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sabato 3 ottobre 2009

Bracconaggio scatenato, abbattuti uccelli protetti

Sorrento - Escalation del fenomeno bracconaggio sulle colline della penisola sorrentina dove interi plotoni di cacciatori all’opera nel pieno della stagione venatoria non stanno risparmiando quasi nulla, neanche le specie protette, abbattendo poiane, falchi, sparvieri e quant’altro a portata di fucile. Nella maggioranza dei casi gli uccelli feriti appartenenti a specie tutelate vengono lasciati sul posto in attesa dell’arrivo dei volontari del wwf allertati da residenti a loro volta disturbati dal sibilo di rose di pallini esplosi nelle immediate vicinanze delle abitazioni civili. Nella giornata di ieri sono stati soccorsi e raccolti un esemplare di poiana abbattuto dai bracconieri sulle colline di Priora, frazione collinare di Sorrento, oltre ad un magnifico sparviero che ha avuto la sfortuna di trovarsi nel tiro incrociato di alcuni cacciatori sulle colline di Meta di Sorrento. Entrambi gli animali sono stati recuperati dal presidente del wwf sezione penisola sorrentina Claudio d’Esposito e consegnati ad un centro di recupero di fauna selvatica dove saranno sottoposti alle prime cure. Dovranno essere sottoposti ad intervento chirurgico per l’asportazione di alcuni pallini di piombo penetrati nel corpo e nelle ali compromettendone l’equilibrio di volo. Nel caso l’intervento alle ali dello sparviero non dovesse perfettamente riuscire, per il rapace si prospetterebbe un futuro chiuso in gabbia a memoria della crudeltà umana e dell’arroganza dei bracconieri che hanno trasformato la penisola sorrentina in un circuito di caccia senza scrupoli. Così come altre volte è accaduto per altri rapaci che nel tentativo di essere salvati hanno subito l’amputazione di ali e zampe per consentire il proseguimento di una vita dignitosa in una adeguata voliera. La costiera sorrentina, fino a Positano ed Amalfi, si conferma purtroppo tra i territori più spietati dove la caccia illegale abbatte centinaia di uccelli classificati tra specie protette e rare e costringendo i volontari del wwf, lipu ed associazioni private a continui interventi di soccorso. (Vincenzo Maresca il Giornale di Napoli)

martedì 29 settembre 2009

Bracconaggio, caccia alle trappole

Piano di Sorrento - Sguinzagliata sulle colline dei Colli di San Pietro, Monte Vico Alvano e dintorni alla ricerca di trappole da disinnescare lasciate mimetizzate tra la vegetazione da bracconieri senza scrupoli. Da sabato una task-force di guastatori costituita da volontari ambientalisti e ragazzi del posto sta pattugliando tutte le aree oggetto di cacciagione nel periodo di apertura della caccia. Nel mirino i micidiali archetti, reti, fonofili, tagliole, trappole a scatto, lacci di acciaio e quant’altro accuratamente nascosto in attesa che ignare prede finiscano illecitamente catturate. Disseminate in maniera indiscriminata anche nelle vicinanze dei centri abitati le trappole dei bracconieri vengono spesso scovate anche da cani e gatti che incautamente vi restano imprigionati rimanendo oggetto di orrende mutilazioni. Micidiali anche le reti stese a schiera nelle zone ad alto passaggio migratorio e posizionate artatamente secondo la conformazione del territorio tra due alberi in mezzo alla vegetazione per imprigionare gli uccelli in volo. Inutile il continuo dibattersi, molte prede muoiono sfinite nel tentativo di liberarsi. Difficili da identificare a causa della maglia sottile e del colore preferibilmente nero o grigio le reti rappresentano una delle armi più devastanti usate dai bracconieri. Uccelli vivi, accecati, spesso appartenenti a specie protette sono la maggior parte delle esche utilizzate per il richiamo alle prede da catturare. Tra i metodi più crudi, lacci di ferro molto resistenti e tagliole di acciaio dentellate vengono invece sparsi lungo i sentieri battuti da animali selvatici in attesa che la preda ci resti imprigionata. Quasi sempre volpi, cani ed altri animali perdono le zampe nel tentativo di divincolarsi, a volte anche la parte anteriore del muso. Intanto sul fronte della caccia si contano già le prime vittime, tutte di specie protetta. Tra queste un esemplare ferito di poiana recuperato sulle colline di Vico Equense ed un esemplare di falco pecchiaiolo impallinato e lasciato al suolo con diverse fratture scomposte. (Vincenzo Maresca il Giornale di Napoli)