C’è un distacco – molto ampio – tra la base di centro sinistra e coloro che li rappresentano. Viviamo nell’era informatica, fatta di blog, chat e facebook, comunichiamo con skype, sistemi che in pochi secondi azzerano le distanze. Nessuno, ha mai avuto la pretesa di sostituirsi alla politica – facendo uso di questi strumenti – ma esiste un cambiamento profondo della società che la politica ignora. Assumere un atteggiamento, su circostanze che riguardano lo sviluppo del territorio, interpellando una decina di persone in una sede di partito, dove si discute innanzi a una platea assente, ripropone un modo di fare che rinvigorisce solo la nomenclatura che se la canta e se la suona. Non credo che i simpatizzanti, gli iscritti o gli elettori, potranno comunicare la propria idea in merito alla scelta del prossimo candidato alle elezioni provinciali del PD nel collegio Vico Equense, Gragnano, Pimonte e Agerola. Oltre alla diffidenza verso la tecnologia – che potrebbe rivelare l’esistenza di una posizione maggioritaria completamente ignorata – c’è anche quella verso le primarie. Troppo complicate, difficili da organizzare nei collegi, più semplice affidare le soluzioni alle semivuote sezioni. Matteo Renzi candidato alle primarie per la poltrona di Sindaco di Firenze ha fatto la sua campagna in internet, su Facebook, etc. e ha vinto.
Visualizzazione post con etichetta Internet. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Internet. Mostra tutti i post
lunedì 2 marzo 2009
Dimmi come la pensi …
C’è un distacco – molto ampio – tra la base di centro sinistra e coloro che li rappresentano. Viviamo nell’era informatica, fatta di blog, chat e facebook, comunichiamo con skype, sistemi che in pochi secondi azzerano le distanze. Nessuno, ha mai avuto la pretesa di sostituirsi alla politica – facendo uso di questi strumenti – ma esiste un cambiamento profondo della società che la politica ignora. Assumere un atteggiamento, su circostanze che riguardano lo sviluppo del territorio, interpellando una decina di persone in una sede di partito, dove si discute innanzi a una platea assente, ripropone un modo di fare che rinvigorisce solo la nomenclatura che se la canta e se la suona. Non credo che i simpatizzanti, gli iscritti o gli elettori, potranno comunicare la propria idea in merito alla scelta del prossimo candidato alle elezioni provinciali del PD nel collegio Vico Equense, Gragnano, Pimonte e Agerola. Oltre alla diffidenza verso la tecnologia – che potrebbe rivelare l’esistenza di una posizione maggioritaria completamente ignorata – c’è anche quella verso le primarie. Troppo complicate, difficili da organizzare nei collegi, più semplice affidare le soluzioni alle semivuote sezioni. Matteo Renzi candidato alle primarie per la poltrona di Sindaco di Firenze ha fatto la sua campagna in internet, su Facebook, etc. e ha vinto.
giovedì 4 dicembre 2008
Berlusconi: «Internet va regolamentata»
Regolamentare internet. Silvio Berlusconi, dopo la visita al polo tecnologico di Poste italiane a Roma, lancia una proposta italiana che il governo s'impegna a portare sul tavolo del prossimo G8, che sarà presieduto dall'Italia. «Da gennaio sarò per la terza volta presidente del G8, che sarà un G20 - spiega il premier - e rappresenterà l'80% dell'economia mondiale e il 72% della popolazione mondiale. Il G8 ha già come compito la regolazione dei mercati finanziari in tutte le nazioni; ho visto che per quanto riguarda internet manca una regolamentazione comune». Quindi annuncia: «Porteremo sul tavolo una proposta internazionale, essendo internet un forum aperto a tutto il mondo». L'argomento secondo Berlusconi deve essere affrontato, ma non dalle Nazioni Unite (definite dal premier «pletoriche»). Nel g8 «invece si discute, ci si interfaccia e si arriva a soluzioni concrete che poi tutti i paesi si impegnano ad accettare». Secondo il premier l'Italia potrebbe rappresentare l'avanguardia per un intervento nel settore. «Queste tecnologie - ha concluso - sono il futuro per tutto il mondo». (Corriere della Sera)martedì 10 giugno 2008
Taglio di Internet: un'ora al giorno
Al Comune di Napoli scattano le norme antifannulloni. Si comincia dall'utilizzo di internet, che d'ora in avanti sarà limitato: un'ora al giorno di «navigazione» per tutti i dipendenti, non un minuto in più. E non solo. Perché i comunali non saranno abilitati neppure a visitare tutti i siti ma solo alcuni. Una decisione che recepisce anche quanto detto dai revisori dei Conti, che analizzando il Bilancio parlano di «stretta» sull'utilizzo delle postazioni informatiche. Intanto domani il documento contabile sarà in aula per il voto finale. Dopo i costi elevati per il personale, la criticità nella riscossione di multe e Tarsu, l'efficienza del corpo dei vigili urbani finita nel mirino dei revisori, come quella dell'avvocatura, ora si parla del Piano delle consulenze. Al Comune di Napoli ne sono previste 31. Si tratta di incarichi esterni fra studi, ricerche e consulenze. Infatti, Palazzo San Giacomo, nonostante i suoi 12.505 dipendenti, i 117 dirigenti a contratto esterni, gli oltre 200 dirigenti interni, gli Uffici, le Municipalità e quant'altro, ha comunque la necessità di affidare alcuni compiti all'esterno «perché all'interno non esistono le professionalità specifiche richieste». Si tratta di incarichi a vario tipo per portare a termine undici lavori per conto del Comune di Napoli. Nel Bilancio, però, non ci sono né importi (l'assessore Cardillo parlò comunque di «non più di mezzo milione di euro») né nomi. Si conoscono però «le mission» da portare a termine da parte di studi o professionisti. E così si legge che all'esterno si sta effettuando «l'analisi e il monitoraggio del centro storico» per inserirlo nel database Unesco. C'è poi la consulenza nel settore Legalità per «ricerca sull'usura e legalità» e uno studio «su come usare meglio i beni confiscati. Ed ancora: «ricerca sull'integrazione europea»; ricerca sulla «valorizzazione dei grandi eventi»; studio «sui grandi eventi»; consulenza sulla «casa della memoria» su «gioco e giocattoli»; ricerca sulla vibrazione del parco Miraglia nella zona dello stadio San Paolo in occasione delle gare di calcio a Fuorigrotta. Ma anche due studi sul Forum delle Culture del 2013. Altra voce onerosa, ma questo è fisiologico e normale per il terzo Comune italiano, è quella per i mutui: in bilancio ce ne sono 538 per complessivi 1.721.303.238,63 euro. Da non da pagare subito, ovviamente, con tassi che variano dal 3 al 5,5 per cento. Ma sulla manovra di Bilancio è battaglia. Per stamattina è indetta una conferenza stampa dei capigruppo di Fi e An, Ambrosino e Schifone, sulla manovra di bilancio di previsione 2008. Tra le critiche e le proposte che saranno illustrate — si legge in una nota — anche la richiesta di dimissioni del City Manager del Comune di Napoli, Luigi Massa. (Paolo Cozzo il Corriere del Mezzogiorno) domenica 21 ottobre 2007
Gentiloni ammette "Un errore la registrazione dei siti"
ROMA - "Un errore da correggere". Con queste parole Paolo Gentiloni, ministro delle Comunicazioni, ammette sul suo blog che è giustificato l'allarme suscitato dalla norma sulla registrazione dei siti internet inserita nel disegno di legge di riforma dell'editoria proposto da palazzo Chigi. Una presa di posizione che segue le assicurazioni date ieri dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Ricardo Levi sul fatto che l'esecutivo non intende in alcun modo censurare internet. "L'allarme lanciato da Beppe Grillo e ripreso da molti commenti al mio blog è giustificato", scrive Gentiloni, aggiungendo che la correzione è necessaria perché la norma in questione "non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive"… continua ----------------------------------------------
Un milione in piazza per i diritti le foto
sabato 20 ottobre 2007
Un disegno di legge per tappare la bocca a internet
Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo. La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video. L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Iscriviti a:
Post (Atom)