Quattro ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari ed un decreto di sequestro preventivo emessi dal gip presso il Tribunale di Napoli, nonché tre decreti di sequestro preventivo disposti dal pm, per i reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, emissione di fatture per operazioni inesistenti, falso ideologico in atto pubblico ed altro. Destinatari delle misure cautelari sono l’imprenditore campano operante nel settore televisivo regionale, Giuseppe Giordano, la moglie, Domenica Sarnataro, legale rappresentante della «Italia Mia Group» Spa, detentrice dell’emittente «Italia mia», il figlio Ciro, legale rappresentante della «Mimmagiò snc» e il nipote Ciro Giordano, legale rappresentante della «Piazza Italia srl». Le indagini - è spiegato in una nota del procuratore della Repubblica di Napoli, Giovandomenico Lepore e del procuratore aggiunto Aldo De Chiara - hanno consentito di portare alla luce un’articolata struttura di cointeressenze societarie, sorretto da un sistematico ricorso a false fatturazioni, funzionali non solo a frodare il fisco, ma anche a determinare un fittizio incremento del volume dei ricavi delle società televisive, criterio fondamentale per la quantificazione dei contributi statali erogati annualmente dal Ministero delle Comunicazioni. Inoltre è emerso, un sistematico ricorso, da parte delle società televisive, alla simulazione delle assunzioni di giovani praticanti giornalisti ed alla dichiarazione di tipologie di rapporti di lavoro diverse da quelle reali, preordinato all’aggiramento di altro specifico criterio stabilito per la concessione dei contributi pubblici. Contestualmente è stata eseguita anche una perquisizione domiciliare nei confronti di un giornalista, già direttore editoriale di «Italiamia» e «Italiamia 2», indagato per concorso in truffa ai danni dello Stato e falsità ideologica in atto pubblico. Sono poi stati notificati sette avvisi di garanzia, per abuso d’ufficio, nei confronti del presidente e di cinque attuali componenti del Corecom Campania, oltre che del suo precedente presidente. Altri quattro avvisi di garanzia sono stati notificati ad altri indagati rappresentanti o gestori delle società indagate. (Corriere del Mezzogiorno)
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martedì 21 ottobre 2008
4 ordinanze ai domiciliari e 7 «avvisi» nei confronti di 2 presidenti e di 5 componenti Corecom
Quattro ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari ed un decreto di sequestro preventivo emessi dal gip presso il Tribunale di Napoli, nonché tre decreti di sequestro preventivo disposti dal pm, per i reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, emissione di fatture per operazioni inesistenti, falso ideologico in atto pubblico ed altro. Destinatari delle misure cautelari sono l’imprenditore campano operante nel settore televisivo regionale, Giuseppe Giordano, la moglie, Domenica Sarnataro, legale rappresentante della «Italia Mia Group» Spa, detentrice dell’emittente «Italia mia», il figlio Ciro, legale rappresentante della «Mimmagiò snc» e il nipote Ciro Giordano, legale rappresentante della «Piazza Italia srl». Le indagini - è spiegato in una nota del procuratore della Repubblica di Napoli, Giovandomenico Lepore e del procuratore aggiunto Aldo De Chiara - hanno consentito di portare alla luce un’articolata struttura di cointeressenze societarie, sorretto da un sistematico ricorso a false fatturazioni, funzionali non solo a frodare il fisco, ma anche a determinare un fittizio incremento del volume dei ricavi delle società televisive, criterio fondamentale per la quantificazione dei contributi statali erogati annualmente dal Ministero delle Comunicazioni. Inoltre è emerso, un sistematico ricorso, da parte delle società televisive, alla simulazione delle assunzioni di giovani praticanti giornalisti ed alla dichiarazione di tipologie di rapporti di lavoro diverse da quelle reali, preordinato all’aggiramento di altro specifico criterio stabilito per la concessione dei contributi pubblici. Contestualmente è stata eseguita anche una perquisizione domiciliare nei confronti di un giornalista, già direttore editoriale di «Italiamia» e «Italiamia 2», indagato per concorso in truffa ai danni dello Stato e falsità ideologica in atto pubblico. Sono poi stati notificati sette avvisi di garanzia, per abuso d’ufficio, nei confronti del presidente e di cinque attuali componenti del Corecom Campania, oltre che del suo precedente presidente. Altri quattro avvisi di garanzia sono stati notificati ad altri indagati rappresentanti o gestori delle società indagate. (Corriere del Mezzogiorno)lunedì 13 ottobre 2008
Pinto si ritira
Regione Campania - Da più di quattro anni il Comitato regionale per le comunicazioni (Corecom) agisce in regime di proroga perchè i partiti non riescono a raggiungere un accordo su come dividersi i nove componenti, sei espressi dalla maggioranza e tre dall’opposizione. Ma il principale nodo da sciogliere riguarda un decimo nome, quello del presidente, che va scelto dalla terna composta da Gianni Festa, Ferdinando Pinto (foto) e Salvatore Sica. La sfida per la presidenza sembrava ristretta a Pinto e Festa. Si apprende, però, dal sito Positano News, che Pinto docente universitario, ex sindaco Ds di Sorrento e oggi componente del consiglio di amministrazione della Soresa, ha ufficialmente ritirato la propria disponibilità.
giovedì 25 settembre 2008
Corecom, maggioranza divisa sulle nomine scontro in aula
Regione Campania - Si scrive Corecom, si legge lottizzazione. Da più di quattro anni il Comitato regionale per le comunicazioni agisce in regime di proroga perchè i partiti non riescono a raggiungere un accordo su come dividersi i nove componenti, sei espressi dalla maggioranza e tre dall’opposizione. Ma il principale nodo da sciogliere riguarda un decimo nome, quello del presidente, che va scelto dalla terna composta da Gianni Festa, Ferdinando Pinto (foto) e Salvatore Sica. Nel centrosinistra si naviga a vista. I posti a disposizione sono sette compresa la presidenza e i partiti minori hanno proposto una soluzione semplice semplice: un posto a testa, visto che i gruppi della maggioranza sono proprio sette. Ma al Pd il film «Sette spose per sette fratelli» non piace e vorrebbe nel Corecom un letto a due piazze. In effetti, pur avendo dato vita a un partito e a un gruppo unico, sia nei Ds che nella Margherita si continua a ragionare come se la fusione non ci fosse mai stata. E dunque ogni richiesta è moltiplicata per due. La sfida per la presidenza sembra ristretta a Pinto e Festa. Dal Pd è emersa un’indicazione per il primo, docente universitario, ex sindaco Ds di Sorrento e oggi componente del consiglio di amministrazione della Soresa, ma parte del gruppo preferirebbe il giornalista Festa, gradito all’Udeur e anche al centrodestra. Fra l’altro c’è chi fa notare che Pinto sia incompatibile perché siede nel Cda della società che gestisce il debito della sanità. Inoltre, chi nel Pd vuol tirare la volata a Festa lo fa sostenendo che così potrà ottenere nel comitato due dei sei posti che spettano alla maggioranza. Insomma, il caso è complesso e dalla sua soluzione dipende un altro pacchetto di nomine che l’aula è chiamata a votare e che puntualmente rinvia. Si tratta, in particolare, di trenta designazioni relative ai consigli di amministrazione e i collegi dei revisori delle Aziende per il diritto allo studio delle università campane. Anche in questo caso l’accordo tra i partiti non c’è. E resta da definire l’assetto dell’Ufficio di presidenza. In gioco c’è la sostituzione di Pianese e la partita è tutta interna al centrodestra. Il Pdl reclama per sè il posto (è Pasquale Marrazzo il candidato) ma l’Udc, che occupava quella postazione in virtù dei quattro consiglieri eletti nel 2005, non intende cedere. «Se le regole hanno un valore e se gli accordi esistono ancora - dice l’unico consigliere centrista Carmine Mocerino - quel posto spetta all’Udc. Fra l’altro, non si capisce perchè debba essere premiato chi ha cambiato casacca». Se passa Marrazzo, Salvatore Ronghi (Mpa) manterrà la vicepresidenza mentre Angelo Polverino (An) andrà nel collegio dei revisori. (p.mai. il Mattino) «Raddoppiò i compensi ai commissari» la Corte dei conti condanna il governatore
sabato 19 luglio 2008
Nomine Corecom
Regione Campania - È nell’aria una nuova bufera sulle nomine di competenza del Consiglio regionale, dopo l’appello del presidente dell’aula Sandra Lonardo ai capigruppo perché provvedano al più presto a nominare i componenti del Corecom. Lonardo ha precisato che, di fronte all’inerzia del Parlamentino campano, sta vagliando se ci sono le condizioni per avvalersi dei poteri sostituivi previsti dalla legge nazionale per procedere considerando la costituzione dell’organismo una priorità da soddisfare nel più breve tempo possibile. E sarebbe un ulteriore strappo dopo le due ondate di nomine che hanno visto il presidente dell’aula al centro di polemiche. Tant’è che dall’opposizione subito arrivano severe critiche. Il capogruppo di An Enzo Rivellini spiega: «Non credo sia giusto continuare ad usare questi poteri. Abbiamo invitato più volte il presidente del Consiglio - spiega Rivellini - a porre all’ordine del giorno di una seduta di consiglio monotematica tutte le nomine e di analizzare in aula i curriculum degli aspiranti, per poi procedere alla votazione. Se il presidente ha intenzione di travestirsi da ”rivoluzionaria” procedendo con le nomine del Corecom sotto l’ombrellone, il gruppo consiliare di An risponderà in modo fermo e duro». Si ricorderà: al scelta andrà fatta nell’ambito della terna già indicata e composta da Gianni Festa, Ferdinando Pinto e Salvatore Sica. (cor.cas. il Mattino)
sabato 16 febbraio 2008
Corecom, elezione-blitz Vitale nuovo presidente
La telenovela Corecom sforna un’altra puntata. Norberto Vitale, giornalista professionista, è stato eletto presidente al posto del dimissionario Samuele Cambriello e in attesa che il consiglio regionale nomini il presidente e gli otto membri del comitato, che ricordiamo, è in regime di prorogatio da molti anni. Il centrodestra contesta l’operazione. «Non intendo - dice il capo dell’opposizione Franco D’Ercole - entrare nel merito della scelta, ma non posso non sottolineare come sia quantomeno singolare che un organismo i cui componenti sono tutti scaduti e quindi in attesa di cedere il passo si riunisca per eleggersi un nuovo presidente. Purtroppo questo accade per l’inesistenza della maggioranza». Forza Italia sollecita l’intervento dell’Authority per le comunicazioni. «Di fronte all’incapacità del centrosinistra - dice Cosimo Sibilia - il suo silenzio è incomprensibile». Sarcastico il capogruppo di An Enzo Rivellini: «L’auto-nomina nel presidente del Corecom è l’ennesima sconfitta per l’ex maggioranza che non riesce neanche a farsi le nomine che gli spetterebbero». Sulla presidenza del Corecom è da mesi in atto un braccio di ferro tra il Pd e l’Udeur sulla terna di nomi (Felice Casucci, Ferdinando Pinto, Salvatore Sico) presentata al Consiglio. Il presidente Sandra Lonardo ha messo il Corecom all’ordine del giorno ma la decisione è stata contestata da quasi tutti i partiti della maggioranza. (Il Mattino)lunedì 11 febbraio 2008
Corecom
Con un ordine del giorno aggiuntivo la presidente del Parlamentino campano Sandra Lonardo ha inserito nell'ordine del giorno un punto supplementare per nominare un sostituto temporaneo del Difensore Civico (coinvolto nell'inchiesta giudiziaria di Santa Maria Capua Vetere) ed il presidente del Co.Re.Com. Resta il dubbio se l'Aula riuscirà a votare, visto che si è ancora fermi all'esame dello statuto (con ancora una quarantina di articoli da approvare) e altri provvedimenti legislativi. Per la nomina Corecom, già nota la terna dei candidati: Felice Casucci, indicato dall’Udeur e già oggi consulente del Presidente del Consiglio Regionale Sandra Mastella; Ferdinando Pinto, (Foto) già Sindaco di Sorrento, in quota DS ed anch’egli già consulente regionale; terzo candidato, Salvatore Sica, indicato dall’Italia di Mezzo (sarebbe il candidato della minoranza).
mercoledì 7 novembre 2007
Salta il consiglio regionale
Salta il consiglio regionale sulle nomine. La seduta, prevista per oggi, è stata rinviata al 28 novembre. La decisione è stata presa dalla conferenza dei capigruppo che ha invece confermato la riunione di domani, dedicata allo Statuto, e ha convocato per il 14, il 15 e il 20 altre tre sedute, anch’esse dedicate all’esame dello Statuto. La decisione di rinviare a fine mese il Consiglio per il rinnovo degli assetti istituzionali è stata dettata dalla volontà di dare la precedenza allo Statuto. Questa, almeno, la motivazione ufficiale perchè in realtà alla base del rinvio ci sarebbe un disaccordo nella maggioranza su come procedere alle nomine. Quelle del presidente del Consiglio, dell’ufficio di presidenza e dei presidenti di commissioni, ma anche di quelle altrettanto importanti come i membri del Corecom. Sicura la riconferma della Lonardo, nell’ufficio di presidenza ci sarà da sostituire Angelo Brancaccio: al posto dell’ex Ds oggi Udeur dovrebbe andare uno tra Giuseppe Sarnataro e Tonino Amato. Angelo Giusto (Sd) dovrebbe mantenere la guida della commissione Sanità. Più complesso il percorso per le altre nomine: sul Corecom, per esempio, il Pd mette in discussione la terna indicata da Bassolino e dalla Lonardo.Regione, consiglieri derubati: spariti computer e portafogli
Napolionline - la citta vista da dentro - mercoledì 07 novembre 2007
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