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giovedì 31 luglio 2008

Riccio accusa: Italia governata dai razzisti

«L'Italia non è un paese razzista, ma governato da razzisti». L'assessore alle Politiche sociali del Comune di Napoli, Giulio Riccio getta benzina sul fuoco delle polemiche. «L'Italia — spiega — rischia l'isolamento dall' Europa e in tutto questo il Governo continua ad instaurare un clima di tensione portando in Parlamento decreti razziali. La portavoce dell'Unhcr in Italia, Laura Boldrini, racconta che i cittadini immigrati di Via Trencia sono in gran parte richiedenti asilo e beneficiari di protezione umanitaria, e per questo hanno diritto alla protezione dello Stato— aggiunge Riccio — Quindi, plauso al Comune di Napoli che li ha accolti. Dobbiamo dimostrare che l'Italia non è un paese razzista ma un paese governato da razzisti». «Ricordiamo al premier Berlusconi e soci che è il momento di abbassare i toni e di costruire un clima sereno e di reciproco rispetto, i cittadini sono stufi del ricorso continuo allo stato di emergenza». (Corriere del Mezzogiorno)

De Luca dal prefetto: schedare gli stranieri
Napolionline - la citta vista da dentro - giovedì 31 luglio 2008

martedì 29 luglio 2008

L' allarme e il pericolo

Il Consiglio dei ministri ha approvato, su proposta del ministro dell'Interno, Roberto Maroni «l'estensione all'intero territorio nazionale della dichiarazione dello stato di emergenza per il persistente ed eccezionale afflusso di cittadini extracomunitari, al fine di potenziare le attività di contrasto e di gestione del fenomeno». Nell'attuale contesto del regime berlusconiano questa decisione del governo è gravissima e anche di estremo allarme, tanto che anche il pur prorompente La Russa ha sentito la necessità di ridurre l'effetto dicendo che il suo ministero e i suoi soldati non c'entrano per niente. Mi rifaccio al contesto: dopo gli attacchi indiscriminati agli immigrati, il varo del reato di immigrazione clandestina, le impronte digitali, la irresponsabile campagna contro i rom e tutti gli immigrati in genere, questo provvedimento è non solo allarmante, ma anche pericoloso. E' evidente che tutti gli immigrati, anche quelli regolarizzati, che ieri sera o stamane, dai giornali o da radio e Tv, verranno a conoscenza di questo diktat saranno vieppiù allarmati e risentiti: cominceranno a odiarci, e con ragione. E poi ancora. Tutte le norme di emergenza (a meno che non siano per terremoti ed altre disgrazie) sono di per sé antidemocratiche: se c'è l'emergenza le autorità (oggi il governo Berlusconi) potrà fare quel che in tempi normali non gli sarebbe consentito. E l'emigrazione non è certo il terremoto di Messina. E come si sa dalla storia, l'emergenza può estendersi, tende ad allargarsi, anche ai cittadini italiani. Questo bisogna sapere, questo deve essere chiaro anche a quell'ombra di governo ombra, che ieri il cavaliere ha potuto abilmente sfottere fino a dire che è lui che fa politica di sinistra. Certo questa emergenza antimigranti fu decisa dal governo Berlusconi già nel 2002, ma solo per quattro regioni. Certo è - La Russa lo ha ricordato - che questa norma fu prorogata da un governo Prodi, ma questo precedente non è certo giustificante. Il governo Prodi commise allora un grave errore e viene quasi da dire che «chi semina vento raccoglie tempesta». Non capire che in questo secolo, appena iniziato, la questione dell'emigrazione è un dato storico di civiltà e non di ordine pubblico è un ulteriore segno della nostra crisi, non solo di democrazia, ma anche di civiltà. (Valentino Parlato il Manifesto)

Immigrati occupano il Duomo. Scontri con la polizia, tre fermi. Riccio contro Sepe


venerdì 2 novembre 2007

“Iannuzzi non difenda il passato il Pd dia spazio al buongoverno”

Un professore di filosofia teoretica che, quindici anni dopo l´esperienza di Alleanza democratica, ci riprova per nulla deluso dalle primarie che lo hanno contenuto al dieci per cento nella corsa alla segreteria regionale del Partito democratico.
«Un´esperienza significativa - sostiene Eugenio Mazzarella - che mi ha fatto toccare con mano la difficoltà di costruire un percorso credibile per il Partito democratico in Campania rispetto all´obiettivo di riaprire il dialogo tra politica e società e farne il luogo di una risposta all´antipolitica».
Tutto questo sta avvenendo in altre parti d´Italia, molto meno in Campania. Non è d´accordo?«Anche in questa vicenda siamo un caso. Una delle ragioni per cui mi sono impegnato è proprio la speranza di fare uscire la Campania dallo "status" di caso nazionale, ma ciò che è accaduto in campagna elettorale è emblematico della difficoltà di rispettare le regole dalla presentazione delle liste fino al conteggio dei voti, per chiudere con l´ultima figuraccia a cui ha dovuto porre rimedio direttamente Walter Veltroni par garantire la parità uomo donna».
Lei crede ancora nel Pd in Campania?
«Certo, ma il primo imperativo è rispettare le regole che sono la garanzia della sua abitabilità per la società che dobbiamo coinvolgere. Bisogna costruire un partito che si affidi al confronto delle idee e non solo alla capacità di mobilitazione clientelare che si è vista in molti seggi» … continua

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Immigrati violenti, la prefettura: siamo pronti
Napolionline - la citta vista da dentro - venerdì 02 novembre 2007