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mercoledì 16 settembre 2009

Amato: "Sulla vicenda delle scuole di Vico apprezzamento per il presidente Cesaro"

Ora un fronte unico di Regione e Provincia per bloccare le scellerate scelte del sindaco Cinque

«Esprimo vivo apprezzamento per la posizione assunta dal Presidente Cesaro sulla vicenda delle scuole di Vico Equense» afferma il consigliere regionale del PD Antonio Amato «Rispetto alle reali esigenze dei cittadini si deve andare al di là delle appartenenze partitiche e, soprattutto, i rappresentanti istituzionali, sono chiamati ad affrontare con responsabilità le problematiche che emergono. A Vico Equense si assiste ad una vicenda assurda, con scelte deleterie di una amministrazione comunale che prepone interessi altri ed oscuri a quelli dei suoi cittadini. Le delibere della giunta guidata da Cinque rappresentano un modello di amministrazione che deve essere rifiutato e combattuto con tutti gli strumenti istituzionali che possediamo. Insieme all’assessore Gabriele proseguiremo la nostra battaglia al fianco delle famiglie che stanno legittimamente protestando, e oltre alla piena solidarietà, faremo tutto quanto è possibile per restituire ai bambini di Vico ed ai loro genitori il sacrosanto diritto all’istruzione. A questo punto» continua Amato «invito il Presidente Cesaro a creare un unico fronte istituzionale che impegni la Regione e la Provincia in questa battaglia. Al di là delle casacche di Partito dobbiamo intervenire urgentemente perché a Vico si ripristini un principio di diritto e legalità che anche la sentenza del TAR ha già ribadito»

venerdì 24 luglio 2009

“Vu cumprà” discriminati sulla Circum, caso in Regione

Castellammare di Stabia - Un gruppo di quindici venditori ambulanti senegalesi, tutti senza permesso di soggiorno, racconta di essere stato vittima di un episodio di discriminazione nella stazione della Circumvesuviana di Castellammare di Stabia: due capitreno avrebbero impedito al gruppo di salire su un treno. Vicenda che viene smentita dalla Circumvesuviana, che non è stata segnalata alle forze dell'ordine, ma che sarà oggetto di una interrogazione in Consiglio regionale da parte del pd Antonio Amato. Secondo il racconto degli immigrati africani, due capitreno avrebbero impedito loro di salire sul treno delle 5 per Napoli, motivando il diniego con il fatto che «erano troppi e con troppi borsoni», nonostante la vettura in arrivo fosse completamente vuota. Invitati ad aspettare il treno successivo, i sengalesi, tutti in possesso di regolare biglietto, si sono visti negare l'ingresso anche su quello delle 5.21. «Può salire solo un “Vu' cumprà” con i suoi borsoni, gli altri devono aspettare il prossimo», avrebbe detto uno dei capitreno rivolgendosi agli immigrati che alla fine sono riusciti a salire sul terzo treno. Dalla Circumvesuviana fanno sapere che l'episodio, raccontato dai senegalesi al presidente della Lega per gli handicappati Mario Estate, non risulta al personale in servizio nella prima mattinata da ieri. Intanto, però, il consigliere regionale Amato ha preparato un'interrogazione urgente da discutere al prossimo question time. «La vicenda è di una gravità assoluta - ha detto il consigliere - Dobbiamo sapere se si è trattato di un episodio isolato, comunque da stigmatizzare e condannare, o se invece si stanno sviluppando nuove ed anticostituzionali pratiche di segregazione che determinerebbero urgenti misure di reprimenda e contrasto». (Il Giornale di Napoli)

Una legge regionale contro il nuovo razzismo

sabato 11 luglio 2009

Amato, al via “viaggio nei luoghi di lavoro per sicurezza”

Regione Campania - ''Il Viaggio nei luoghi di lavoro per la salute e la sicurezza''. Questa l'iniziativa del Gruppo per la sicurezza sul lavoro, promosso dal consigliere regionale campano del Pd, Antonio Amato (foto), per raccogliere informazioni finalizzate a proposte ed attivita' istituzionali per contrastare le morti bianche e le invalidita' professionali. Il progetto e' stato presentato questa mattina, presso l'aula conferenze della sede del Consiglio Regionale della Campania, dal consigliere questore alle finanze del Consiglio regionale, Antonio Amato, il presidente della Commissione Regionale Sanita', Angelo Giusto, l'assessore regionale al lavoro, Corrado Gabriele, e i rappresentanti del Gruppo per la sicurezza sul lavoro composto dagli esponenti del Consiglio regionale e dell'assessorato regionale al lavoro, dall'Anmil, dall'Inail, dall'Ance Campania, dall'unione industriali della provincia di Napoli, dalla Confindustria di Salerno, dall'Anicav, e da Cgil,Cisl, Uil della Campania. Si tratta di un progetto itinerante, condiviso dalle Istituzioni e dai diversi segmenti del mondo del lavoro, finalizzato a visitare le diverse realta' lavorative, a cominciare dai comparti piu' a rischio, come l'agricoltura, l'edilizia e i trasporti, per raccogliere tutte le informazioni utili e necessarie da sottoporre al tavolo istituzionali al fine di mettere in campo iniziative e proposte per garantire la sicurezza sul lavoro e contrastare il grave fenomeno delle morti bianche; fenomeno che, come risulta dai dati forniti da Anmil, Associazione Nazionale mutilati e invalidi del lavoro, nel rapporto 2008, e' in lieve flessione in Campania con un calo di quasi 1.400 casi di infortunio sul lavoro rispetto all'anno precedente, passando da 30.009 a 28.719, e un lieve decremento dei decessi, da 75 a 72 casi mortali. (Asca)

martedì 23 giugno 2009

Partito democratico, ripartiamo dal basso

Caro direttore, in Campania il Pd perde consensi. Le motivazioni di questo calo sono varie, ma affondano le proprie radici all'interno del partito stesso. Non è una questione di candidature e liste. Il dato delle europee, con una «lista campana» forte e alcuni buoni risultati ottenuti, appare chiaro. Il dato delle amministrative, con un ulteriore calo ci porta, invece, alla principale causa della sconfitta elettorale: troppe volte il Pd appare distante dai territori, incapace di interpretare i bisogni e le necessità della gente. Invece, laddove ha saputo strutturarsi come forza territoriale a diretto contatto con i cittadini, questi hanno continuato a sostenere il nostro impegno. Ecco, credo che il Pd debba ripartire proprio dal rapporto con i territori, dai militanti democratici, dal dialogo diretto con i cittadini. È questa l’apertura vera alla società civile, non certo l'invito a seminari e incontri. La credibilità del progetto politico nasce dalle risposte che il partito riesce a dare alle esigenze reali dei cittadini campani, dalla battaglia quotidiana per affrontare la drammaticità della crisi, del lavoro, del precariato. Per farlo, il Pd deve mettersi alle spalle questa lunga fase di lotte intestine e superare una visione manichea tra ex Ds ed ex Margherita. Non si può additare chi la pensa diversamente come nemico, perseguendo tatticismi e vendette personali che poco hanno a che fare con la politica. Il dialogo può divenire costruttivo e si può giungere a una sintesi. Tale sintesi deve concretizzarsi, al prossimo congresso, nella scelta di un segretario che, sulla base di un progetto politico chiaro, abbia una maggioranza rispettosa, però, di tutte le posizioni in campo. Il Pd può ancora assumersi la responsabilità di governo, insieme con le altre forze che si oppongono al modello della destra. Sono quindi convinto che ci sia la necessità di proseguire il percorso intrapreso da Franceschini. Il rafforzamento delle iniziative nazionali è propedeutico all'azione del Pd in Campania. Sui nostri territori dobbiamo ripartire dal basso, rinunciando a fregi e galloni, come donne e uomini che si riconoscono, reciprocamente, come democratici. (Antonio Amato Consigliere regionale del Pd da il Corriere del Mezzogiorno)

Ora parte la corsa alla Regione Cosentino: “Vinceremo» Iannuzzi: «No, il Pd rialza la testa”

mercoledì 24 settembre 2008

«Ritirati»

Forse non se l’aspettava, ma sono i rischi del blog. Alle 11,33 un navigatore, Giovanni, ha lasciato un messaggio a Tonino Amato. «Spalanchiamo le porte al cambiamento, meglio tardi che mai! Onorevole Amato - scrive Giovanni - sono perfettamente d’accordo, dia però per primo lei il buon esempio, iniziando a prendere pubblicamente l’impegno che dopo due legislature al Consiglio Regionale, tra due anni lasci il campo ai tanti giovani e alle tante donne che ci sono nel suo (anche il mio) Partito. Se farà questo, io sarò dalla sua parte». Mentre un altro navigatore, Tiziano, accusa: «Troppo comodo scaricare Bassolino quando la nave affonda». Amato risponde: «A decidere la mia candidatura sarà il partito e gli amici e i compagni che mi sono più vicini. Ma con le preferenze la vera selezione sarà fatta dagli elettori anche e soprattutto in base a un giudizio sul lavoro svolto».

lunedì 22 settembre 2008

Apriamo una riflessione, meglio tardi che mai

Regione Campania - Avete letto la riflessione di Isaia Sales sul Corriere del Mezzogiorno di domenica? Io la condivido in pieno. E vi invito a leggerla se non lo avete ancora fatto. A chi potrebbe dirci, ma tu e Isaia dove stavate, rispondo che so bene i sacrifici, i tentativi e le iniziative che Sales ha fatto affinché Bassolino aprisse gli occhi e si rendesse conto della necessità di riprendere la carica innovativa e quella spinta propulsiva che in tanti provammo a imprimere al Comune di Napoli. Basti pensare da ultimo alle vicende dell’utilizzo dei Fondi Europei. A chi obietta che senza le alleanze con De Mita e Mastella non avremmo vinto le elezioni rispondo che non sono le alleanze in discussione ma la capacità politica di non farle degenerare in un sistema di potere. Non condivido e non comprendo invece il silenzio assordante di queste ore perché ritengo utile provare a delineare insieme una comune lettura degli anni passati. E spero che qui si apra una discussione. Io provo a dire ciò che penso. Isaia ha ragione. Ha ragione quando sostiene che “non ce l'abbiamo fatta a migliorare strutturalmente la città di Napoli, non ce l'abbiamo fatta a trasformare la Regione in un'istituzione autorevole e competitiva nei confronti delle migliori esperienze regionali, non ce l'abbiamo fatta a far vincere un modello alternativo alla pratica discrezionale di governo, relegando la clientela a una eccezione e non a una prassi corrente e abituale, non ce l'abbiamo fatta a rendere la politica e i partiti strumenti di grandi passioni civili dopo la fine di quelle ideologiche”. E dice ciò che in tanti pensano quando afferma che molti dei «bassoliniani» credono che la capacità di governo consista solo nell'annuncio o nella mera gestione di un potere. Tra le carte che conservo ho ritrovato il discorso che Bassolino fece quando annunciò nel 2005 di candidarsi nuovamente alla Presidenza della Regione Campania. La via del rinnovamento è ancora lunga – disse - e non si può interromperla ora che siamo giunti a un bivio insidioso perché fra le strade di fronte a noi alcune rischiano di riportarci indietro … c’è la sensazione diffusa che stiano tornando vecchie logiche, antiche tentazioni. Per questo - concluse Bassolino - sono disponibile a ricandidarmi non solo per continuare ma per aprire una nuova stagione di cambiamento. La realtà è che finora ha prevalso la continuità e non è emerso il cambiamento. Non tutto però è perduto. Nel tempo che resta, sino alla fine della legislatura, credo che sia possibile dare segnali forti di discontinuità per aprire davvero una stagione di cambiamento. E’questa convinzione, d’altronde, che mi ha spinto a compiere le ultime scelte nel partito. Spalanchiamo le porte al cambiamento, meglio tardi che mai! (Antonio Amato Consigliere Regionale Pd)