Vico Equense - Gennaro Esposito, patron del ristorante "Torre del Saracino", ideatore dell'evento, quest'anno ha voluto devolvere l'incasso ai terremotati dell'Abruzzo. Risultato: circa 200 biglietti venduti, per un totale di quasi 20 mila euro. Chiuso l'evento Gennaro Esposito lancia già una proposta per il prossimo anno "Vorrei raddoppiare l'appuntamento di Festa a Vico" confessa, e parla del suo sogno "lasciando la kermesse del mese di giugno a Le Axidie di Seiano, quando si riuniscono, in questa splendida terrazza sul mare, i grandi della cucina italiana e i produttori delle eccellenze in campo eno-gastronomico e, dall'altro, portare tutti i protagonisti a New York per promuovere il meglio dell' Italia di questo settore". (Foto di Cremeria Gabriele )
Visualizzazione post con etichetta Gennaro Esposito. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gennaro Esposito. Mostra tutti i post
giovedì 11 giugno 2009
mercoledì 3 giugno 2009
Cento supercuochi ai fornelli
All’annuale incontro degli chef raccolta di fondi per ricostruire l’Alberghiero in AbruzzoVico Equense - Per due giorni «brilleranno» per ricostruire l’istituto alberghiero dell’Aquila le cento stelle della cucina italiana, richiamate in costiera sorrentina da Gennaro Esposito, chef della Torre del Saracino, che ha scelto di celebrare all’insegna della solidarietà l’ormai tradizionale happening di inizio estate con i protagonisti della gastronomia nazionale. «Noi che ci incontriamo una volta all'anno per il piacere di stare insieme, noi che viviamo del mestiere del cibo, in tutte le sue possibili espressioni, non siamo estranei agli eventi, talvolta anche terribili, che travagliano il nostro Paese», ha sottolineato Esposito alla presentazione dell’evento che si svolgerà a partire da domenica prossima e si concluderà martedì 9 giugno con la serata aperta al pubblico. Ecco spiegato perché i fondi che si raccoglieranno proprio la serata del «Main Event», chiedendo agli ospiti il pagamento del ticket d’ingresso di cento euro, saranno impiegati per l’acquisto di attrezzature e dotazioni dell’istituto Leonardo Da Vinci. In particolare è stato lo stesso preside Domenico Evangelista, che sarà presente alla manifestazione, a compilare l’elenco di quanto necessario alla ripresa delle attività didattiche, come armadi frigorifero, congelatori, piatti e bicchieri. Per ottenere l’invito all’ingresso presso lo stabilimento le Axidie, quindi, i gourmet potranno effettuare il bonifico bancario sul conto corrente dell’Associazione Cucina Italiana Contemporanea, Monte dei Paschi di Siena, Filiale di Seiano di Vico Equense IBAN: IT49 X 01030 40310 000000296386. La modalità di pagamento tramite bonifico bancario è quella che garantisce l'ingresso alla manifestazione in quanto ha valore di prenotazione. All'ingresso, infatti, basterà presentare la ricevuta del versamento. Tuttavia, è consentito anche l’acquisto del ticket all’ingresso della festa fino all’esaurimento dei posti disponibili. La «Festa a Vico» è stata fondata nel 2004 da una intuizione di Gennaro Esposito, patron della Torre del Saracino, il ristorante doppiamente stellato della marina d’Aequa, diventando da subito un esclusivo e sempre più atteso appuntamento tra mondanità, alta gastronomia e riflessione culturale. L’evento ogni anno cresce e si rinnova sviluppandosi seguendo un tema specifico, quest’anno è dedicato alla mamma, senza mai perdere il suo spirito goliardico ed informale. I fortunati ospiti provenienti possono godere per due giorni delle bellezze del golfo di Napoli e del borgo di marinaro di Vico Equense, avendo nel contempo l’opportunità unica di assaggiare i piatti di oltre cento firme della cucina italiana, tra star affermate e giovani promesse. (Francesco Aiello il Mattino)
lunedì 23 febbraio 2009
Lasagna di mare, trippa di pesce e babà la «Torre del Saracino» conquista Modena
Sabato scorso, a Modenantiquaria, ha trionfato l'alta cucina con un menù proposto dallo chef Gennaro Esposito. Il patron della «Torre del Saracino» di Vico Equense è stato ospite di «Art&food», il ristorante gastronomico all’interno del quartiere fieristico. La mostra mercato di alto antiquariato tra le più apprezzate d'Europa si è chiusa ieri a ModenaFiere. La performance culinaria dello chef napoletano Gennaro Esposito ha tenuto banco per i due giorni del weekend, partire dalle 13, tra i fortunati commensali che sono riusciti a prenotare un posto per il pranzo d'autore firmato dal patron della «Torre del Saracino» di Vico Equense con un menu dove hanno trionfato i piatti di pesce. Apre il pranzo una lasagnetta di crudo di scampi, gamberi, calamaro e alici per proseguire con una minestra di pasta mista di Gragnano con crostacei e pesci di scoglio. Segue un dentice con salsa di borragine, trippa di baccalà e quenelles di ceci. Tutto è annaffiato dal Lambrusco Grasparossa Tenuta Cialdini dell'Azienda vitivinicola Chiarli e dalla Malvasia Sorriso di Cielo dell'Azienda vitivinicola La Tosa. A chiusura un babà napoletano con crema pasticcera e fragoline di bosco. Gennaro Esposito, 36 anni, è dal 1992 chef della «Torre del Saracino» di Vico Equense, sua città natale. Dopo la scuola alberghiera fa numerose esperienze in giro per l'Italia e l'Europa, di cui la più importante è quella con Gianfranco Vissani. Un altro momento determinante nella sua formazione è l'incontro con Alain Ducasse, grazie al quale gli si aprono le porte delle cucine de «Le Louis XV» a Montecarlo e del «Plaza Athénée» a Parigi. Numerose le gratificazioni professionali: tre forchette del Gambero Rosso dal 2003, il riconoscimento dell'Espresso quale migliore ristorante campano nel 2006, doppia stella Michelin dal 2008. (Il Mattino)
mercoledì 24 dicembre 2008
Il menu di Natale? Un regalo da grandi chef
Natale "fatto in casa" come vuole la tradizione e come impone la situazione (economica). Ma sarà comunque un ottimo Natale nonostante tutto: la crisi, le coppie in crisi, le famiglie sempre più allargate, la dieta sempre meno calorica, i figli annoiati, le suocere indaffarate, i generi esasperati. Lo sarà almeno a tavola grazie al regalo tradizionale che ogni fine anno i nostri chef (cinque tutti stellati) donano ai lettori di "Repubblica" per rendere il banchetto più "santo" dell' anno meno e più speciale banale che sia la cena di vigilia (solo pesce) o il pranzo del 25. Vi offriamo infatti due secondi, uno a base di baccalà firmato dal pluristellato Fulvio Pierangelini e l' altro a base di agnello pensato da Agata Parisella. L' antipasto lo suggerisce Massimo Riccioli, noto chef della Rosetta, tempio del mare alle Coppelle, che apre il convivio con filetto di spigola d' amo con carciofi romaneschi e olio alla menta, raffinata e appetitosa ouverture sorseggiando un calice di bollicine "personalizzate. Come primo piatto brilla il timballo di candele in piedi al ragù napoletano ideato dal sempre più brillante cuoco campano Gennarino Esposito della Torre del Saracino a Vico Equense. Al secondo di magro ecco il talento inimitabile del cuoco ai vertici della guide gastronomiche europee, patron dello storico Gambero Rosso a San Vincenzo (Livorno) e da due anni consulente al ristorante romano "Le Jardin de Russie" del lussuoso hotel De Russie: Fulvio Pierangelini che ha pensato per non allontanarsi dalla tradizione della Roma del popolo un millefoglie di baccalà impreziosito da tartufo nero e patate. Agata Parisella, lady della cucina romanesca conferma la sua indovinata linea di cucina tra innovazione e tradizione con un secondo piatto che potete trovare al suo rinomato ristorante "Agata e Romeo": lombetto di agnello con panatura di menta. Infine, il giovane e geniale Adriano Baldassarre del Tordo Matto di Zagarolo invita a fare un ultimo atto di ottima volontà per preparare il semifreddo al gruee di cacao salato e mentuccia. Finale ideale prima di una tombola "condita" da liquori, cioccolata e frutta secca Troppo? è solo l' inizio e fa parte del gioco delle feste: fino alla Befana colesterolo, trigliceridi, ma anche tanti altri sani piaceri saranno sempre "accesi". Un consiglio per arrivarci più appagati che ingrassati? Tra riti e pacchi da scartare trovate il tempo per passeggiare tra i bei presepi di Roma e del Lazio, fate sport nelle grandi ville e, quando fate la spesa, andate a piedi. Sarà un Natale che ricorderete. (Francesca Alliata Bronner La Repubblica)
mercoledì 8 ottobre 2008
Guida dell’Espresso ecco i campani in classifica
Lo scoop gastronomico corre su Internet. Un signor qualunque ha «rubato» dal sito de l’Espresso, temporaneamente in allestimento e non protetto, le anticipazioni sulla nuova «Guida ai Ristoranti 2009», che si presenta oggi a Firenze. Risultato: la classifica è rimbalzata sul web con tanto di voti regione per regione. A noi curiosi del cibo interessa soprattutto sapere che cosa succede in Campania. Perciò andiamo subito a sbirciare la top ten. La Costiera si conferma al vertice della ristorazione con ben sei locali. Primo assoluto è Gennarino Esposito, nume tutelare de «La Torre del Saraceno» di Seiano (nella foto), con 18 punti su 20. Subito dopo arriva Antonio Di Pino de «La Caravella» di Amalfi (17). Poi una raffica di 16,5: «Pappacarbone» con il talentuoso Rocco Iannone a Cava de’ Tirreni; «Quattro Passi», regno di Antonio Mellino a Nerano; «Taverna del Capitano» della famiglia Caputo sempre a Nerano; lo storico «Don Alfonso 1890» della famiglia Iaccarino a Sant’Agata sui due Golfi; la bella sorpresa del «Relais Blu» di Termini-Massa Lubrense, dove in cucina governa il tedesco Christoph Bob, allievo di Heinz Beck; infine l’unica stella irpina, «Oasis Antichi Sapori» di Vallesaccarda. A 16 punti «Il Buco» di Sorrento. Fenomeno ormai stabile, la Costiera svetta sulle altre aree del paese per i locali di altissimo livello. Merito delle materie prime locali e di una generazione di giovani cuochi che ha studiato con grandi maestri e che oggi sa interpretare al meglio la tradizione mediterranea. (Il Mattino)
sabato 4 ottobre 2008
Dalla Costiera al Casertano ecco i vip dell’enogastronomia
È sempre più vincente la Campania del buon mangiare e del buon bere. Primo posto tra gli chef italiani per Gennaro Esposito (foto), cuoco della Torre del saracino di Vico Equense, e Tre bicchieri, il massimo riconoscimento dei vini nazionali, per l'azienda Terre del Principe di Castel Campangnano di Peppe Mancini e Manuela Piancastelli. Appena due giorni fa ha tenuto una lezione all'Alma Graduate School con gli studenti del corso Best, i cinquanta migliori laureati in Italia, che lo hanno interrogato sul tema «Il merito e le regole». Ed oggi per Gennaro Esposito, il riconoscimento della guida ai ristoranti del Gambero Rosso come miglior cuoco d'Italia. È la consacrazione definitiva per questo ex studente della scuola alberghiera, che fin dall'aspetto incarna l'idea del buon vivere e che in meno di dieci anni ha dato la scalata alle classifiche di tutte le guide del settore fino a collocarsi nell'empireo della gastronomia internazionale. «Non nascondo la grande soddisfazione per il riconoscimento avuto, del quale tuttavia sento tutta responsabilità che ho la fortuna di condividere con una squadra di collaboratori straordinari», dice Gennaro. I segreti del successo? La continua ricerca delle materie prime migliori e di fornitori selezionati giorno dopo giorno che, uniti alla voglia di far bene, riescono a colpire direttamente il cuore e la mente di quanti si siedono ai tavoli del ristorante di Esposito. Non è un caso se oggi il piccolo borgo della marina d'Equa è divenuto la meta prediletta dei gourmet di tutto il mondo che arrivano quasi in pellegrinaggio per assaggiare piatti quali la parmigiana di pesce bandiera o la minestra di pasta e pesci di scoglio, ormai divenuti classici della tradizione mediterranea. Una cucina apparentemente semplice, dunque, ma supportata da una straordinaria conoscenza dei prodotti e da una tecnica di rara eleganza. E il legame al territorio ed alla tradizione caratterizza anche l'Ambruco di Terre del Principe, da uve pallagrello nero in purezza, incoronato come il miglior rosso della regione. È il riconoscimento per una straordinaria avventura umana e professionale che sa di antico. «I Tre Bicchieri del Gambero Rosso-Slow Food premiano il lungo lavoro di questi anni - dicono Peppe Mancini e Manuela Piancastelli - e ci ripagano di tanti sforzi e anche dell'incoscienza che abbiamo avuto nel lasciare le nostre professioni per dedicarci a questo nostro sogno». (Francesco Aiello il Mattino)Sorrento - Antiche mura crollate avviato l’iter per i lavori
giovedì 21 agosto 2008
La nuova “Dimora” di Gennaro Esposito
Iscriviti a:
Post (Atom)