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venerdì 6 marzo 2009

Comunità Montana, ricorso bocciato, si va al merito

Vico Equense - Il Comune ha perso una battaglia ma non ancora la guerra per evitare la definitiva uscita dal circuito istituzionale delle comunità Montane. L’amministrazione comunale aveva impugnato innanzi al TAR la decisione di estromettere alcuni Comuni tra cui Vico Equense dalla Comunità Montana della Penisola Sorrentina. Oggi infatti è stata costituita la comunità montana dei Monti lattari che raggruppa solo otto comuni. Ma i giudici amministrativi hanno detto per quanto rientra nelle loro competenze non c’è nulla da eccepire. E così ora il Comune sarà costretto a contestare davanti ad un giudice ordinario il merito della scelta che è stata fatta.

lunedì 16 febbraio 2009

La Comunità «Monti Lattari» negata a Vico Equense

Vico Equense - Il Comune di Vico Equense non può far parte della nuova Comunità montana «Monti Lattari», istituita a dicembre dello scorso anno con legge dalla Regione, previo accorpamento della Comunità montana «Penisola Sorrentina» e della Comunità montana «Penisola Amalfitana». Lo ha deciso il Tribunale Amministrativo Regionale che ha respinto, in sede cautelare, il ricorso del sindaco Gennaro Cinque. Nel rigettare la domanda sospensiva, formulata in calce al ricorso predisposto dall'avvocato Gian Luca Lemmo, del foro di Napoli, il Tribunale ha «considerato che il danno lamentato va piuttosto valutato ai fini di una sollecita fissazione della causa nella competente sede di merito». Nel processo é intervenuto, a sostegno del ricorso presentato dal primo cittadino, il Comune di Massa Lubrense, guidato dal sindaco Leone Gargiulo, difeso dall'avvocato Sergio Mascolo. Tutto è rinviato, quindi, alla sentenza di merito, quando i giudici partenopei di piazza Municipio si dovranno pronunziare sui presunti vizi di legittimità denunziati nel ponderoso ed articolato ricorso del Comune di Vico Equense. Il ricorso ha impugnato la convocazione, disposta dal vicepresidente della giunta regionale, Antonio Valiante, del consiglio generale dell'ente montano per l'elezione dei nuovi organi (presidente e giunta esecutiva composta da due assessori). L'esclusione del Comune di Vico Equense, classificato da una legge Stato come «montano», dal novero dei Comuni convocati sarebbe, secondo il ricorso, illegittima e determinerebbe, in via consequenziale, l'illegittimità della composizione del nuovo organo collegiale varato lo scorso 7 gennaio. Oltre alla falsa applicazione delle leggi regionali del dicembre 2008 sulle nuove comunità montane, il ricorso adombra la violazione del regolamento interno al consiglio regionale per il mancato parere della competente commissione consiliare. Il procedimento, quindi, sarebbe viziato per la violazione del giusto procedimento anche perché il nuovo testo é stato approvato oltre il termine (30 settembre del 2008) stabilito dalla Finanziaria 2008. La Regione, inoltre, avrebbe violato anche la Costituzione per la questione di legittimità costituzionale da sollevare dinanzi alla Corte costituzionale, sempre se il Tar la ritenga non manifestamente infondata. I rappresentanti degli otto Comuni (Agerola, Casola, Corbara, Lettere, Pimonte, Sant'Egidio del Monte Albino, Scala e Tramonti) che costituiscono la nuova Comunità «Monti Lattari», in sostituzione dei ventisei Comuni delle soppresse due comunità montane, hanno eletto alla carica di presidente Salvatore Grimaldi, assessore di Sant'Egidio del Monte Albino, ed alla carica di assessore Francesco Cuomo (assessore di Casola) e Francesco Raia (consigliere di Pimonte). (Sabato Leo il Mattino)

mercoledì 14 gennaio 2009

Il Comune contro la comunità montana

Vico Equense - Sulla nuova Comunità montana dei Monti Lattari, pende un ricorso al Tar presentato dal Sindaco Gennaro Cinque, che a breve dovrebbe essere discusso. Alcuni stralci del ricorso sono stati pubblicati da Metropolis. “La nota di convocazione del Consiglio Generale della costituenda comunità montana dei Monti Lattari – si legge nel ricorso del Comune di Vico Equense – è illegittima nella parte in cui non invita anche i comuni parzialmente montani che, e della circolare esplicativa del 16.12.2008, avrebbero dovuto partecipare alla nuova composizione del Consiglio generale. Ai sensi, infatti, dell’art. 24, commi 1 e 2 della L.R. 12/2008, invero, espressamente recita che “Le modifiche territoriali di cui alla presente legge non rilevano in ordine ai benefici e agli interventi speciali per la montagna stabiliti dall'Unione europea e dalle leggi statali e regionali. Ai fini dell’applicazione dell’articolo 18 della legge regionale 4 novembre 1998, n. 17, le comunità montane indicate nell’Allegato “A” sono integrate dei comuni interamente montani e parzialmente montani usciti dalle stesse per effetto delle modifiche territoriali conseguenti alla presente legge. In sede di approvazione del piano di riparto del fondo per la montagna, parte regionale e parte statale, la giunta regionale procede ad evidenziare la quota spettante alle comunità montane di cui all’Allegato “A” per effetto dell’inclusione dei comuni indicati nel medesimo allegato. Le comunità di cui all’Allegato “A”, in sede di programmazione degli interventi speciali per i territori montani, destinano quota di risorse … ad interventi sui territori dei comuni interessati”. Alla stregua del richiamato dato normativo, l’esclusione del ricorrente dal novero dei Comuni convocati e palesemente illegittima e determina, in via consequenziale, l’illegittimità della composizione del nuovo organo collegiale. Anche l’ex Presidente della Comunità montana Giuseppe Guida, a tal proposito, si dice fiducioso sull’accoglimento del ricorso.

martedì 9 dicembre 2008

Comunità montana, dipendenti in agitazione

Vico Equense - Chiedono chiarezza per il proprio futuro lavorativo i settanta lavoratori, tra funzionari, tecnici, impiegati e operai idraulico-forestali, che prestano servizio nella Comunità montana della penisola sorrentina e dei monti Lattari che a fine anno cesserà la propria attività per confluire nel nuovo organismo di cui faranno parte anche quattro comuni della Comunità montana della costiera amalfitana. I lavoratori dell’ente pubblico, che ha sede ad Agerola e altri due uffici a Vico Equense e Massa Lubrense, hanno tenuto nella sede di Agerola una affollata assemblea che ha sancito lo stato di mobilitazione con il coinvolgimento di autorità locali e regionali per avere certezze sul proprio futuro lavorativo, al momento pieno di inquietanti interrogativi. La Regione ha recentemente approvato la nascita della Comunità montana dei monti Lattari di cui faranno parte solo otto comuni, invece dei 26 che costituivano il territorio dei due enti montani della penisola sorrentina e amalfitana con sede a Agerola e Tramonti. Quella della penisola sorrentina, sorta nel 1976, da tre anni è costituita dai sei comuni della costiera e da altri cinque dei Monti Lattari. Ora, con la contestata riforma del nuovo organismo, degli originali 11 comuni ne faranno parte solo quelli di Agerola, Casola di Napoli, Lettere e Pimonte, mentre non è chiaro dove sarà ubicata la nuova sede, quale sarà l’organico e su quali fondi potrà contare il nuovo ente. «La nuova norma regionale è inapplicabile e va modificata. I timori dei lavoratori sono comprensibili - dice Giuseppe De Stefano, segretario generale dell’ente - anche perchè, con la fuoriuscita di vari comuni tra cui Sorrento, Vico e Gragnano, il nuovo ente avrà nel 2009 pochissimi fondi dai piccoli enti locali rimasti, mentre quelli statali sono stati già tagliati del sessanta per cento». Il 18 dicembre i lavoratori terranno un’altra assemblea. (Umberto Celentano il Mattino)

Vico Equense con il tabù trasferta

martedì 30 settembre 2008

Comunità montane, tempo scaduto

Via libera al ddl regionale entro la mezzanotte di oggi: 112 gli emendamenti

Regione Campania - Comunità montane: scade oggi a mezzanotte il termine ultimo per l'approvazione della legge regionale che ridisegna l'assetto degli organismi di gestione, dopo un rinvio di tre mesi (possibile grazie al decreto “Mille proroghe”) e il ritorno del provvedimento in prima commissione (Affari generali). In mancanza del via libera del Consiglio regionale, da domani diventerebbe automaticamente vigente in Campania la disciplina nazionale. Il ddl firmato dall'assessore Antonio Valiante riduce il numero delle Comunità montane da 27 a 20, prevedendo un consistente smaltimento del numero dei componenti (da 1.208 a 263 consiglieri, da 223 a 54 assessori, da 27 a 20 i presidenti). In aula il testo torna con una zavorra di 112 emendamenti, la maggior parte dei quali a firma dei consiglieri dell'Mpa (Movimento per le autonomie) e dell'azzurro Paolo Romano.

sabato 28 giugno 2008

Le Comunità montane

Caro direttore, da Presidente di Comunità montana vorrei esprimere un’opinione controcorrente. Sono consapevole che le Comunità sono infette dagli stessi mali che affliggono la pubblica amministrazione in tutta Italia. Ma da noi forse succede meno di quanto avviene nei Comuni, nelle Province e nelle Regioni. Sicuramente un riordino organizzativo nell’ottica di una maggiore efficienza nell’azione e di un contenimento dei costi si impone. Ma questo non può significare mortificare le realtà locali uniformando in difetto tutti gli enti coinvolti. Ci sono comunità montane che hanno ben operato nella tutela e nella valorizzazione delle zone montane, sia sotto l’aspetto ambientale che economico e sociale. I risultati raggiunti da ogni singola Comunità non possono essere esclusi dalla valutazione che è alla base del riordino organizzativo. Nell’esercizio della sua potestà normativa la Regione non può ora sacrificare ad interessi di semplificazione e snellimento, o a visioni territoriali parziali e superficiali, la tutela delle aree montane delle popolazioni ivi insediate che vivono in condizioni di oggettivo svantaggio e con una serie di difficoltà ambientali nei confronti delle quali le Comunità montane spesso sono l’unico presidio territoriale di riferimento. Si assiste all’assurdo di comuni con più dell’80 per cento di territorio e insediamento abitativo montano (con vette di rilevante altitudine) e con parti residuali di in conferente significato pianeggianti e/o costieri ( frutto di una particolare struttura del territorio) escluse dalle Comunità montane in nome di una valutazione superficiale che si basa su criteri che nulla hanno a che vedere con la tipologia montana. E così nell’individuazione degli ambiti paradossalmente non vengono utilizzati gli indici montani quali: l’altezza, l’acclività dei terreni, il territorio montano, la pendenza, la densità abitativa, l’erosione. (Giuseppe Guida Presidente Comunità montana Penisola sorrentina da il Corriere del Mezzogiorno)

giovedì 29 maggio 2008

Comunità montana, prime dimissioni

Il quotidiano Metropolis riporta la notizia delle dismissioni dell’assessore Sabatino rappresentante di Casola. Con una lettera indirizzata al Presidente dell’ente Giuseppe Guida, l’ex assessore spiega il suo gesto. “Non esistono più le migliori condizioni per una serena ed efficiente programmazione dell’ente … visto i tagli ai trasferimenti effettuati al fondo ordinario delle comunità montane in misura del 33,3% per il 2008 e del 33,3% per il 2009. Preso atto del disegno di legge sul riordino delle comunità montane approvato dalla Giunta della Regione Campania nella seduta del 16 maggio 2008 … non posso far altro che dimettermi”. Il Presidente Guida ha espresso solidarietà dall’assessore Sabatino, manifestando ancora una volta l’idea che il disegno di legge di riordino delle comunità penalizza il territorio. In base ai presupposti, il provvedimento permetterà un risparmio di spesa di oltre 3 milioni di euro: infatti passano dalle 27 attuali a 21; i comuni da 365 attuali a 271, di cui 174 totalmente montani, 89 parzialmente montani e solo 8 non montani rispetto ai 70 attuali; i componenti gli organismi da 1.458 a 352, di cui 21 presidenti rispetto ai 27 attuali, 271 componenti i consigli generali contro i 1.208 e 60 assessori contro i 223.

sabato 10 novembre 2007

Tagli alle comunità montane

Il Senato ha approvato, con 159 voti favorevoli e 153 contrari, l'articolo 13 della Finanziaria che prevede la soppressione di 80 comunità montane e la riduzione dei loro consiglieri da 12.500 a 4.200 nonché degli assessori da 4.200 a circa 1.400. Il risparmio atteso è di oltre 66 milioni di euro che saranno utilizzati per finanziare il fondo sulla montagna. Le comunità montane per l'80% della loro superficie, devono essere oltre i 500 metri di altezza dal mare, mentre nelle regioni non alpine la comunità dovrà essere costituite da almeno 7 comuni che non devono essere costieri ed avere una popolazione superiore ai 15 mila abitanti. Le 60 comunità montane che in base a queste regole non rientrano nei criteri avranno tempo 60 giorni per gestire lo scioglimento.

venerdì 9 novembre 2007

Giuseppe Guida è stato “soppresso”

La legge Finanziaria 2008, nell'ambito della politica di riduzione delle spese per il mantenimento delle istituzioni, ha previsto anche la decurtazione delle comunità montane. Il concetto guida è quello di sopprimere le comunità montane i cui territori si definiscono costieri. Non c'è ombra di dubbio che questa disposizione interessa anche la comunità montana “Penisola sorrentina Monti Lattari” guidata da Giuseppe Guida. Una comunità montana come questa non ha più motivo di esistere, sempre che la finanziaria 2008 all’art.13 Comunità montane: razionalizzazione e contenimento dei costi, non venga modificata. Ma Giuseppe Guida non ci sta. Attacca il Governo e chi gestisce il paese considerandoli poco attenti alle esigenze del territorio. “Prendono un capro espiatorio a copertura delle loro deficienze”.”Una intera classe di amministratori viene cancellata con un tratto di penna”. Non credo che ne sentiremo la mancanza.

sabato 29 settembre 2007

Comunità montane troppi sprechi


La finanziaria 2008 sarà di circa 11 miliardi e sarà composta da circa 100 articoli. Tra le cose previste, giro di vite sul proliferare delle Comunità montane, peraltro spesso paradossalmente comprendenti comuni affacciati addirittura sul mare. La bozza della Finanziaria prevede che una Comunità montana possa nascere tra almeno tre Comuni situati per almeno l'80% della loro superficie oltre i 500 metri di altitudine, o per almeno il 50 per cento della loro superficie oltre 500 metri di altitudine e con forte dislivello all'interno dei suoi confini. I Comuni non in regola devono essere espulsi dalla Comunità montana; una Comunità non in regola viene direttamente soppressa. La Comunità Montana Monti Lattari – Penisola Sorrentina che comprende i Comuni: Agerola, Casola di Napoli, Gragnano, Lettere, Massa Lubrense, Piano di Sorrento, Pimonte, Sant'Agnello, Sorrento, Vico Equense, credo che con questa finanziaria, salvo modifiche, vada ridimensionata. I costi della politica non sono gli stipendi dei parlamentari bensì la massa di enti inutili con tutti gli “annessi e connessi”. Si pensa, giustamente, di diminuire il numero dei parlamentari, ma un consigliere comunale alla Comunità montana non è uno spreco? La popolazione è stufa dei "politicanti di professione", dei personaggi attaccati alle poltrone, che vediamo passare continuamente da una carica all'altra, occupando tutto, accumulando cariche, impedendo il ricambio, chiudendo la porta in faccia alle nuove generazioni, sostenendo ancora quella partitocrazia che doveva essere morta dopo tangentopoli e tutti gli scandali di lottizzazione, e che invece continua imperterrita ad attaccarsi alle proprie poltrone. Oggi siamo in presenza di 356 Comunità Montane, diverse delle quali riguardano territori parzialmente, o per nulla montani, dove siedono 12.820 Consiglieri.
pubblicato da Repubblica Napoli (1 ottobre 2007)