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giovedì 23 luglio 2009

''O Tesseramento''

Giochi fatti per il tesseramento Pd, ma ''O Tesseramento'', come si chiama la ballata triste scritta e cantata da Silvio Sircana, continua. E' disponibile infatti on line il brano concepito dal'ex portavoce del governo Prodi che si esibisce in perfetto dialetto partenopeo, accompagnandosi con la chitarra, per narrare immaginari scampoli di vita precongressuale del partito all'ombra del Vesuvio. Oggetto della performance, la vita poco standard di un procacciatore di tesserati, nei panni di un guappo che fa proselitismo come puo', entra in un locale e, canta Sircana, "dopo 'o brindisi spiega stu bisiniss, e tessere l'avimmo a piglia' nui, sore frati parenti, accusi' disse, accusi' quanno si vota alla primaria, dint e circoli a 'o congresso d'o Pd, 'a voce e Napule se sentira' pe l'aria, e chi simm avranno da capi'". Ma la cosa non finisce li', perche' l'ironia sta anche nella risposta della 'preda' presa di mira, che quasi gorgheggia: "Io 'un posso i' nelle votazioni -dicidde uno cu no poco de scuorno- Aggi'a votato a Silvio Berlusconi e d'a politica io non sono bbuono". L'altro non si scoraggia neanche un po' e insiste: "Che veni a dicere? O che me voi insulta'? Qisto e' bisiniss, e veramente la politica 'a fanno chilli la', 'a politica a me nun fuotte niente". A Sircana riesce un'impossibilita' stilistica: fare un mix tra Mario Merola e Fabrizio De Andre', una sintesi che mancava e che magari puo' anche portar bene. Fatti salvi, trattandosi di cose napoletane, i debiti scongiuri. (Adnkronos)

sabato 2 agosto 2008

La sinistra nei versi di Sircana

Due anni di tormento. Due anni di governo Prodi sempre in bilico. Cade, non cade, sta in piedi con la colla. Due anni di zuffe, dentro un centrosinistra che di Unione spesso ha solo il nome. Tutti contro tutti. Una tragedia, verrebbe da dire. Ma in realtà, qualcuno, a palazzo Chigi, in silenzio se la ride pure. E seduto magari in un angolo, mentre in stanza la sinistra radicale sbraita sul tesoretto. Di Pietro quasi si incatena per dire no all’indulto, Mastella chiede solidarietà o manda tutti gambe all’aria, c’è chi si tappa le orecchie. E crea la rima. C’è chi prende in mano l’amato BlackBerry e compone il sonetto della giornata. Per descrivere la bega quotidiana, con un’ironia che lascia senza parole. Adora la chitarra e canta, ma non è di certo un comico. E ciò che più conta, non è un infiltrato del Cavaliere. È Silvio Sircana. Già, proprio lui, il portavoce del governo che fu. Colui che per due anni si deve arrabattare come può, ogni fine riunione, per limitare i danni con i giornalisti. E dimenticare in fretta ciò che ha appena scritto e inviato, via sms, a pochi e fidati intimi, per raccontare all’esterno una storia diversa. D’altronde, è il suo mestiere. Ma a leggere il «salmo della XV Legislatura», creato ad arte nel maggio del 2006, a governo appena insediato, si ride di gusto. E grazie a qualche sbadato amico, pronto a trascrivere su carta e conservare i contenuti dei suoi messaggi, lasciando però tracce qua e là, adesso tutti possiamo rispondere in coro all’ipotetico officiante, creato dalla fantasia del «poeta». E se «finalmente c’è un governo», noi replichiamo: «Lo protegga il Padreterno». Dentro c’è Rifondazione? «Gli conservi la ragione». C’è pure Mastella? «Che gli spenga la favella». Fa il ministro Pecoraro? «Fa che giochi non da baro». E Di Pietro fa i lavori? «Dio protegga i costruttori». Tanti i sottosegretari? «Rivolgiamoci agli altari». Pochi i senatori? «Salva noi dai traditori». Già, i traditori di palazzo Madama. Predice quasi il futuro, Sircana. Che dopo il primo anno di calvario, si ispira anche al Pd e scrive: «Mentre Prodi ci addormenta, qui si addensa la tormenta. C’è Rutelli un po’ incazzato e Fassino stralunato. C’è Veltroni gran gattone, che già pensa all’elezione... ». A quale, visto che la riunione del Comitatone è datata 30 maggio 2007? Pensa già da segretario o addirittura da candidato premier? Ma questa è un’altra storia. E intanto, il «nostro», in un altro suo lavoro, punzecchia di nuovo il Pd: «È un dovere esser più trendy, dei moderni nuovi dandy, con l’immagine più soft, e perciò prendiamo un loft». Volano gli stracci, la sinistra batte i pugni. E il 13 giugno il governo riunisce i capigruppo di maggioranza. Lui la vede così. Tra un «Bonelli in bicicletta, munito di paletta» e la Palermi col «piccone, per scavare un bel bucone», tutti cercan il tesoretto. «Tutti quanti a domandare, “da che parte devo andare?”, Prodi chiede “chi ha la mappa?”, ma si vede uno che scappa». Chi sarà mai? «È lontano, ormai galoppa, è Tommaso Padoa-Schioppa». (da il Giornale.it)