Castellammare di Stabia - Un anno fa era stato denunciato dall'ex moglie per molestie continue. Ma lui non si era arreso ad una storia finita troppo presto ed aveva continuato prima a chiederle di tornare insieme, poi era passato direttamente alle minacce. Storia di “ordinario” stalking nella periferia di Castellammare di Stabia, quello punito dalla Prima Sezione Penale del Tribunale di Napoli con 3 anni e 4 mesi di reclusione per l’ex marito, un 53enne stabiese, troppo invadente e violento. La vittima delle molestie e minacce era una 42enne, ex moglie dell'uomo: le occasioni di incontro erano vincolate a quelle tra il 53enne e il bimbo di 8 anni che i due hanno avuto durante i 15 anni di matrimonio. Una scusa per rivedere la donna, un pretesto per minacciare entrambi. «Se io e la mamma non torniamo insieme, vi uccido» spesso diceva al figlio che tornava terrorizzato a casa. Il 53enne aveva anche collezionato diverse denunce per violazione di domicilio, visto che tante volte si era presentato senza preavviso, forzando la porta di casa, direttamente nell’abitazione dove vivevano l’ex moglie con il figlio. «Una volta – ha raccontato la donna – ho trovato la mia auto completamente distrutta, con messaggi osceni e minacciosi nei miei confronti». Storie di persecuzioni che sono andate avanti per un anno. In un modo o nell’altro, l’uomo riusciva sempre a farla franca, anche grazie alla seminfermità mentale che gli era stata riconosciuta. «Con un’accetta in mano, un giorno ha distrutto il portone per venire a discutere con me, è stato terribile, voleva ammazzarmi e farmi a pezzi» ha raccontato ancora la donna, addirittura svegliata un mattino da alcuni vicini che avevano trovato sul pianerottolo di casa una bara con tanto di scritta alquanto inquietante: «Le porte del Paradiso sono aperte anche per te». Il tutto era seguito ad un altro episodio grave che aveva visto come sfortunato protagonista proprio il piccolo di 8 anni, minacciato dal padre. «Ci siamo affidati ad alcune perizie psichiatriche – afferma il legale della donna, l’avvocato Luigi Alfano – che hanno dimostrato una cosa importante. L’uomo non agiva perché incapace di intendere e di volere, ma perché era fin troppo cosciente. Per questo anche i giudici hanno dovuto riconoscere il reato di stalking». Una serie infinita di molestie, di vario genere, che è terminata in settimana, con la condanna del tribunale partenopeo. Il 53enne dovrà scontare 3 anni e 4 mesi di reclusione per stalking e numerosi altri piccoli reati commessi, che vanno dalla violazione di domicilio alle lesioni. (Dario Sautto il Giornale di Napoli)
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lunedì 22 giugno 2009
Una bara sul pianerottolo della ex, condannato
Castellammare di Stabia - Un anno fa era stato denunciato dall'ex moglie per molestie continue. Ma lui non si era arreso ad una storia finita troppo presto ed aveva continuato prima a chiederle di tornare insieme, poi era passato direttamente alle minacce. Storia di “ordinario” stalking nella periferia di Castellammare di Stabia, quello punito dalla Prima Sezione Penale del Tribunale di Napoli con 3 anni e 4 mesi di reclusione per l’ex marito, un 53enne stabiese, troppo invadente e violento. La vittima delle molestie e minacce era una 42enne, ex moglie dell'uomo: le occasioni di incontro erano vincolate a quelle tra il 53enne e il bimbo di 8 anni che i due hanno avuto durante i 15 anni di matrimonio. Una scusa per rivedere la donna, un pretesto per minacciare entrambi. «Se io e la mamma non torniamo insieme, vi uccido» spesso diceva al figlio che tornava terrorizzato a casa. Il 53enne aveva anche collezionato diverse denunce per violazione di domicilio, visto che tante volte si era presentato senza preavviso, forzando la porta di casa, direttamente nell’abitazione dove vivevano l’ex moglie con il figlio. «Una volta – ha raccontato la donna – ho trovato la mia auto completamente distrutta, con messaggi osceni e minacciosi nei miei confronti». Storie di persecuzioni che sono andate avanti per un anno. In un modo o nell’altro, l’uomo riusciva sempre a farla franca, anche grazie alla seminfermità mentale che gli era stata riconosciuta. «Con un’accetta in mano, un giorno ha distrutto il portone per venire a discutere con me, è stato terribile, voleva ammazzarmi e farmi a pezzi» ha raccontato ancora la donna, addirittura svegliata un mattino da alcuni vicini che avevano trovato sul pianerottolo di casa una bara con tanto di scritta alquanto inquietante: «Le porte del Paradiso sono aperte anche per te». Il tutto era seguito ad un altro episodio grave che aveva visto come sfortunato protagonista proprio il piccolo di 8 anni, minacciato dal padre. «Ci siamo affidati ad alcune perizie psichiatriche – afferma il legale della donna, l’avvocato Luigi Alfano – che hanno dimostrato una cosa importante. L’uomo non agiva perché incapace di intendere e di volere, ma perché era fin troppo cosciente. Per questo anche i giudici hanno dovuto riconoscere il reato di stalking». Una serie infinita di molestie, di vario genere, che è terminata in settimana, con la condanna del tribunale partenopeo. Il 53enne dovrà scontare 3 anni e 4 mesi di reclusione per stalking e numerosi altri piccoli reati commessi, che vanno dalla violazione di domicilio alle lesioni. (Dario Sautto il Giornale di Napoli)
domenica 21 giugno 2009
Stalking, lei perseguitava l’ex
Sorrento – Alcuni comportamenti come telefonate, sms, “visite a sorpresa”, possono essere graditi segni di affetto che, tuttavia a volte, possono trasformarsi in vere e proprie forme di persecuzione in grado di limitare la libertà di una persona e di violare la sua privacy, giungendo perfino a spaventare chi ne è destinatario suo malgrado. A diventare “molestatore assillante”, una 23enne che opprimeva l'uomo che l'aveva lasciata con scenate, telefonate quotidiane e anche alcuni episodi di violenza. Per lei, però è arrivato un provvedimento cautelare di divieto di avvicinamento emesso dal tribunale di Torre Annunziata per il reato di stalking. Da qualche anno la ragazza intratteneva una relazione clandestina con un 41enne, sposato. Quando la giovane ha chiesto all'uomo un legame più stabile, lui ha troncato la relazione. A quel punto la donna respinta ha iniziato a perseguitarlo con assillanti telefonate quotidiane, appostamenti sotto l'abitazione e il posto di lavoro e minacciando di rivelare il tutto ai familiari. In alcuni casi gli ha provocato anche delle lesioni. All'ennesima aggressione avvenuta in strada, l'uomo ha chiamato i carabinieri. Le indagini hanno ricostruito l'intera vicenda, confermata anche da diversi testimoni. Il provvedimento impedisce alla donna sia di comunicare, sia di avvicinarsi ai luoghi frequentati dall'uomo e dai suoi familiari.
venerdì 3 aprile 2009
Stalking, a scuola l’opuscolo per imparare a difendersi
Sorrento - «Fermiamo la violenza sulle donne». È il filo conduttore di un opuscolo che verrà distribuito agli studenti delle scuole di Sorrento. In copertina e all’interno sono stati riprodotti i disegni dei ragazzi che hanno partecipato al concorso «Logo e immagine contro la violenza alla donna». Proprio le rappresentazioni grafiche e gli slogan rappresentano il motivo dominante del libro. All’interno i dati allarmanti relativi all’escalation della violenza sulle donne, sia in riferimento agli abusi sessuali, che rispetto al nuovo reato di stalking. «L’iniziativa – spiega l’assessore comunale alle Pari opportunità, Maria Teresa De Angelis – nasce proprio dalle sollecitazioni di alcune ragazze che, nel corso di un convegno, hanno lamentato di essere state vittime di pesanti attenzioni se non di vere e proprie molestie». Obiettivo della pubblicazione è quello di sensibilizzare alla denuncia le vittime o anche le persone vicine. Per questo, oltre ad una sintesi del decreto antimolestie voluto dal ministro Mara Carfagna, il vademecum contiene anche una serie di numeri telefonici ed indirizzi utili per ottenere informazioni e segnalare i casi di violenza, come ad esempio il 1522. Il libro realizzato a cura di Adele Ruggiero con l’ausilio dell’avvocato Danilo Di Maio, consulente, insieme allo psicologo Massimo La Gorga, dello Sportello Donna del Comune di Sorrento. (ma.de. il Mattino)Sorrento - Varchi elettronici nel centro storico
giovedì 5 marzo 2009
Primo arresto per stalking in penisola sorrentina
Sorrento - Primo arresto per stalking in Campania dopo l'introduzione nel decreto legge n. 11 del 23 febbraio scorso del reato di stalking. Le manette sono scattate per un 65enne della penisola sorrentina. Per mesi ha inseguito, minacciato e perfino ferito al viso con una lametta una donna. L'uomo è stato incastrato da un maresciallo donna dei carabinieri che, fingendosi un'amica della vittima, ha ingannato M.C. e lo ha arrestato in flagranza di reato. Botte e minacce. La storia di persecuzione inizia due mesi fa. E' allora che la vittima, in Costiera per motivi di lavoro, inizia a subire i primi pesanti tentativi di approccio. Il 65enne riesce a scoprire i suoi movimenti, il suo numero di telefono. A metà gennaio, la raggiunge in un luogo da lei frequentato, tenta di bloccarla e la ferisce al volto con una lametta. La richiesta d'aiuto. E' allora che la vittima si rivolge ai carabinieri e denuncia l'episodio. I militari identificano il responsabile e riferiscono immediatamente alla Procura di Torre Annunziata, fornendo alla vittima indicazioni su tutte le precauzioni da adottare per la sua sicurezza in caso di ulteriori violenze. L'arresto. A distanza di qualche giorno dall'intervento dei carabinieri, M. C. ricomincia con le persecuzioni. I primi di febbraio arriva persino a minacciare con un coltello la donna per costringerla, invano, a salire in auto con lui. Poi, la svolta. Un maresciallo donna dell'Arma in abiti borghesi, fingendosi amica della vittima la accompagna in uno dei luoghi da lei frequentato abitualmente. Passeggiano insieme, poi si dividono e quando lui cerca di nuovo di bloccarla, i carabinieri lo hanno arrestato. (Repubblica.it)
lunedì 25 febbraio 2008
Stalking
Il termine inglese “stalking” (letteralmente: perseguitare) indica quegli atteggiamenti tramite i quali una persona affligge, perseguita un’altra persona con intrusioni, appostamenti, tentativi di comunicazione ripetute e indesiderate, come ad esempio lettere, telefonate, e-mail, sms, tali da provocare nella "vittima" ansia e paura, e da renderle impossibile il normale svolgimento della propria esistenza. Lo stalker può essere un conoscente, un collega, un completo estraneo, oppure nella maggior parte dei casi un ex-partner. In genere essi agiscono per recuperare il rapporto precedente o per vendicarsi per essere stati lasciati. Sta ricostruendo la sua vita dopo 15 anni di violenze fisiche e psicologiche subite dal suo partner, una donna di Ercolano soltanto dopo aver rischiato la vita ha trovato il coraggio di denunciare l’uomo che le ha rovinato l’esistenza. Assistita dall’Imesf (istituto meridionale di scienze forensi) con sede a Portici, la quarantenne è ora seguita nella complessa fase per uscire dal terrore di essere molestata. «È una donna che non avrebbe avuto problemi economici se si fosse subito separata dal marito, ma come nella maggioranza di questi casi è rimasta intrappolata in un rapporto vittima-carnefice», spiega Alfredo Grado, criminologo e presidente dell’Imesf.
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