Vico Equense - ''Con gioia esprimiamo la nostra soddisfazione per il ripristino della legalita' sul Monte Faito'': lo ha detto l'ex presidente della Commissione ambiente al Senato, e consigliere provinciale, Tommaso Sodano, commentando il sequestro del cantiere sul Monte Faito disposto dalla procura di Torre Annunziata. ''Ci trovavamo di fronte ad un vero scempio ambientale - ha aggiunto Sodano - e proprio ieri ho parlato con il procuratore Diego Marmo per esporgli quanto stava avvenendo sul Monte Faito. Sono gia' stati capitozzati o abbattuti circa 200 alberi secolari, fatti movimenti di terra ed il cantiere era privo di qualsiasi autorizzazione''. Sodano infine esprime ''piena soddisfazione perche' finalmente una battaglia portata avanti insieme con gli ambientalisti e' stata vinta''. (Ansa)
venerdì 26 giugno 2009
Sodano, soddisfazione per sequestro a Monte Faito
Vico Equense - ''Con gioia esprimiamo la nostra soddisfazione per il ripristino della legalita' sul Monte Faito'': lo ha detto l'ex presidente della Commissione ambiente al Senato, e consigliere provinciale, Tommaso Sodano, commentando il sequestro del cantiere sul Monte Faito disposto dalla procura di Torre Annunziata. ''Ci trovavamo di fronte ad un vero scempio ambientale - ha aggiunto Sodano - e proprio ieri ho parlato con il procuratore Diego Marmo per esporgli quanto stava avvenendo sul Monte Faito. Sono gia' stati capitozzati o abbattuti circa 200 alberi secolari, fatti movimenti di terra ed il cantiere era privo di qualsiasi autorizzazione''. Sodano infine esprime ''piena soddisfazione perche' finalmente una battaglia portata avanti insieme con gli ambientalisti e' stata vinta''. (Ansa)
De Mita dialoga con Bassolino «Ma via Iannuzzi e Valiante»
Le "teste" del segretario regionale del Partito democratico Tino Iannuzzi e del vicepresidente della Regione Antonio Valiante. Sono le "teste" che Ciriaco De Mita vorrebbe veder saltare, due suoi fedelissimi che un anno fa non lo hanno seguito nell´Udc. Condizione che per il leader di Nusco, tornato in europarlamento, diventa essenziale per stringere un nuovo patto con Antonio Bassolino a partire dalle elezioni regionali del prossimo anno. Un patto che, dopo il terremoto che ha portato tre Province al centrodestra alleato con De Mita, è tra gli obiettivi di Bassolino: «In Campania e in tutto il Mezzogiorno servono alleanze autonome rispetto alle scelte di Roma». Concetto ribadito ieri a Roma assieme ad Agazio Loiero (Calabria) e al siciliano Raffaele Lombardo: «Nell´interesse del Mezzogiorno potrebbero esserci al Sud nuove alleanze». Il ritorno di Ciriaco e un patto con l´Mpa di Lombardo. È questo il perno del "manifesto" politico del presidente della Regione che la scorsa settimana, parlando a Palazzo Serra di Cassano dell´imminente nascita della sua fondazione "Sudd", ha indicato i due possibili alleati di governo per il centrosinistra in Campania. Uno nuovo negli autonomisti di Raffaele Lombardo. L´altro in De Mita con il quale non ha troncato i rapporti. L´annuncio di Bassolino ha aperto una frattura nel Pd dove l´area a lui non fedele boccia il "manifesto". Le prove generali lunedì prossimo quando Iannuzzi ha convocato la direzione regionale del Pd. Qualcuno contesterà la sconfitta in tre Province, ma Iannuzzi entrerà in riunione forte della fiducia che Franceschini gli ha rinnovato. Prime schermaglie, lunedì comincia la conta. (o. l. da la Repubblica Napoli)Bassolino pronto per la corsa al Comune
Faito sequestrati i lavori denunciati dal WWF
Vico Equense - Finalmente sono stati fermati i lavori in atto nel bosco di Monte Faito all’interno del Parco dei Monti Lattari. Sono intervenuti questo pomeriggio congiuntamente Polizia di Stato di Sorrento, Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Napoli e Carabinieri di Vico Equense che hanno posto sotto sequestro l’intera area. Era da ormai oltre dieci giorni che il WWF Penisola Sorrentina aveva lanciato l’allarme a cui erano immediatamente seguite le note della Soprintendenza di Napoli e Provincia e dell’Ente Parco dei Monti Lattari che dichiaravano i lavori illegittimi. “Ancora una volta siamo stati testimoni di una grossolana visione e di una miope gestione del nostro immenso patrimonio naturalistico - dichiara Claudio d’Esposito Presidente del WWF – …l’idea di trasformare progressivamente un bosco naturale in un parco urbano è aberrante e alla lunga non redditizio, oltre che non consentito dai vincoli esistenti. Il wwf gestisce da decenni OASI naturali in tutta Italia, con un modello di gestione assolutamente consolidato, salvaguardando e potenziando la biodiversità dei siti ed attirando, allo stesso tempo, turisti, studiosi e studenti da ogni parte del mondo!!! E’ assurdo che alla luce del sole, senza uno straccio di parere della Soprintendenza, in un bosco vetusto all’interno di un Parco Regionale, si taglino patriarchi arborei, si ristrutturino casotti muniti di acqua, gas, porte e canne fumarie, si realizzino scarichi fognari per i bagni, strade, staccionate, impianti di illuminazione e possenti palificate colmate con tonnellate di terreno da riporto, cambiando radicalmente la morfologia di un’area, per permettere un evento di pochi giorni sponsorizzato dalla stessa Provincia e con la pretesa di fare, poi, gli interessi dei turisti della domenica offrendo loro un comodo barbecue a pochi euro!!! “L’area di Monte Faito - prosegue Andrea Fienga membro del consiglio direttivo del parco in rappresentanza delle associazioni ambientaliste - è uno dei “polmoni” del parco dei Monti Lattari che va tutelato affinché possa diventare punto di riferimento dei turisti che vogliono godersi una vacanza a contatto con la natura. E’ necessario e auspicabile che tutti gli enti preposti spingano affinché quest’area diventi punto di riferimento per un turismo ecocompatbile durante tutto l’arco dell’anno e che non sia luogo dove picconi, ruspe e motoseghe abbiano la meglio e servano a distruggere un teatro naturale per fare posto ad esposizioni fieristiche che durano solo pochi giorni. (Comunicato stampa Wwf Penisola Sorrentina)
Fiamme in officina, paura per un vicino negozio di fuochi d’artificio
Piano di Sorrento - Momenti di panico ieri mattina in via Bagnulo quando intorno alle 11,30 l’intervento dei vigili del fuoco ha evitato il peggio domando un improvviso incendio divampato dall’interno di una officina posta sul retro di un edificio dove è situato anche uno dei punti vendita dei fuochi di artificio della “Pirotecnica Sorrentina”. A lanciare l’allarme è stato uno degli occupanti del fabbricato, seriamente preoccupato per una densa nube nera che da qualche minuto stava avvolgendo l’intero vicinato con diverse bombole di gas lasciate incustodite nei pressi ed all’interno del luogo da dove divampavano le fiamme. L’intervento dei vigili del fuoco è stato pressoché immediato con pattuglie dei carabinieri e polizia municipale che hanno interdetto la strada al traffico veicolare fino alla conclusione delle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza. Probabile causa dell’incendio potrebbe essere stato un corto circuito scattato all’interno di una officina realizzata nei locali di un casotto artigianale che ospitava tra le altre cose una cucina, latte di combustibile, bombole del gas e materiali altamente infiammabili. I rischi di esplosione sono stati scongiurati dalla bonifica dei vigili del fuoco. (vm il Giornale di Napoli)
Dissequestrato il parcheggio Correale
A Renzo Arbore il premio Caruso 2009
Sorrento - Assegnato a Renzo Arbore il «Premio Caruso» 2009. Il riconoscimento verrà consegnato a metà luglio, in occasione del tradizionale appuntamento estivo a Marina Grande, trasmesso da Raiuno. L’evento, promosso dal Comune di Sorrento e Fondazione Sorrento (con il patrocinio dell’assessorato al Turismo della Regione Campania, Azienda di soggiorno di Sorrento-Sant’Agnello e Federalberghi Sorrento), propone, per questa edizione, una kermesse particolarmente brillante con la partecipazione di un grande interprete dello spettacolo internazionale, peraltro particolarmente legato alla costiera per la sua amicizia consolidata con Gerardo Gargiulo, già assessore e consigliere comunale, appartenente ad una antica e storica famiglia sorrentina. L’annuncio è stato ufficializzato ieri dal sindaco di Sorrento, Marco Fiorentino, con i vertici della Fondazione Sorrento. Vincitori del premio Caruso, in passato, sono stati Andrea Bocelli, Lucio Dalla, Claudio Mattone, Massimo Ranieri e Carla Fracci. «Quest’anno - ha spiegato Marco Fiorentino - assegnando il premio a Renzo Arbore, vogliano tributare un doveroso omaggio ad un artista poliedrico che ha contribuito alla diffusione della musica e dell’arte italiana e napoletana nel mondo, privilegiando nei suoi concerti anche una originale interpretazione della celeberrima Torna a Surriento». Renzo Arbore ha appreso la notizia del premio ieri in occasione del suo compleanno. L’artista, nato a Foggia il 24 giugno del 1937, ha ringraziato il sindaco di Sorrento, sottolineando che l’appuntamento della premiazione «sarà una bella serata sorrentina, come quelle delle mia lontana giovinezza, che spero di regalarmi in questo importante evento». La kermesse, in stile «arboriano», sarà forse presentata da Anna Falchi, tra gli ospiti Massimo Ranieri. (a.s. il Mattino)
giovedì 25 giugno 2009
Proteste nel Centro Antico e nella zona collinare
Voragine in via Fratte e auto in sosta selvaggio in Largo CaporivoCastellammare di Stabia - Ancora polemiche degrado nella quinta circoscrizione, zona Centro Antico – Collinare. Da via Fratte a via Giuseppe Bonito, passando per salita Marchese de Turris, sono sempre più i cittadini che lamentano la mancata attenzione al territorio ed alla manutenzione stradale. «Da un paio di giorni - spiega Vincenzo S., residente in salita Quisisana – a seguito di alcuni lavori in via Fratte, al centro della carreggiata stradale vi è una enorme voragine che non è protetta da alcuna segnaletica e già in due occasioni ho rischiato di finirci dentro con il mio ciclomotore. E’ una vicenda incredibile, che deve essere presto risolta, perché non è possibile assistere a tanto degrado». Dello stesso avviso la signora Maria, residente nel quartiere. «Da alcuni mesi,– spiega - in Largo Caporivo, al posto di un palazzo demolito, è stata realizzata, su una cloaca di cemento, una area per il parcheggio indiscriminato delle auto. E, basta fare un giro in loco per capire che, a causa di ciò, è aumentato il parcheggio selvaggio delle auto. Chiediamo solo che, come accade in tutti i paesi civilizzati, anche nel nostro quartiere, l’area venga riqualificata con giardinetti turistici». Solidale con i cittadini Antonio Sicignano, vicepresidente dei Circoli della Libertà della Campania. «Oramai è evidente che le periferie – spiega – sono il termometro del fallimento di questa amministrazione comunale. I cittadini fanno bene a protestare perché è inaccettabile che ancora oggi non si sia in grado di predisporre un sistema efficace di rilancio di una delle zone più importanti della città: come il centro antico. Tutte le città turistiche hanno un centro storico fiorente da un punto di vista commerciale ed è ora che anche Castellammare percorra tali strade produttive economicamente».
Crisi occupazionale area torrese-stabiese
Regione Campania - "La conferenza dei presidenti di gruppo ha accolto la mia richiesta di convocare un incontro sulla crisi che attraversa l'area da Castellammare di Stabia a Torre Annunziata" Ad annunciarlo è il capogruppo della La Sinistra Tonino Scala. "Mercoledì svolgeremo qui in Consiglio Regionale una riunione con i sindaci della zona, il presidente della Tess Leopoldo Spedaliere, le organizzazioni sindacali, gli assessori al ramo e i capigruppo tutti per discutere della grave crisi occupazionale che attraversa l'intero comprensorio torrese- stabiese. Sono molto soddisfatto di questo risultato raggiunto. Credo sia utile ora più che mai porre all'attenzione di tutti la difficile crisi che investe i nostri territori. Territori dove ogni giorno si perdono centinaia di posti di lavoro".
Tunnel della Sorrentina un nuovo colpo di freno
Giudizio rinviato sulla ditta interdettaVico Equense - Rinviata al 21 luglio la decisione del Consiglio di Stato sul ricorso presentato dalla Sig-Società internazionale gallerie srl, una delle aziende impegnate nel cantiere della galleria tra Pozzano e Seiano e per la quale la Prefettura ha disposto l’interdizione antimafia. Il rinvio ha fatto salire la tensione tra i 50 operai e tecnici licenziati la settimana scorsa in seguito all’interdizione da parte della Prefettura. La decisione del massimo organo della giustizia amministrativa era attesa con ansia dalle maestranze e dalle famiglie che si sono trovate senza una fonte di reddito. Il rinvio del verdetto segue un primo mancato esame del Tar: la prima sezione ha rigettato la richiesta di sospensiva inoltrata dalla Sig e che si pronuncerà il 7 ottobre. Un tempo che penalizzerebbe in modo pesante il calendario dei lavori per l’ultimazione dell’importante opera pubblica attesa da decenni in Costiera. Intanto, gli operai della Sig e quelli della Sorrentina Due scarl, società consortile di cui la Sig detiene il 50% delle quote, continuano il presidio del cantiere con turnazioni di otto ore, dormendo in macchina o in altri rifugi provvisori, per evitare che al licenziamento faccia seguito l’impossibilità di accedere al posto di lavoro. «Credo che il mancato pronunciamento del Consiglio di Stato non possa che indurre nei prossimi giorni l’Anas, ente appaltante del progetto - afferma Antonio Gelo, segretario provinciale della Filca Cisl – a convocare la Busi, società capofila dell’associazione temporanea di imprese che sta realizzando il tunnel per sbloccare la situazione nell’interesse primario dei lavoratori e di tutta la collettività. Bisogna far presto per evitare traumi economici alle maestranze, garantire la riassunzione in un’altra ditta che dovrà completare la galleria e recuperare il prezioso tempo perduto». Il blocco dell’attività della Sig colpisce in tutta Italia circa 250 lavoratori, alcuni dei quali all’opera anche nel cantiere del depuratore di Punta Gradelle tra Vico Equense e Meta ed ad Amalfi. Tutte maestranze altamente specializzate e quasi tutte residenti in penisola sorrentina, area che già sta soffrendo di numerosi licenziamenti o mancate assunzioni nel comparto turistico. Da qui la rilevanza sociale di una questione che sta a cuore non solo ai lavoratori, ma all’intera collettività che spera in un’ultimazione della galleria per la primavera del 2011 per garantire maggiore sicurezza nel collegamento tra la costiera e il resto della provincia di Napoli, da decenni sotto l’incubo delle frane sul tracciato tra lo Scrajo e Pozzano. (Umberto Celentano il Mattino)
Ucciso in casa dalla droga
Vico Equense - Tragica scomparsa per problemi legati all’uso di sostanze stupefacenti per un giovane trentatreenne trovato cadavere nella propria abitazione a Marina di Equa. L’altra notte a casa del giovane, napoletano d’origine ma da anni abituale frequentatore della località della costiera sorrentina, avvisati da un amico del ragazzo che ne ha rinvenuto il corpo, sono subito accorsi con un’ambulanza gli operatori del 118 che hanno potuto solo constatare l’avvenuto decesso. (Il Mattino)
Colpo grosso in costiera un milione al gratta e vinci
Piano di Sorrento - La dea bendata bacia la costiera: un fortunato signore, rimasto ovviamente sconosciuto, ha vinto un milione «grattando» un biglietto «gratta e vinci» della serie «Megamiliardario» del valore di soli dieci euro. Una vincita record in penisola, dove da tempo impazza la «grattaevinci–mania», specie tra i più giovani, ormai abituati a tentare la fortuna acquistando decine di biglietti nelle tabaccherie o nei bar dove sono soliti ritrovarsi. Non appena si è appreso questo evento clamoroso, la ricevitoria presso la quale è stato acquistato il ticket, che si è poi rivelato vincente, sita nella centralissima via Bagnulo, è stata presa d’assalto da giornalisti e televisioni, con grande soddisfazione per la titolare della tabaccheria, Maria Rosaria La Ferola, e per i gestori, Marco e Claudio Rubinacci. «Sappiamo che il biglietto è stato portato in banca per l’incasso lo scorso 12 giugno – precisa Marco - sicché possiamo supporre con un buon grado di probabilità che sia stato acquistato dal fortunato vincitore il giorno 10 oppure l’11». Due sono, infatti, le possibili procedure da seguire per incassare una vincita così cospicua: rivolgersi ad uno sportello bancario, che poi provvederà a versare la somma sul conto corrente del vincitore, oppure recarsi direttamente a Roma per esibire alle autorità competenti il biglietto ed intascare personalmente il denaro. Difficile azzardare ipotesi circa l’identità del neomilionario: «La nostra ricevitoria è frequentata da persone delle più disparate categorie sociali e delle più diverse provenienze – continua Marco sbandierando il documento che attesta l’avvenuta vincita – quindi potrebbe trattarsi tanto di un operaio quanto di un impiegato, di uno studente oppure di un professionista, magari non italiano. Possiamo solo sperare che la fortuna abbia baciato una persona che versi effettivamente in una situazione economica difficile». (Ciriaco M. Viggiano il Mattino)
A sinistra...
Oggi i giornali dedicano spazio all’ultimo Sindaco Rosso. Tra i tanti articoli, segnalerei la testimonianza di Mariano D’Antonio. Per poi passare a Berardo Impegno, diciotto anni in consiglio comunale. Dal ’75 al ’93. Capogruppo e assessore. Ricorda per tracciare un bilancio di allora e oggi, per marcare differenze e trovare analogie nella scansione dei destini. La sinistra di Valenzi e la sinistra di Bassolino. I limiti della giunta rossa: «Eravamo comunisti, oltre non potevamo andare». La parabola bassoliniana: «Sta tornando conservatore ». Infine – segnalerei - dopo l'ennesimo episodio di violenza degli scorsi giorni - il pestaggio di una ragazza che aveva difeso un gruppo di omosessuali dagli sfotto' di un gruppo di teppisti, ora ricoverata al Pellegrini con lesioni a un occhio - Napoli reagisce con un presidio in Piazza Bellini, a partire dalle 19.00, organizzato da Arcigay Napoli.Napoli, addio a Maurizio Valenzi
Il dolore del presidente Napolitano
Dimensionamento scolastico, l’On. Piccolo interroga il Ministro
Interrogazione dell’On. Salvatore Piccolo PD, al Ministro dell’Istruzione, sul dimensionamento scolastico predisposto a Vico Equense:“nel Comune di Vico Equense - scrive l'On. Piccolo - per l’anno scolastico 2008-2009, per quanto concerne la scuola dell’obbligo, sono risultati iscritti 2400 alunni della scuola pubblica e 150 delle scuole materne paritarie; la giunta comunale di Vico Equense, con delibera n. 223 del 31 ottobre 2008, poi tradotta nella delibera del Consiglio comunale n. 57 del 28 novembre 2008, ha redistribuito tale platea scolastica in due istituzioni cui dovrebbero afferire rispettivamente 1247 e 1170 alunni, violando pertanto gli attuali parametri legislativi in ordine alla presenza massima di studenti negli istituti scolastici; la scelta di accorpare gli studenti in un due sole strutture (delle quali una ubicata in zona periferica e, peraltro, soggetta a seri problemi di viabilità - 15 km di strada dissestata ed insicura, la R. Bosco, da Pacognano a S.Andrea -) è stata fortemente osteggiata dalla comunità locale, in particolar modo dai genitori degli studenti; le delibere in questione, prevedendo la soppressione di plessi scolastici ridotti in luogo di mac
ro-strutture, non hanno tenuto in considerazione le esigenze di ricettività delle strutture di accoglienza, i problemi di viabilità, la totale assenza di strutture per l’attesa degli scuolabus, e così via; non risulta allegato alle delibere in oggetto il programma di adeguamento alla normativa vigente delle strutture che dovrebbero accogliere gli alunni dei plessi soppressi, con particolare riferimento alla ricettività di tali strutture e alle conseguenti opportunità formative; nonostante la Regione e la Provincia non abbiano approvato la delibera di ridimensionamento, il Sindaco ha deciso di attuarla per la parte riguardante la soppressione dei punti di erogazione; secondo il riordino previsto, ad esempio, 80 alunni delle scuole medie dovrebbero spostarsi da Arola, dove ci sono 8 aule e due laboratori, a Fornacelle, dove invece ci sono cinque aule per cinque classi, profilandosi - pertanto - per il prossimo anno seri rischi di doppi turni, disagi nel sistema di trasporto e soprattutto peggioramento dell’offerta formativa; le frazioni di Montechiaro e Ticciano hanno presentato ricorso al Tar avverso la delibera del Consiglio comunale n. 57 del 28 novembre 2008 e la frazione di Arola si è rivolta direttamente al Presidente della Repubblica -: se non giudichi l’oggetto delle delibere in questione incompatibile con i parametri ex lege stabiliti in ordine alla dimensione minima e massima di studenti per ogni singola istituzione scolastica; se, conseguentemente, non ritenga opportuno intervenire urgentemente per evitare che l’accorpamento dei plessi scolastici si traduca in un grave deficit di garanzia di adeguati standard dell’offerta formativa, oltre a determinare forti disagi agli studenti e causare oggettive difficoltà nella viabilità di accesso alle strutture scolastiche.”
Il lido storico compie 50 anni torta con candeline sul mare
Meta - «Ha cinquant’anni, ma non li dimostra», è la spiaggia del Lido Marinella che, in questi giorni, è stata al centro dei festeggiamenti per i cinquant’anni di attività, organizzati dai gestori dello storico stabilimento balneare fondato da Filomena Pane. La figlia Marinella, che simbolicamente ne raccolto il testimone, assieme alla famiglia non ha dimenticato quella data ed ha voluto festeggiare quelle che possono essere considerate come una sorta di nozze d’oro con il mare. Personalità, clienti, ma soprattutto tanti, tantissimi amici, le sono stati vicini avendo la possibilità di partecipare ad un evento gradevolissimo. E lei, Marinella, ha ricoperto in maniera impeccabile il ruolo di madrina della serata, ripercorrendo, tra l’altro le tappe più significative che hanno caratterizzato l’evoluzione dello stabilimento. Dopo averlo tenuto a battesimo a giugno del 1959, Filomena Pane, non perdendo mai occasione per manifestare passione e la dedizione, ha accompagnato l’azienda lungo un percorso che ne ha determinato una costante crescita. A rendere sempre vitale ed ammiccante la struttura in ogni ora del giorno e della notte concorre la promozione di un’ampia gamma di eventi: serate a tema, tornei di burraco, serate musicali e mille altre occasioni di divertimento. Anche per questo lo stabilimento balneare di Meta è considerato come una sorta di «piccolo paradiso», non solo per single e per coppie d’ ogni età, ma anche per intere famiglie. (a.s. il Mattino)
Il Senatore Nello Di Nardo interroga il Governo sulla crisi Fincantieri
«Il Governo deve intervenire per salvaguardare i lavoratori e la qualità della produzione navale di Castellammare di Stabia»Castellammare di Stabia - E’ stata presentata questa mattina dal Senatore Nello Di Nardo, in quota al partito Italia dei Valori, l’interrogazione parlamentare indirizzata al Ministro per le Attività Produttive Claudio Scajola, al fine di avviare una serie di iniziative concrete per la tutela dello stabilimento navale Fincantieri di Castellammare di Stabia. Un’iniziativa nata al termine di un incontro con alcune rappresentanze di sindacati e operai dello stabilimento navale della città delle acque. «In questo forte momento di crisi dei mercati internazionali – spiega il Senatore Nello Di Nardo – Fincantieri ha adottato una drastica politica di riduzione dei costi puntando sul contenimento del costo dei materiali, trascurando l’adozione di nuove tecnologie o di miglioramenti del ciclo produttivo, e sulla riduzione del valore delle attività, con conseguente compressione anche dei costi di manodopera». Una denuncia che evidenzia come di questo passo la qualità della produzione targata Fincantieri possa portare ad un lento declino. «Oltre al preoccupante calo di competitività in termini di qualità – aggiunge inoltre Di Nardo – c’è anche il rischio di mandare in fumo centinaia di posti di lavoro a causa del ridimensionamento di ditte che da anni lavorano per Fincantieri nel rispetto delle regole».
«Depositi nelle cisterne romane»
Sorrento, ristoranti e negozi accusati di aver sottratto spazio all’area demanialeSorrento - Opere abusive che sarebbero state realizzate dai confinanti sull’area demaniale dei cisternoni romani detti «degli Spasiani», situata a ridosso dell’angolo tra il corso Italia e piazza Tasso. Abusi realizzati nel corso degli anni e, in qualche caso, tuttora in atto. Sulla scorta di questa tesi, il Comune di Sorrento ha iniziato una vertenza a colpi di carta bollata: il primo atto è fissato per giovedì 25 giugno con la prima udienza; seguirà, il 26, un sopralluogo affidato dal tribunale di Torre Annunziata a un collegio di periti. Sull’altra barricata, i proprietari-esercenti di cinque negozi con accesso dal Corso Italia e i proprietari di due immobili adibiti a ristoranti. Il sopralluogo si svolgerà per un accertamento tecnico preventivo, come ha chiesto ed ottenuto dal tribunale l’avvocato Alberto Scarpati, su incarico conferito dall’amministrazione comunale: un atto formale che precede l’avvio della causa di merito perché, in questa fase, l’obiettivo del Comune è quello di acquisire ulteriori prove circa la realizzazione di manufatti edilizi sull’area dei cisternoni. La perizia comincerà dalla zona bassa, prima di allargarsi a quella alta. Le cisterne basse, costituenti in origine le «camere di immissione e decantazione», sono sottoposte ad alcuni fabbricati della zona. Secondo il Comune, confrontando la storia planimetrica di alcuni locali commerciali confinanti con le cisterne basse, emergerebbe una diversa volumetria, in ampliamento, che sarebbe stata realizzata nel tempo. Tutto ciò a danno delle antiche cisterne di epoca romana, già dichiarate «beni di importante interesse archeologico», insieme con quelle situate nella zona alta, con un decreto del ministero per i Beni Culturali e Ambientali emanato nel 1982. Il Comune, inoltre, sostiene di avere la proprietà demaniale di tutta l’area, sulla quale sono stati realizzati negli anni manufatti edilizi, corpi di fabbrica e altre opere di varia tipologia. Tali costruzioni, gallerie sotterranee e cunicoli sarebbero anche fonte di danno e pericolo per i cisternoni. La vertenza è destinata ad assumere importanza anche dal punto economico per i proprietari degli immobili confinanti perché la tesi dell’avvocato Alberto Scarpati sostiene che le opere realizzate sull’area demaniale dei cisternoni, oltre che illegittime, sarebbero di proprietà del Comune di Sorrento per il principio sancito dal codice civile. L’accesso sui luoghi dei periti, quindi, sarà solo il primo atto di quella che si profila come una lunga battaglia a colpi di carta bollata. L’oggetto del contendere è un pezzo di storia archeologica della penisola sorrentina: l’area di circa cinquemila metri quadrati in cui sono situate le cisterne destinate dai romani a riserva idrica della città, alimentando sin dal periodo augusteo le ville limitrofe, prima di funzionare nei secoli successivi da serbatoi d’acqua per raccogliere le fonti sorgive del Formiello al servizio dei comuni della piana sorrentina. Le cisterne basse, tra l’altro, sono tuttora utilizzate dal locale acquedotto pubblico, gestito dalla Gori. (Antonino Siniscalchi il Mattino)
I° Concorso di Poesie del Gasm
Il prossimo 3 luglio presso il teatro della parrocchia del rione San MarcoCastellammare di Stabia - Si terrà il prossimo venerdì 3 luglio, presso il teatro della parrocchia del rione San Marco, il I concorso di poesie per bambini organizzato dal Gasm (Gruppo Attori San Marco). L´iniziativa ha già riscosso grande successo, con circa 130 poesie giunte in parrocchia allo scadere del termine previsto per l´invio. Dopo una prima selezione, effettuata dai "pargoli del Gasm" e da una giuria di esperti, sono state selezionate 10 poesie che saranno in gara il 3 luglio. Nella serata del concorso, saranno ancora i pargoli e gli esperti insieme a decretare i vincitori. Prevista la partecipazione di numerose personalità del mondo dello spettacolo, tra cui l´imitatore Giorgio Villano, che ha già confermato la propria presenza. Tra i "mini" attori della parrocchia del San Marco figura anche la piccola promessa del teatro e del cinema, Anna Chiara D´Auria, che insieme agli altri pargoli si esibirà nella stessa serata leggendo anche alcune poesie fra le 10 rimaste in gara. Per i primi tre posti sono previste delle targhe premio, mentre saranno conferiti premi speciali per le poesie più meritevoli. La serata avrà inizio alle ore 19 e 30 circa, tutta la cittadinanza è invitata a partecipare. Bisogna ricordare, infine, che da regolamento non era consentito l´invio di poesie da parte dei bambini facenti parte del Gasm, che presteranno la loro esperienza e il loro teatro a questa bella iniziativa. La piccola Anna Chiara D´Auria è attualmente reduce dalle ultime esibizioni al teatro "San Pietro" di Scafati. «Le ultime esibizioni di Anna Chiara - hanno affermato i responsabili del teatro - hanno fatto si che ricevessimo tantissimi complimenti e segnalazioni per l´organizzazione delle serate. Per questo, in autunno, stiamo cercando di organizzare una serata dove Anna Chiara sarà l´assoluta protagonista». Pollice in su anche per Aldo Castellani, casting director della "Casting Production" di Roma, che ha avuto modo di osservare più volte Anna Chiara durante le sue esibizioni e i suoi viaggi alla ricerca di nuovi talenti. «La ragazzina promette davvero molto bene - ha detto Castellani - e ora stiamo aspettando un ulteriore passo in avanti per l´ingresso definitivo nel mondo dello spettacolo». (Francesco Ferrigno Comunicato Stampa)
mercoledì 24 giugno 2009
Il Mediflorfestival apre i battenti
La manifestazione, inserita nell’ambito del più ampio progetto OceanoVerdeFaito, si terrà dal 26 al 28 giugno presso il “Centro sportivo Monte Faito” Vico Equense - Una tre giorni dedicata ai fiori che riunirà espositori provenienti da tutta Italia e dall’estero. Si tratta del Mediflorfestival, la mostra mercato internazionale di piante agrarie ornamentali, floro-vivaismo, sementi, attrezzature per giardinaggio che si svolgerà presso il “Centro sportivo Monte Faito”, dal 26 al 28 giugno. Rappresenta la prima delle quattro manifestazioni inserite nel progetto “OceanoVerdeFaito”, ideato e promosso dal Comune di Vico Equense con l’obiettivo di accendere i riflettori sulla più bella area verde di cui la Campania dispone, il Monte Faito. A luglio sarà, infatti, la volta di “Expo Faito”, con prodotti tipici, artigianato, agricoltura e mercatini biologici. Ad agosto a fare da protagonista sarà il cinema con il “Faito DOC Festival” mentre ad ottobre si terrà l’ormai consolidato appuntamento con la festa della castagna. Un calendario molto ricco che mira ad avvicinare le persone ad una montagna dall’immensurabile fascino ma ancora sconosciuta al grande pubblico. Se ne è parlato nel corso della conferenza stampa svoltasi in mattinata presso la sala consiliare del Comune di Vico Equense a cui sono intervenuti Luigi Salvato, segretario e direttore generale, Matteo De Simone, assessore al turismo, Tommaso Graziuso, direttore artistico dell’iniziativa, Nello Trapani. Ventiquattro sono le aziende che parteciperanno al Mediflorfestival e che esporranno i loro prodotti negli stand allestiti nel centro sportivo. Tema di questa prima edizione è la Rosa che, dunque, rappresenterà il denominatore comune che unirà tutti i presenti. Venerdì 26, ore 16.00, verrà spalancato il cancello d’ingresso e sarà possibile visitare la mostra mercato fino alle 20.30. Nei giorni successivi l’esposizione continuerà dalle 10.30 alle 20.30. I visitatori meno stanchi potranno trattenersi per la serata, assistere agli spettacoli che si terranno nel “Parco OceanoVerdeFaito” e degustare piatti tipici. E’ previsto per venerdì 26, ore 21.00, lo show di “Angela ed Enza”, per sabato 27, ore 21.00, “Tony e The Winemarks”, per domenica 28, ore 21.00, “I cantori”. Il Mediflorfestival include, inoltre: “Nuove idee per i bouquet da sposa”, concorso a cura dei più autorevoli maestri fiorai del territorio, la mostra di pittura floreale degli artisti Benito Ferraro, Raffaele Starace, Giuseppe Lione e il “Trenino delle meraviglie”. A disposizione di chiunque voglia visitare il Monte Faito ci sarà, infatti, un trenino che, durante i tre giorni della manifestazione, percorrerà i luoghi più caratteristici e suggestivi della montagna. (Ufficio Stampa Città di Vico Equense)
Vico Equense, va con una lucciola e muore a 71 anni
Castellammare di Stabia - Una corsa disperata verso il vicino ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia non è servita a salvargli la vita. Un uomo V.G. settantunenne di Vico Equense è morto la scorsa mattina a seguito di un incontro con una giovane ragazza rumena. L’uomo e la trentenne rumena si sono visti in un albergo della periferia di Pompei, al confine con Torre Annunziata e Castellammare. Ma nell’incontro qualcosa è andato storto. L’uomo ha cominciato a tossire e a stare male fino a quando non ha perso completamente i sensi. A soccorrerlo per prima è stata proprio la donna che era con lui. La rumena, resasi conto del malore improvviso ha cercato di aiutare l’uomo. Allertato anche l’albergatore, è stato lui a telefonare al 118 e chiedere al più presto un’autoambulanza; descrivendo i sintomi avvertiti dall’uomo, sul posto, dopo pochi minuti, è giunta un’autoambulanza completa di macchinari per la rianimazione e pronta per un codice rosso. E mentre la donna si allontanava dalla piccola struttura residenziale, l’albergatore non ha smesso di prestare soccorso all’anziano signore. Il tragitto dalla periferia di Pompei al centro di Castellammare dove è situato l’ospedale cittadino è durato poco più di una manciata di minuti che sembravano interminabili. Ma giunti finalmente all’ospedale per l’uomo non c’è stato più nulla da fare, i sanitari non hanno potuto che constatare il decesso. A stroncarlo probabilmente un arresto cardiaco, forse provocato dall’ingestione di qualche farmaco stimolante. I funerali dell’anziano signore si sono svolti ieri pomeriggio nel piccolo comune di Vico Equense, la sepoltura è avvenuta subito dopo il rito religioso all’interno del cimitero cittadino di San Francesco. (Maria Elefante il Mattino)
Vico Equense, discesa a mare diventa uno sport estremo. E i bus non ci sono
Vico Equense - Superato il girello dell’uscita della Vesuviana è tutto un risplendere d’azzurro. La "terrazza" naturale di Vico Equense regala panorama generoso e venticello. Viene voglia di tuffarsi da quassù. Non si può, tocca scendere. Passo svelto ma non troppo per l’afa impietosa di giugno. Chi approda in Costiera via treno ha essenzialmente due scelte per raggiungere la spiaggia di Marina di Vico. C’è l’assolato percorso con i tornanti, parecchio lungo, battuto solo da scooter e qualche macchina. Oppure, stringendo i denti, ecco la scorciatoia. Basoli e gradoni smangiucchiati che si biforcano dopo il primo curvone. Viottolo ripido, sudicio, pericoloso. Una discesa a mare da Camel Trophy. Esagerati? Proviamo a incamminarci, tanto non si può fare altrimenti. Tre pullman fanno base alla stazione ma laggiù non ti trasportano. Il baffuto conducente avvisa: andiamo ovunque tranne alla Marina di Vico. «Lì solo dal primo luglio, come ogni anno». L’ufficio autolinee conferma: primo luglio. Diciamo che il Comune rispetta il solstizio d’estate, anche se è piena bella stagione, da anni, già in maggio. Due mesi affollatissimi di bagnanti senza servizio autobus. Accomodatevi alla scorciatoia. Nel pienone del weekend una miriade di ragazzi la sfrutta. Anche famiglie con bambini. Ma la stradina, stretta tra muretti e case, è invasa da monnezza. Penzolano persino fili elettrici e parte di roccia è franata. I giovani fremono, non si fanno tanti problemi. Mamme e papà invece sì a giudicare dai commenti («Una cosa vergognosa», il più carino). Di tanto in tanto anche i teenager però frenano il passo. «Ho le Converse, ci volevano gli scarponi da trekking» ripete una adolescente impaurita dai basoli lisci. L’amica si concentra per non scivolare. «Zitta», le dice. Il problema non è, al limite, cascare quanto atterrare sul tappeto di cocci di vetro. Sono dappertutto. Altre due signorine provano scalze, senza sandali (la suola slitta come sul sapone). Fachiri. Altri 10 metri: un cavo elettrico dondola sulle teste dei bagnanti. Più giù, un drappello di adulti indecisi. «Torniamo indietro, c’è un fosso». In realtà fosso non è, ma una gragnola di massi franati che invade il passaggio. Altri 50 metri e s’intravede il mare. Il vigile che staziona nella piazzetta che dà sull’«Antico Bagno» non concede speranze. «La strada fa schifo? Solleciti richiesta di…». Ma il burocratese vigilesco si perde nelle urla degli scugnizzi. La discesa a mare da sport estremo è terminata, ci godiamo la brezza. Fino a quando, sognando un autobus, scoccherà l’ora della risalita. (Alessandro Chetta il Corriere del Mezzogiorno)
Scala scrive alla Lonardo su crisi area stabiese
Regione Campania - Fortemente preoccupato per la grave crisi che attraversa il comprensorio torrese e stabiese, il capogruppo regionale de La Sinistra Tonino Scala ha chiesto, questa mattina, alla Presidente del Consiglio Sandra Lonardo e a tutti i colleghi presidenti di gruppo di maggioranza ed opposizione di convocare un tavolo tecnico con gli assessori al ramo, i sindacati e i sindaci del comprensorio torrese-stabiese per esaminare la difficile crisi che sta attraversando l’area in oggetto. "Nei giorni scorsi- ricorda il consigliere- ho chiesto al Presidente Bassolino e all'Assessore Nappi di attivarci per trovare noi come regione le soluzioni atte a rifinanziare un nuovo contratto d'area per quel territorio. Credo sia giusto come Consiglio Regionale attivarci concretamente per affrontare la crisi che sta investendo l'area che va da Castellammare a Torre Annunziata. Da qui la mia lettera alla Presidente Lonardo, affinchè già nella conferenza dei capigruppo di domani si possa decidere in tempi brevi una data per discutere del dramma occupazione che interessa centinaia di famiglie"
Faito, la minoranza interroga il Sindaco
Vico Equense – Le polemiche, tra il Sindaco Gennaro Cinque e il WWF, non si placano. Ieri, gli ambientalisti sono arrivati sul Faito per fotografare l’area oggetto degli interventi, ma come riporta Metropolis il Primo Cittadino ha vietato le foto spiegando che non era possibile “quando gli operai erano al lavoro”. Gli ambientalisti minacciano battaglia perché a loro avviso “non ci sono le autorizzazioni necessarie degli organi competenti per l’abbattimento degli alberi – spiega Claudio D’Esposito WWF – la soprintendenza ha chiarito che i lavori sono abusivi ed il Parco dei Monti Lattari è all’oscuro di quello che sta succedendo”. L’ argomento è stato oggetto di un’interrogazione dei consiglieri comunali Marianna De Martino, Pasquale Cardone e Consiglio Cannavale, per ottenere dal Sindaco una risposta urgente in merito ad alcuni quesiti. “I lavori eseguiti – scrivono i consiglieri di minoranza – sono stati preceduti dalle indispensabili autorizzazioni? E’ stato acquisito il parere positivo dell’Ente parco Monti Lattari? A chi appartiene – ente pubblico o privato – l’area nella quale il Comune di Vico Equense è intervenuto apportando modifiche irreversibili? Il progetto esecutivo dei lavori è stato redatto dall’Ufficio tecnico comunale o da professionista esterno? Il progetto in questione è stato validato e con quale atto deliberativo è stato approvato? Qual è l’importo complessivo della spesa preventivata e in che modo essa è stata finanziata? L’esecuzione dei lavori è stata preceduta da regolare gara d’appalto? I lavori a quale ditta sono stati aggiudicati ed in quale data è stato stipulato il contratto d’appalto e per quale importo? Corrisponde a verità la segnalazione che ingenti quantitativi di materiali provenienti da scavi effettuati in altri cantieri siano stati scaricati nell’area del Faito, oggetto della presente interrogazione, da parte di automezzi non autorizzati? Corrisponde a verità che il Sindaco ha personalmente presenziato ai lavori per tutta la durata degli stessi?"Faito, braccio di ferro Wwf-sindaco «Scempio». «No, ingegneria verde»
Demarco: Maurizio è stato il simbolo
Ho sempre conservato gelosamente, e tanto più lo farò oggi, un ritratto che Maurizio Valenzi abbozzò sul dorso di un opuscolo del Pci. Era il maggio del 1981. Valenzi disegnava senza mai staccare la penna dal foglio, alla maniera di Modigliani. Partecipava alle riunioni di partito e ritraeva, nei locali saturi di fumo di via dei Fiorentini, chiunque lo incuriosisse. Ascoltava e disegnava, prendeva appunti e sintetizzava in pochi tratti le personalità complesse di dirigenti comunisti o l’emozionata presenza di giovani come me alle prime armi. Ho seguito Valenzi in quegli anni da cronista dell’Unità. Lo ricordo elegante e autorevole varcare la soglia di Palazzo San Giacomo e trasformarsi in quell’attimo da uomo di partito a uomo delle istituzioni. Partecipava a quelle riunioni, ma non ha mai confuso i ruoli. Erano altri tempi. Il primo e unico sindaco del Pci, il galantuomo di sinistra, l’artista, il dirigente che accolse Togliatti al suo rientro da Mosca: ecco chi era Valenzi. Una vicenda personale, la sua, che ha attraversato la storia politica e culturale del nostro paese. Ha conosciuto l’esilio a Tunisi, le sofferenze della prigione, ha frequentato i massimi esponenti dell’arte e della letteratura, ma ciò che più ha segnato la sua esistenza sono certamente gli anni passati a Palazzo San Giacomo. Le giunte Valenzi, costituite a metà degli anni Settanta, nel periodo delle larghe intese, e concepite come riflesso locale del compromesso storico, furuno un continuo misurarsi con le emergenze. Nacquero dopo il colera del ’73 e finirono sotto le macerie del terremoto, sempre schiacciate sui drammi sociali della disoccupazione, dei senza tetto, dei doppi e tripli turni scolastici, delle mense dei bambini proletari, del lavoro nero. Ancora oggi in molti ripensano a quelle giunte con grande nostalgia. Proprio l’altro giorno, inaspettato, è arrivato il ricordo di Luigi Cesaro, neopresidente berlusconiano della Provincia di Napoli: «Valenzi è stato per me un maestro », ha dichiarato commosso. Un paradosso che però è tutto dentro la storia di Napoli. Le giunte Valenzi hanno costituito un modello per Cesaro, ma non per Bassolino, convinto che quell’esperienza appartenesse a un altro mondo politico e che non avesse più nulla da insegnare. Anni dopo, quando la sinistra è tornata al governo cittadino, non un assessore di quelle giunte è stato recuperato. E tuttavia, se è vero che quelle amministrazioni hanno impressionato più l’immaginario collettivo che la storia reale di Napoli, è un dato acquisito che le giunte Bassolino non sono riuscite ad offuscarne la memoria. (Marco Demarco il Corriere del Mezzogiorno)
Uccisa da un palo: «Colpa del Comune»
Era il 22 dicembre del 2006 quando Fabiola Di Capua morì colpita da un palo della luce mentre percorreva via Caracciolo sul suo motorino. Per questa morte tanto tragica quanto assurda sono sotto processo un tecnico del Comune di Napoli, Vincenzo Salzano, e due tecnici dell’Ati Acea, Pietro Sanfilippo e Ciro Scognamiglio. Ieri mattina si è svolta la prima udienza dibattimentale dinnanzi all’undicesima collegio C. L’avvocato della parte civile, Francesco Cappiello, ha chiesto di citare il Comune di Napoli quale responsabile civile della tragica morte. In aula ieri c’erano il marito della donna, la figlia e i genitori. I familiari si sono costituiti parte civile, assistiti oltre che dall’avvocato Cappiello anche da Stanislao Taglialatela. Le accuse sono di crollo colposo, omicidio colposo e omissioni in atti d’ufficio. Il pm che ha seguito l’indagine sin dalle prime battute è stata Stefania Buda ed è stata lei a sostenere l’accusa all’udienza preliminare dinanzi al gup Caputo che dopo aver ascoltato gli avvocati difensori Gennaro Lepre, Caludio Botti e Ciro Pellegrino ha emesso il decreto di rinvio a giudizio il 22 giugno all’undicesima collegio C. Fabiola Di Capua fu schiacciata da un palo della luce sul lungomare di via Caracciolo mentre con il suo motorino stava raggiungendo il centro per gli acquisti di Natale. Aveva 37 anni (era nata il primo maggio del 1969), mamma di una bimba di nove mesi. Successe il 22 dicembre del 2006 all’altezza della Rotonda Diaz. Uno dei vecchi pali della luce fu piegato dal vento e dalla ruggine. Prima investì una Fiat Punto rossa parcheggiata poi travolse la donna che stava percorrendo la strada. Sull’asfalto una striscia di sangue e sul ciglio della strada il corpo immobile e straziato della vittima, in jeans e giacca blu. A pochi metri di distanza il casco rosso che non era riuscito a proteggerla e il bauletto dello scooter “Kimko People 125”. I primi ad accorgersi della tragedia furono dipendenti comunali, due giardinieri di Palazzo San Giacomo che stavano viaggiando su un furgoncino del Comune di Napoli. La strada fu subito bloccata. Fabiola era una sportiva, faceva parte della Scuola napoletana di equitazione (era istruttrice di secondo livello) ed insegnava ad Agnano da 15 anni ai bambini tra i 5 e i 12 anni. (sm il Giornale di Napoli)
PD: Bassolino, acciaccato ma in piedi. Alleanze per non perire
Regione Campania - "Acciaccato (ferito, ndr), ma in piedi''. E' la descrizione che Antonio Bassolino fa del Pd all'indomani delle elezioni caratterizzate, a suo avviso, da un ''generale clima di astensionismo''. La tradizionale analisi post voto del governatore della Campania avviene all'indomani di un piccolo riassestamento nei confronti del Pdl, con la conquista di quattro comuni su otto andati al ballottaggio sabato e domenica scorsa. Ma l'intento principale delle riflessioni di Bassolino è quello delle alleanze, ''vero nodo politico del Partito, senza il quale non si va da nessuna parte''. Per il governatore e' infatti 'chiuso il ciclo dell'Unione'' ma anche quello ''della vocazione maggioritaria''. ''E' evidente - insiste - che da soli non si va da nessuna parte, neanche in quelle zone tradizionalmente nostre del Paese''. Per Bassolino guardare alle alleanze vuol dire ''essere attenti a tutto quanto sia in movimento, anche a sinistra'', prestare attenzione e saper ''interloquire con le forze con cui ci si può muovere meglio''. Con una sottolineatura importantissima: ''Guai ad avere una linea rigida, unica, nazionale, come se l'Italia fosse tutta uguale. Puntare sulle alleanze non potra' non tener conto delle peculiarieta' del Paese''. ''Se non fa alleanze - insiste - il Pd perisce, si rinsecchisce''.”Non voglio neanche immaginare cosa sarebbe successo un anno e mezzo fa, se avessi ascoltato qualche consiglio, se avessi spianato la strada al centrodestra perche' il vero obiettivo del centrodestra e' quello di conquistare Napoli. Certo, noi dobbiamo lavorare, sudare per evitare che questo accada''. Cosi' il governatore della Campania, Antonio Bassolino, ammonisce il Pd. ad elezioni concluse, Bassolino guarda all'insieme complessivo dei risultati e, pur ammettendo che ''il Pdl e' andato chiaramente meglio del Pd, anche se prende meno di quanto si aspettasse'', sottolinea che ''il Pd e' ancora in piedi, e non era scontata ne' l'una ne' l'altra cosa''. Una posizione, tutto sommato, buona, almeno tale da consentire valutazioni ''importanti per il futuro dei prossimi anni ma anche dei prossimi mesi''. Per Bassolino, l'affermazione del centrosinistra in quattro comuni su otto al ballottaggio e' dovuta alla preponderanza ''dell'elemento civico che si avverte di piu' alle elezioni comunali, dove i giochi sono diversi rispetto alle provinciali. Alle provinciali e' piu' difficile, noi lo sapevamo. Perche' sono elezioni piu' vicine alle politiche e risentono di altre influenze''. ''Lo avevo detto gia' prima del ballottaggio - aggiunge riferendosi ai commenti che hanno seguito la vittoria del Pdl nelle province di Napoli, Salerno ed Avellino al primo turno -, il mondo non si ferma alle provinciali. Ci sono appuntamenti regionali, nel 2010, quello comunale (a Napoli si vota nel 2011, ndr)''. Resta convinto, il governatore, del fatto che ''Ogni elezione e' una storia a se'. Ci sono gli elementi per rilanciare il Pd lavorando intensamente nei prossimi mesi''. (Asca) Pd, nessun rinvio: congresso a ottobre
False griffe, ambulanti denunciati
Pdci, Rizzo contrattacca: "Diliberto incontra ex piduisti, si dimetta"
"E' chiaro che la questione è pretestuosa". Marco Rizzo si ribella alla "stupefacente accusa" di aver remato contro il Pdci in campagna elettorale e rilancia: si dimetta il segretario Oliviero Diliberto. In conferenza stampa a Montecitorio, l'ex europarlamentare dei Comunisti italiani lancia la controffensiva denunciando che il partito lo vuole espellere semplicemente perché "ho chiesto conto degli incontri di Diliberto con massoni ex P2". Insomma, "mi si vuole intimidire". Assicura Rizzo: "Da tempo la mia posizione critica sulla partecipazione dei comunisti al governo Prodi, alla pessima scelta dell'Arcobaleno e alla recente e mal gestita unità dei comunisti è stata tanto mal sopportata dalla dirigenza quanto apprezzata dai militanti di base. Guarda caso la situazione è precipitata proprio ora, immediatamente dopo l'aver fatto notare al segretario Di liberto - dice Rizzo (che è stato convocato dalla commissione di garanzia del partito)- che un puzzle di iniziative pubbliche locali da lui svolte nel tempo lo vedevano sempre 'accompagnato' da un volto noto della P2". Rizzo si riferisce al supermanager Giancarlo Elia Valori: "Capisco- affila la lama Rizzo citando 'ben' otto occasioni che hanno visto insieme Diliberto con 'un uomo legato al capo della P2'- che possa capitare a tutti di partecipare a incontri pubblici con interlocutori 'imbarazzanti', resta però difficile giustificarlo quando gli incontri risultano frutto di conoscenza al punto tale da esserne addirittura presentatore di libri". (Dire.it)
L’Arci ricorda Berlinguer
Piano di Sorrento - Enrico Berlinguer continua a rappresentare agli occhi di molti italiani una figura unica e affascinante. L’Arci “Piano di Sorrento”, in occasione del venticinquesimo anniversario dalla sua scomparsa, giovedì 25 giugno alle ore 18.30 presso il Centro Culturale Comunale lo ricorderà presentando il libro di Francesco Barbagallo, interverrà Berardo Impegno. Antonio D’Aniello – Presidente Arci - commenta: “Abbiamo scelto di fare quest’iniziativa innanzitutto perché molti dei nostri coetanei a stento sanno chi fosse Berlinguer, in secondo luogo pensiamo ad un dibattito critico, per nulla celebrativo, nei confronti del pensiero politico di Berlinguer, ed in particolare quello comunista che ormai in quegli anni stava per esaurire la sua ragion d’essere. Vi ricordo che durante la manifestazione noi dell’Arci avremo legato al braccio un nastro verde per testimoniare la nostra vicinanza ai manifestanti dell’Iran e che tutti i popoli hanno diritto a manifestare liberamente le proprie idee. Senza che gli si spari addosso.”
martedì 23 giugno 2009
Monte Faito: ecosistema a rischio
Sul taglio degli alberi Scala chiede l’intervento regionale Vico Equense - Il taglio degli alberi secolari che si sta effettuando nel bosco di castagni che si trova sul Monte Faito, è stato oggetto di una dettagliata interrogazione regionale, presentata in data odierna dal Consigliere regionale Tonino Scala, capogruppo di Sinistra e Libertà, in cui si chiede di impedire la devastazione del luogo con interventi che rischiano di distruggere quest’area del Parco dei Monti Lattari. Nel Parco dei Monti Lattari, sul Monte Faito, precisamente nell’area che ha ospitato per anni la Festa della Castagna, è stata oggetto, in questi ultimi giorni, di un intervento di taglio boschivo che ha letteralmente stravolto la forma stessa del sito. L’intervento voluto dal Comune di Vico Equense è stato fatto per ospitare una serie di manifestazioni floreale (tre almeno), il Mediflor Festival, inserito in un più ampio progetto Oceano Verde Faito. Con tale intervento, effettuato per permettere un evento di pochi giorni sponsorizzato dalla stessa Provincia di Napoli, si sono già tagliati, in un bosco vetusto all’interno di un Parco Regionale e, a quanto pare, senza nessuna autorizzazione della Soprintendenza, alberi secolari. Nell’interrogazione presentata dal Capogruppo di Sinistra e Libertà si legge tra l’altro “il patrimonio forestale di questo territorio è andata incontro, nel corso dell'ultimo decennio, ad un preoccupante e costante scadimento e i tagli a raso degli alberi secolari determinerà un ulteriore progressivo degrado dei boschi. Tali abbattimenti generalizzati, incuranti di ogni elementare criterio ecologico e selvicolturale, sono precisi segnali che (se non fermati in tempo e/o regolamentati) fanno presagire un'ulteriore espansione di queste attività nell'immediato futuro”. “Il trattamento dei boschi locali, nella quasi totalità dei casi, è esclusivamente in funzione dell'ottimizzazione dei profitti immediati o del massimo sfruttamento possibile delle risorse presenti, senza alcuna attenzione alla conservazione delle capacità di rinnovamento del bosco e dell'integrità dell'ecosistema forestale”. “L'eliminazione sistematica di tutti gli alberi del soprassuolo, - si legge ancora nell’interrogazione - unitamente all'uso di mezzi meccanici di grandi dimensioni ed elevata potenza (che provocano danni irreparabili agli strati muscinale, erbaceo e arbustivo della vegetazione), causa invariabilmente una profonda devastazione del bosco, con stravolgimento della sua struttura vegetazionale, della sua composizione floristica, delle sue dinamiche ecologiche, delle sue possibilità di autorigenerazione, oltre che rappresentare un attentato alla stabilità dei suoli, che senza il freno delle radici, sono più soggetti a frane e smottamenti”. Scala nell’interrogazione chiede agli assessori regionali all’ambiente e all’agricoltura, non solo chiarimenti in merito agli interventi che sta effettuando il Comune di Vico Equense, ma anche di intervenire in modo tempestivo per evitare ulteriori devastazioni. In particolare il consigliere, fra l’altro, scrive: “Considerato che il Monte Faito sarebbe stato acquistato dalla Regione e dalla Provincia, con quali fondi si sta realizzando il progetto e si sta finanziando l’intervento; se non si ritiene urgente impedire la devastazione del luogo con interventi che rischiano di distruggere un’area protetta sottoposta a vincoli ambientali e inserita in un Parco Regionale proprio per la necessità di essere messa sotto tutela; quali provvedimenti urgenti si voglio assumere per tutelare il contesto paesaggistico che circonda il Parco dei Monti Lattari; se i lavori che di taglio dei castagni secolari è stato effettuato previa tutte le autorizzazioni previste dalla normativa vigente, inclusa quella della Soprintendenza e se esiste l’autorizzazione del Presidente del Parco dei Monti Lattari, e se c’è, si chiede di averne copia per conoscerne le motivazioni”.
Domani il giuramento di Trapani trent’anni fa toccò a suo padre
Meta - A distanza di tre decenni siederà sulla poltrona già occupata da suo padre Luigi, sindaco tra fine degli anni Settanta e la prima metà degli anni Ottanta. Appuntamento istituzionale ma anche con i ricordi di famiglia per il neo eletto primo cittadino Paolo Trapani che domani sera alle 20 presterà giuramento davanti al nuovo Consiglio comunale, riunito per la prima volta dopo le elezioni del sei e sette giugno scorsi. A parte gli adempimenti burocratici di rito, come l'esame delle eventuali condizioni di incompatibilità degli eletti, tutta l'attenzione sarà puntata sulla composizione della giunta. Il criterio seguito è quello dei consensi riportati da ciascun candidato. Tuttavia, è probabile nel corso del mandato una verifica sugli incarichi per consentire l'ingresso nell'esecutivo cittadino di consiglieri rimasti esclusi dalla prima tornata di designazioni. Diverso il discorso per la presidenza del Consiglio comunale che la maggioranza intenderebbe tenere separata dalla carica di sindaco. Tuttavia, l'elezione del presidente non è all'ordine del giorno della seduta convocata per domani. Certo l'incarico di vicesindaco a Graziano Maresca, ingegnere attualmente al vertice dell'ufficio tecnico di Piano, al quale toccherà il compito di coordinate il settore della pianificazione urbanistica e dei lavori pubblici. Pieno di deleghe per Giuseppe Tito, il consigliere eletto più votato: servizi sociali, ambiente ed ecologia, corso pubblico, pubblica istruzione, sport, sanità e relazioni con gli Enti. Agnello Di Capua si occuperà di sicurezza e servizi informatici, mentre a Francesco Pane vanno le competenze relative al contenzioso. Raffaele Russo si occuperà di bilancio e Michele Castellano di quotidianità e servizi cimiteriali. (Francesco Aiello il Mattino)
Recuperare…
Qui da noi, non si getta via nulla, si recupera sempre. Già si vedono le prime conseguenze pratiche del dopo-voto di 15 giorni fa. Con un po’ di assessori provinciali uscenti recuperati dalla Regione (Allodi nello staff di Bassolino, Angela Cortese capostaff per il settore scuola dell´assessore regionale Corrado Gabriele). Per il presidente Dino Di Palma, invece, vista la prova di buongoverno, ci potrebbe essere una nuova presidenza, pare, quella dell’Anm. La giunta che ha governato per cinque anni la Provincia trasloca in blocco tra Regione e aziende comunali.
Partito democratico, ripartiamo dal basso
Caro direttore, in Campania il Pd perde consensi. Le motivazioni di questo calo sono varie, ma affondano le proprie radici all'interno del partito stesso. Non è una questione di candidature e liste. Il dato delle europee, con una «lista campana» forte e alcuni buoni risultati ottenuti, appare chiaro. Il dato delle amministrative, con un ulteriore calo ci porta, invece, alla principale causa della sconfitta elettorale: troppe volte il Pd appare distante dai territori, incapace di interpretare i bisogni e le necessità della gente. Invece, laddove ha saputo strutturarsi come forza territoriale a diretto contatto con i cittadini, questi hanno continuato a sostenere il nostro impegno. Ecco, credo che il Pd debba ripartire proprio dal rapporto con i territori, dai militanti democratici, dal dialogo diretto con i cittadini. È questa l’apertura vera alla società civile, non certo l'invito a seminari e incontri. La credibilità del progetto politico nasce dalle risposte che il partito riesce a dare alle esigenze reali dei cittadini campani, dalla battaglia quotidiana per affrontare la drammaticità della crisi, del lavoro, del precariato. Per farlo, il Pd deve mettersi alle spalle questa lunga fase di lotte intestine e superare una visione manichea tra ex Ds ed ex Margherita. Non si può additare chi la pensa diversamente come nemico, perseguendo tatticismi e vendette personali che poco hanno a che fare con la politica. Il dialogo può divenire costruttivo e si può giungere a una sintesi. Tale sintesi deve concretizzarsi, al prossimo congresso, nella scelta di un segretario che, sulla base di un progetto politico chiaro, abbia una maggioranza rispettosa, però, di tutte le posizioni in campo. Il Pd può ancora assumersi la responsabilità di governo, insieme con le altre forze che si oppongono al modello della destra. Sono quindi convinto che ci sia la necessità di proseguire il percorso intrapreso da Franceschini. Il rafforzamento delle iniziative nazionali è propedeutico all'azione del Pd in Campania. Sui nostri territori dobbiamo ripartire dal basso, rinunciando a fregi e galloni, come donne e uomini che si riconoscono, reciprocamente, come democratici. (Antonio Amato Consigliere regionale del Pd da il Corriere del Mezzogiorno)Ora parte la corsa alla Regione Cosentino: “Vinceremo» Iannuzzi: «No, il Pd rialza la testa”
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