distrutto lo chalet all’ingresso dell’area di sosta

Sorrento
- Raid incendiario ai danni dell’area di sosta comunale nei pressi della spiaggia di Marina di Puolo. La scorsa notte ignoti hanno appiccato le fiamme allo chalet adibito ad ufficio annesso al parcheggio. Il fuoco ha interessato anche l’interno della struttura, distruggendo il registratore di cassa, una serie di documenti ed alcune suppellettili, provocando un danno complessivo quantificabile in quasi 3mila euro. Per fortuna le fiamme non hanno raggiunto le auto che in quel momento erano in sosta nel parcheggio. Lo stesso gazebo era stato già incendiato 4 anni fa. In quel caso si pensò al gesto di vandali, forse ragazzi che volevano in tal modo movimentare la serata. A far propendere per questa tesi contribuì la facilità con la quale la struttura fu avvolta dalle fiamme: bastò incendiare pochi fogli di giornale e posizionarli al di sotto dello chalet perché questo in pochi minuti fosse avvolto dal fuoco. A ciò contribuì il fatto che la struttura era realizzata in legno e quindi facilmente infiammabile. Ora, invece, si ipotizza la premeditazione. Il chiosco, infatti, è stato edificato in lamiere metalliche, per cui, per poter appiccare il fuoco è stato necessario cospargerlo con liquido infiammabile. Poiché la cooperativa che gestisce il parcheggio ha anche il controllo dell’accesso carrabile verso la spiaggia, il piromane potrebbe essere qualcuno al quale è stato impedito di raggiungere il borgo con la propria auto o con uno scooter e che ha voluto in tal modo vendicarsi. Al tempo stesso non si escludono altre piste. I responsabili della cooperativa nei prossimi giorni presenteranno una dettagliata denuncia contro ignoti, mentre sull’episodio sono già in corso le indagini da parte dei carabinieri della compagnia di Sorrento, coordinati dal capitano Massimo De Bari. (Massimiliano D'Esposito il Mattino)

martedì 11 agosto 2009

Pedalò si ribalta, annega 79enne di Napoli

Giuseppe Leone è morto sotto gli occhi dei familiari e di decine di bagnanti: la capitaneria di porto ha aperto un’inchiesta

Sorrento - Tragedia in mare a Marina di Puolo, in località Pignatella a Sorrento. Un uomo, il 79enne napoletano Giuseppe Leone è annegato dopo il ribaltamento del pedalò che aveva noleggiato insieme ad altre quattro persone, tutti familiari. Giuseppe Leone non sapeva nuotare: è forse per questo motivo, unito alla paura dopo il piccolo incidente causato da un’onda più alta delle altre, ad aver contribuito alla sua morte. Per adesso resta da stabilire l’esatta dinamica della tragedia che non si è potuta evitare Stando a una prima e sommaria ricostruzione dell’incidente, l’uomo era sul pedalò insieme ad altre quattro persone (anche se il pedalò era omologato solo per il trasporto di 4 persone). Probabilmente a causa di un’onda alta, o per altre motivazioni che verranno stabilite e chiarite in un secondo momento, il pedalò si sarebbe ribaltato facendo finire in acqua tutti e cinque gli occupanti. A questo punto ognuno avrebbe cercato di aggrapparsi al pedalò, ma non tutti ci sono riusciti. Non solo: un altro particolare sarebbe emerso nel corso delle indagini. Pare infatti che il pedalò non abbia avuto i sistemi di sicurezza a bordo, né salvagente o giubbotti di salvataggio. Per questo motivo il 79enne, che non sapeva nuotare, non sarebbe riuscito a restare a galla e sarebbe dunque annegato sotto gli occhi dei familiari. Non solo: l’incidente si è verificato nello specchio di mare al largo della cosiddetta scogliera della Pignatella. Sulla scogliera si trovavano numerosi bagnanti: una decina di uomini, tutti ottimi nuotatori, non appena il pedalò si è rovesciato, hanno raggiunto l'imbarcazione, che si trovava a non più di venti metri dalla costa. Sono state proprio queste persone a recuperare il 79enne e a trasportarlo a riva. Qui i presenti hanno anche provato a prestare i primi soccorsi. Dopo pochi minuti sul posto è poi anche giunta la Guardia Costiera. Infine, sulla scogliera è anche arrivato il personale del 118: non c’è però stato nulla da fare. Giuseppe Leone è infatti morto probabilmente per annegamento. Le indagini affidate alla capitaneria di porto dovrebbero a questo punto chiarire chi abbia affittato il pedalò alla famiglia dell’anzano napoletano. La salma dello sfortunato 79enne è stata trasportata presso l’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, dove con ogni probabilità verrà effettuata l’autopsia. (di Renato Mobilio il Giornale di Napoli)

domenica 9 agosto 2009

Si rompe una pompa fognaria

Liquami e stop bagni a Marina di Puolo

Sorrento - Impianto fognario sovraccarico, liquami sull’arenile, inevitabile il divieto di balneazione per un tratto del litorale di Marina di Puolo, il borgo che congiunge il territorio di Sorrento a Massa Lubrense. Un altro duro colpo all’immagine turistica della zona. Ieri mattina, attorno alle 10, un guasto alla pompa di sollevamento ha scaricato sulla spiaggia una scia maleodorante che si è riversata in mare, a poca distanza da lettini e ombrelloni occupati dai bagnati. Bambini, ma anche adulti ed anziani hanno continuato a fare il bagno in mare come se niente fosse. Almeno fino a quando, nel primo pomeriggio, il sindaco di Sorrento Marco Fiorentino, non ha inviato gli agenti della polizia municipale per installare i cartelli del divieto di balneazione e di interdizione della parte di arenile interessata dallo sversamento, sancito da una apposita ordinanza. Il provvedimento, come spiega l’assessore comunale all’Ambiente, Rosario Fiorentino, «resterà in vigore fino a quando l’Arpac non avrà effettuato le analisi sulle acque e non sarà bonificata la spiaggia». Sul posto, appena è scattato l’allarme, sono intervenuti gli agenti della polizia municipale di Sorrento e Massa Lubrense, i militari della guardia costiera. I tecnici della Gori, la società che gestisce l’impianto, si sono invece fatti attendere circa quattro ore prima di effettuare un sopralluogo. Il loro intervento ha consentito di riattivare la pompa di sollevamento arginando l’ulteriore fuoriuscita dei liquami. «È assurdo che per un semplice interruttore scattato vengano sversati reflui lungo una spiaggia piena di bagnanti», sottolinea Claudio D’Esposito, presidente del Wwf penisola sorrentina, accorso sul posto per prelevare un campione di acqua di mare da sottoporre alle opportune analisi. Ancora più dura la presa di posizione del sindaco di Sorrento, Marco Fiorentino, che ha inviato un telegramma ai vertici della Gori: «La grave situazione verificatasi a Marina di Puolo – si legge nella nota – ripropone con estrema urgenza l’esigenza di assicurare una migliore qualità dei servizi e la massima e capillare sorveglianza delle strutture su tutto il territorio sorrentino, senza limitazioni di orario, ad evitare qualsivoglia fenomeno che possa provocare danni ambientali. La lentezza dei vostri interventi – aggiunge Marco Fiorentino nella nota – determina il territorio e l’Ente a trovare risposte alternative a quelle assicurate dalla Gori. Fenomeni fisiologici non possono trovare soluzioni in tempi che consideriamo fin troppo lunghi, arrecando danni alla città ed alla sua immagine». Il sindaco Marco Fiorentino non si ferma qui, anzi avverte i vertici dell’azienda che «ci si riserva di segnalare quanto accaduto alle autorità competenti per ogni genere di responsabilità: lamento in genere lo scadimento della qualità e l’intempestività degli interventi». (Il Mattino.it)

domenica 28 giugno 2009

Terra delle Sirene, approdi in alto mare

Cantieri aperti e scogliere non collaudate: disagi annunciati a Marina di Puolo e della Lobra

Massa Lubrense - Non sarà un’estate facile per gli approdi di Marina della Lobra e di Marina di Puolo per i ritardi accumulati negli interventi di ristrutturazione delle strutture di difesa dei borghi costieri. Disagi anche a Procida per l’attracco degli aliscafi. A Massa Lubrense dovevano essere il fiore all’occhiello del paese, il biglietto da visita dei due borghi. A Marina della Lobra e a Marina di Puolo, invece, ormeggiatori, imprenditori, tour-operator e diportisti rischiano il collasso di attività commerciali e marittime. A Marina della Lobra, considerata il porto più adatto per l’accesso al Parco marino di Punta Campanella, pur essendo stati ultimati i lavori alla diga foranea di difesa dell’abitato con una spesa di circa un milione e mezzo di euro coi fondi regionali della Comunità Europea, la struttura non è stata ancora consegnata al Comune perché manca il collaudo finale. Più complessa e più grave la vertenza per la scogliera a Marina di Puolo, un fazzoletto di sabbia al confine tra Massa Lubrense e Sorrento. La situazione della sicurezza del borgo marinaro - che dipende in tutto e per tutto dalle condizioni della barriera di protezione - rischia di diventare un tormentone estivo qualora non verrà dato un colpo di accelerazione alla pastoia burocratica nella quale alcuni ricorsi di associazioni ambientaliste e alcune difficoltà di ordine amministrativo a livello regionale hanno fastto scattare sequestri e sospensioni dei cantiere a rotazione. Un’opera il cui costo è di circa un milione di euro dei fondi regionali Por stanziati dall’Unione Europea. Per Marina di Puolo, dopo il dissequestro ordinato nei giorni scorsi dalla Procura che ha concesso al Comune 30 giorni per rimettere in sicurezza la scogliera, la situazione è diventata drammatica poiché nei 30 giorni capita la data del 30 giugno: data entro la quale con tutta la buona volontà della ditta è umanamente impossibile completare l’opera. I giorni lavorativi sono ridotti a tre o quattro, mentre la sentenza del Tribunale del Riesame, che potrebbe riaprire i termini, è annunciata per la metà della settimana prossima. Intanto il sindaco Leone Gargiulo si trova davanti ad un problema di difficile soluzione: se vorrà continuare i lavori per mettere in sicurezza la scogliera e quindi tenere il borgo marinaro al riparo da eventuali danni provocati dal mare in tempesta dovrà attingere dalle casse comunali o trovare altrove i fondi necessari. Un’impresa complicata che ha spinto il sindaco, l’assessore ai lavori pubblici Diego Piroddi, i tecnici comunali, la Aequamar (appaltatrice dei lavori dell’invariante) esperti del settore, la Capitaneria di porto stabiese, la Guardia costiera, la Procura torrese e il Tribunale del riesame a riunirsi per tentare di sbloccare la vertenza. Nei giorni scorsi è stato riaperto il cantiere, ma i tempi per vedere riparata la barriera è lunga ed incerta. (Gennaro Pappalardo il Mattino)

sabato 6 giugno 2009

Puolo, confermato il sequestro dell’area portuale

Massa Lubrense - Il gip Nicola Russo del tribunale di Torre Annunziata ha confermato il sequestro del cantiere per la ristrutturazione della scogliera a difesa dell’abitato di Marina di Puolo. Il provvedimento disposto il 26 maggio scorso dalla procura della Repubblica oplontina ed eseguito dai militari della capitaneria di Castellammare e dell’ufficio locale marittimo di Massa per la non conformità delle opere in atto al Piano urbanistico territoriale. Nell’ambito del cantiere sequestrata anche una strada provvisoria di circa trenta metri per violazioni delle norme ambientali e demaniali. I lavori, finanziati con fondi Por per un milione di euro, dovrebbero essere completati entro il 30 giugno prossimo. La sospensione delle opere, con la vecchia scogliera ampiamente rimossa intanto, alimenta il rischio, in caso di mareggiate, di causare danni alle abitazioni e alle attività commerciali. (Il Mattino)