È indagato, Cristiano Di Pietro. La Procura di Napoli lo ha iscritto per corruzione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio nell’ambito della inchiesta «madre» (il cui esito è allo stato imprevedibile) che riguarda il malaffare gestito dall’ex provveditore alle opere pubbliche della Campania e del Molise, Mario Mautone. Proprio “ieri è stata una giornata importante di cui sono orgoglioso come cittadino, come parlamentare e come leader dell'Italia dei Valori. Mi sono recato spontaneamente alla Procura della Repubblica di Napoli per dare il mio contributo e la mia testimonianza per consentire ai giudici di ricostruire al meglio i fatti su cui i magistrati stanno indagando (e soprattutto il ruolo dell'ex provveditore alle opere pubbliche di Napoli, Mario Mautone, che era ed è un dirigente del ministero delle Infrastrutture ove fui ministro per due anni)''. Lo scrive Antonio Di Pietro sul suo blog. ''Appena gli atti saranno depositati, alla fine dell'indagine, richiederò copia della mia testimonianza e la renderò pubblica su questo sito -aggiunge il leader di Idv - In un Paese civile la mia collaborazione sarebbe considerata opera doverosa e meritoria. Gli stessi magistrati, come riportano le agenzie, hanno giudicato il mio colloquio ''molto soddisfacente''. In Italia però, che non è un Paese normale sotto molti aspetti, men che meno quello dell'informazione – accusa - questa mattina giornali, tg e commentatori di professione, offrivano interpretazioni completamente e vergognosamente distorte dell'intera vicenda''. Solidarietà e stima al leader dell’Italia dei Valori da Veltroni. «Le differenze politiche tra noi sono evidenti da tempo, ma invece proprio in questo momento voglio esprimere a Di Pietro la mia solidarietà umana e la mia stima nei suoi confronti».
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sabato 17 gennaio 2009
I Di Pietro ...
È indagato, Cristiano Di Pietro. La Procura di Napoli lo ha iscritto per corruzione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio nell’ambito della inchiesta «madre» (il cui esito è allo stato imprevedibile) che riguarda il malaffare gestito dall’ex provveditore alle opere pubbliche della Campania e del Molise, Mario Mautone. Proprio “ieri è stata una giornata importante di cui sono orgoglioso come cittadino, come parlamentare e come leader dell'Italia dei Valori. Mi sono recato spontaneamente alla Procura della Repubblica di Napoli per dare il mio contributo e la mia testimonianza per consentire ai giudici di ricostruire al meglio i fatti su cui i magistrati stanno indagando (e soprattutto il ruolo dell'ex provveditore alle opere pubbliche di Napoli, Mario Mautone, che era ed è un dirigente del ministero delle Infrastrutture ove fui ministro per due anni)''. Lo scrive Antonio Di Pietro sul suo blog. ''Appena gli atti saranno depositati, alla fine dell'indagine, richiederò copia della mia testimonianza e la renderò pubblica su questo sito -aggiunge il leader di Idv - In un Paese civile la mia collaborazione sarebbe considerata opera doverosa e meritoria. Gli stessi magistrati, come riportano le agenzie, hanno giudicato il mio colloquio ''molto soddisfacente''. In Italia però, che non è un Paese normale sotto molti aspetti, men che meno quello dell'informazione – accusa - questa mattina giornali, tg e commentatori di professione, offrivano interpretazioni completamente e vergognosamente distorte dell'intera vicenda''. Solidarietà e stima al leader dell’Italia dei Valori da Veltroni. «Le differenze politiche tra noi sono evidenti da tempo, ma invece proprio in questo momento voglio esprimere a Di Pietro la mia solidarietà umana e la mia stima nei suoi confronti».
martedì 30 dicembre 2008
Mimì metallurgico
Il destino cinico e baro continua ad accanirsi sui Mastella’s. Stavano quasi riuscendo a rifarsi una verginità sulla pelle di Cristiano Di Pietro, a suon di interviste compiacenti. Ma proprio sul più bello è giunta notizia delle dimissioni di Di Pietro jr. dall’IdV per un paio di semplici raccomandazioni: un gesto di grande dignità, che infatti in Italia non fa mai nessuno, nemmeno se l’arrestano. Ieri il Giornale raccoglieva le lamentazioni di Elio Mastella, che si presenta come un umile metalmeccanico finito nel «terribile tritacarne mediatico» e tiene a distinguersi da Cristiano: «Mai avuto raccomandazioni, mai provato a far carriera nel partito di papà, che è uno dei politici meno familisti». Infatti Sandra, moglie di Clemente, presiede il consiglio regionale campano. Il cognato Pasquale Giuditta era deputato. Il consuocero Carlo Camilleri era capo del consorzio del Sele. L’altro figlio, Pellegrino, era consulente del governo e assicuratore de Il Campanile, con moglie all’Agcom. Elio, il metallurgico della porta accanto, era responsabile della «Iside Nova» che organizzava eventi culturali a Benevento patrocinati dal consiglio regionale di mammà, mentre la fidanzata Roberta era leader dei giovani Udeur e consigliera regionale in Liguria, e l’ex fidanzata Manuela era praticante al Campanile. Elio e Pellegrino acquistarono 4 alloggi più la sede romana del Campanile a prezzi stracciati e ora pagano una super-rata mensile di 6700 euro, alla portata di ogni metalmeccanico. Meno male che papà non è familista, sennò metteva a carico dello Stato anche la colf e la gatta. (L'Unità)
lunedì 29 dicembre 2008
Di Pietro figlio lascia
Cristiano Di Pietro, figlio del leader di Italia dei Valori Antonio, uscirà dal partito fondato dal padre. ''Lo trovo un gesto corretto - ha commentato Antonio Di Pietro sul suo blog - e per certi versi forse eccessivo visto che non è nemmeno indagato, ma lo rispetto e ne prendo atto''. Questo il testo della lettera con cui Cristiano Di Pietro si è dimesso dall'Idv.“Montenero li 29.12.08
All’on.le Giuseppe Astore, Presidente ufficio politico regionale IDV - Campobasso Al dott. Giuseppe Caterina, Segretario regionale IDV - Campobasso Ai componenti Ufficio Presidenza IDV nazionale – Loro Sedi
Gentili amici,
ho fatto e faccio il mio dovere di consigliere comunale e provinciale senza mai aver infranto la legge (ed infatti nessuna autorità giudiziaria mi ha mai mosso alcun rilievo). Eppure mi ritrovo tutti i giorni sbattuto in prima pagina come se fossi un “appestato”. La mia unica colpa è quella di essere “figlio di mio padre”: per colpire lui stanno colpendo me, mia moglie ed i miei tre figli, dimenticando che anche noi abbiamo la nostra dignità ed abbiamo il diritto di esistere. Lascio l’Italia dei Valori e conseguentemente ogni incarico di partito ed anche il mio ruolo di Capogruppo al Consiglio provinciale di Campobasso, ove mi iscriverò al Gruppo misto. Lo faccio con sofferenza e dispiacere (soprattutto per la disumana ingiustizia che sto patendo) ma non voglio creare imbarazzo alcuno al partito. Attenderò serenamente che la Procura di Napoli completi le indagini preliminari in corso (che peraltro nemmeno riguardano la mia persona) in esito alle quali ogni singola posizione personale potrà essere chiara a tutti. Poi, quando tutto sarà chiarito, ne riparleremo. Un caro saluto ed un sincero augurio per un anno migliore. Cristiano Di Pietro"
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