È iniziato in tribunale a Reggio Emilia il processo a Pino La Monica, l'insegnante-attore di 35 anni di Vico Equense accusato di violenza sessuale su undici ex allieve minorenni. Alcune delle loro famiglie si sono costituite parte civile. Le ragazzine, studentesse delle scuole medie, sarebbero state molestate – secondo l'accusa - durante giochi particolari animati a scuola dall'educatore. La Monica sostiene invece che fanno parte del suo metodo didattico, peraltro concordato in protocolli stipulati con gli istituti scolastici. Il processo si svolge a porte chiuse e si protrarrà presumibilmente a lungo: i testi da ascoltare sono più di cento. Il pm Maria Rita Pantani accusa l'educatore di aver anche detenuto circa 400 file di materiale pedopornografico che gli inquirenti avrebbero rintracciato sui suoi computer e che gli sarebbero serviti - afferma invece l'animatore - per preparare ricerche e uno spettacolo contro la pedofilia. L'insegnante-attore protesta da sempre la sua innocenza. A suo favore si è formato un comitato innocentista, che ha anche un sito internet e che organizza manifestazioni in difesa dell'imputato. (Il Giornale di Napoli)
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venerdì 20 febbraio 2009
Pedofilia, alla sbarra insegnante e attore
È iniziato in tribunale a Reggio Emilia il processo a Pino La Monica, l'insegnante-attore di 35 anni di Vico Equense accusato di violenza sessuale su undici ex allieve minorenni. Alcune delle loro famiglie si sono costituite parte civile. Le ragazzine, studentesse delle scuole medie, sarebbero state molestate – secondo l'accusa - durante giochi particolari animati a scuola dall'educatore. La Monica sostiene invece che fanno parte del suo metodo didattico, peraltro concordato in protocolli stipulati con gli istituti scolastici. Il processo si svolge a porte chiuse e si protrarrà presumibilmente a lungo: i testi da ascoltare sono più di cento. Il pm Maria Rita Pantani accusa l'educatore di aver anche detenuto circa 400 file di materiale pedopornografico che gli inquirenti avrebbero rintracciato sui suoi computer e che gli sarebbero serviti - afferma invece l'animatore - per preparare ricerche e uno spettacolo contro la pedofilia. L'insegnante-attore protesta da sempre la sua innocenza. A suo favore si è formato un comitato innocentista, che ha anche un sito internet e che organizza manifestazioni in difesa dell'imputato. (Il Giornale di Napoli)
domenica 25 gennaio 2009
Revocati gli arresti domiciliari per Pino La Monica
Il Giudice di Reggio Emilia, Riccardo Nerucci, ha revocato gli arresti domiciliari disponendo l’immediata liberazione per Pino La Monica, ne da notizia il suo difensore Francesco Miraglia. L'insegnante di 35 anni originario di Vico Equense è accusato di violenza sessuale su minorenni. La Monica, sarà quindi processato il 18 febbraio prossimo. L'insegnante-attore venne arrestato dai militari dell'Arma con l'accusa di violenza sessuale su minori e detenzione di materiale pedo-pornografico. Nel computer del 35enne vennero ritrovate alcune immagini pedo-pornografiche, che La Monica ha sempre sostenuto essere delle immagini scaricate da internet che dovevano servire per la preparazione di uno spettacolo contro il dilagante fenomeno della pedofilia. Un fenomeno che ha coinvolto in ogni modo anche l'educatore, che in merito all'accusa di violenza sessuale si è sempre difeso sostenendo che i "giochi" fatti con alcune bambine delle scuole medie avevano lo scopo di incentivare la capacità comunicativa dei piccoli studenti.Pino La Monica è Libero 1
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venerdì 23 gennaio 2009
Pino La Monica andrà a processo
Andrà a processo Pino La Monica, l´insegnante - attore 35enne, originario di Vico Equense. E' stato rinviato a giudizio, accusato di abusi sessuali su minori e detenzione di materiale pedopornografico. L'ha deciso, ieri mattina, dopo un'udienza a porte chiuse di circa un'ora il gup Riccardo Nerucci. Fissata la prima data del processo che si terrà come prevede la legge a porte chiuse: il 18 febbraio. La Monica non era presente in aula e il suo difensore - il legale Francesco Miraglia - in avvio d'udienza ha presentato un certificato medico, chiedendo contestualmente il rinvio per impossibilità dell'indagato a comparire in aula. Ma il certificato - che indica «uno stato di psicopatologia» - è stato giudicato troppo generico dal gup Nerucci e l'udienza preliminare è continuata. Lapidario, a fine udienza, il commento del pm Maria Rita Pantani: «Mi aspettavo il rinvio a giudizio, in considerazione degli elementi raccolti». Tre delle nove bambine che accusano La Monica si sono costituite parte civile tramite il legale Marco Scarpati. Nessun rappresentante del Comitato «Insieme per Pino» era presente in tribunale. Chiesta dalla difesa la revoca degli arresti domiciliari: il gup deciderà fra qualche giorno.
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