Vico Equense - Superato il girello dell’uscita della Vesuviana è tutto un risplendere d’azzurro. La "terrazza" naturale di Vico Equense regala panorama generoso e venticello. Viene voglia di tuffarsi da quassù. Non si può, tocca scendere. Passo svelto ma non troppo per l’afa impietosa di giugno. Chi approda in Costiera via treno ha essenzialmente due scelte per raggiungere la spiaggia di Marina di Vico. C’è l’assolato percorso con i tornanti, parecchio lungo, battuto solo da scooter e qualche macchina. Oppure, stringendo i denti, ecco la scorciatoia. Basoli e gradoni smangiucchiati che si biforcano dopo il primo curvone. Viottolo ripido, sudicio, pericoloso. Una discesa a mare da Camel Trophy. Esagerati? Proviamo a incamminarci, tanto non si può fare altrimenti. Tre pullman fanno base alla stazione ma laggiù non ti trasportano. Il baffuto conducente avvisa: andiamo ovunque tranne alla Marina di Vico. «Lì solo dal primo luglio, come ogni anno». L’ufficio autolinee conferma: primo luglio. Diciamo che il Comune rispetta il solstizio d’estate, anche se è piena bella stagione, da anni, già in maggio. Due mesi affollatissimi di bagnanti senza servizio autobus. Accomodatevi alla scorciatoia. Nel pienone del weekend una miriade di ragazzi la sfrutta. Anche famiglie con bambini. Ma la stradina, stretta tra muretti e case, è invasa da monnezza. Penzolano persino fili elettrici e parte di roccia è franata. I giovani fremono, non si fanno tanti problemi. Mamme e papà invece sì a giudicare dai commenti («Una cosa vergognosa», il più carino). Di tanto in tanto anche i teenager però frenano il passo. «Ho le Converse, ci volevano gli scarponi da trekking» ripete una adolescente impaurita dai basoli lisci. L’amica si concentra per non scivolare. «Zitta», le dice. Il problema non è, al limite, cascare quanto atterrare sul tappeto di cocci di vetro. Sono dappertutto. Altre due signorine provano scalze, senza sandali (la suola slitta come sul sapone). Fachiri. Altri 10 metri: un cavo elettrico dondola sulle teste dei bagnanti. Più giù, un drappello di adulti indecisi. «Torniamo indietro, c’è un fosso». In realtà fosso non è, ma una gragnola di massi franati che invade il passaggio. Altri 50 metri e s’intravede il mare. Il vigile che staziona nella piazzetta che dà sull’«Antico Bagno» non concede speranze. «La strada fa schifo? Solleciti richiesta di…». Ma il burocratese vigilesco si perde nelle urla degli scugnizzi. La discesa a mare da sport estremo è terminata, ci godiamo la brezza. Fino a quando, sognando un autobus, scoccherà l’ora della risalita. (Alessandro Chetta il Corriere del Mezzogiorno)
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mercoledì 24 giugno 2009
Vico Equense, discesa a mare diventa uno sport estremo. E i bus non ci sono
Vico Equense - Superato il girello dell’uscita della Vesuviana è tutto un risplendere d’azzurro. La "terrazza" naturale di Vico Equense regala panorama generoso e venticello. Viene voglia di tuffarsi da quassù. Non si può, tocca scendere. Passo svelto ma non troppo per l’afa impietosa di giugno. Chi approda in Costiera via treno ha essenzialmente due scelte per raggiungere la spiaggia di Marina di Vico. C’è l’assolato percorso con i tornanti, parecchio lungo, battuto solo da scooter e qualche macchina. Oppure, stringendo i denti, ecco la scorciatoia. Basoli e gradoni smangiucchiati che si biforcano dopo il primo curvone. Viottolo ripido, sudicio, pericoloso. Una discesa a mare da Camel Trophy. Esagerati? Proviamo a incamminarci, tanto non si può fare altrimenti. Tre pullman fanno base alla stazione ma laggiù non ti trasportano. Il baffuto conducente avvisa: andiamo ovunque tranne alla Marina di Vico. «Lì solo dal primo luglio, come ogni anno». L’ufficio autolinee conferma: primo luglio. Diciamo che il Comune rispetta il solstizio d’estate, anche se è piena bella stagione, da anni, già in maggio. Due mesi affollatissimi di bagnanti senza servizio autobus. Accomodatevi alla scorciatoia. Nel pienone del weekend una miriade di ragazzi la sfrutta. Anche famiglie con bambini. Ma la stradina, stretta tra muretti e case, è invasa da monnezza. Penzolano persino fili elettrici e parte di roccia è franata. I giovani fremono, non si fanno tanti problemi. Mamme e papà invece sì a giudicare dai commenti («Una cosa vergognosa», il più carino). Di tanto in tanto anche i teenager però frenano il passo. «Ho le Converse, ci volevano gli scarponi da trekking» ripete una adolescente impaurita dai basoli lisci. L’amica si concentra per non scivolare. «Zitta», le dice. Il problema non è, al limite, cascare quanto atterrare sul tappeto di cocci di vetro. Sono dappertutto. Altre due signorine provano scalze, senza sandali (la suola slitta come sul sapone). Fachiri. Altri 10 metri: un cavo elettrico dondola sulle teste dei bagnanti. Più giù, un drappello di adulti indecisi. «Torniamo indietro, c’è un fosso». In realtà fosso non è, ma una gragnola di massi franati che invade il passaggio. Altri 50 metri e s’intravede il mare. Il vigile che staziona nella piazzetta che dà sull’«Antico Bagno» non concede speranze. «La strada fa schifo? Solleciti richiesta di…». Ma il burocratese vigilesco si perde nelle urla degli scugnizzi. La discesa a mare da sport estremo è terminata, ci godiamo la brezza. Fino a quando, sognando un autobus, scoccherà l’ora della risalita. (Alessandro Chetta il Corriere del Mezzogiorno)
sabato 20 giugno 2009
Licenze e abusi, lidi multati
mercoledì 3 giugno 2009
Spiagge e alberghi weekend in chiaroscuro
Sorrento - Al chiaroscuro per gli operatori turistici della penisola sorrentina il lungo ponte. Le avverse condizioni meteo hanno pesato negativamente sulle scelte di chi aveva pensato di trascorrere questi giorni al mare. «È uno spettacolo desolante vedere le nostre sdraio completamente vuote - sottolinea Francesco Leonelli dell’omonimo lido balneare di Sorrento - Ci aspettavamo che il ponte festivo ci consentisse di superare l’empasse degli scorsi fine settimana, invece il tempo non ci aiuta». Anche a Meta stabilimenti balneari completamente allestiti, ma praticamente deserti a causa del cielo grigio che per l’ultimo weekend di maggio ha scoraggiato anche i più determinati affezionati della tintarella. Gli albergatori dal canto loro non si lamentano più di tanto, anche se una flessione negli arrivi c’è stata. «Le previsioni erano ottime – dice Costanzo Iaccarino, presidente di Federalberghi – al contrario, sebbene non ci siano state eccessive disdette, il last minute è stato pressocché inesistente. Alcuni turisti, inoltre, dopo il weekend hanno deciso di anticipare il rientro». Gianfranco Acampora, titolare dell’hotel Aminta riesce anche a fornire qualche dato: «Registriamo un calo del 20 per cento di media. In questi giorni speravamo nel tutto esaurito, al contrario abbiamo ancora diverse stanze non occupate e le prospettive a breve termine sono anche peggiori». Chi invece vede il bicchiere mezzo pieno sono i ristoratori. «Si lavora abbastanza – conferma Giuseppe Aversa, presidente del Consorzio ristoratori di Sorrento – non abbiamo ricevuto disdette, anzi si cominciano a rivedere anche i turisti italiani e tedeschi che si aggiungo ai nostri tradizionali clienti inglesi». Concorda Mariella Caputo della Taverna del Capitano di Marina del Cantone: «Domenica – spiega - abbiamo registrato il tutto esaurito e anche per oggi abbiamo numerose prenotazioni. La nostra clientela è abbastanza consolidata, per cui non si fa condizionare più di tanto dal meteo». Chi ha rinunciato a trascorrere il ponte del 2 giugno in penisola sorrentina sono i proprietari delle seconde case. Sebbene nel fine settimana molte abitazioni estive abbiano riaperto i battenti, già domenica sera in molti hanno fatto dietro front, tanto che si registrava una coda chilometrica in uscita dalla penisola sorrentina. Le avverse condizioni meteo hanno penalizzato ulteriormente il comparto turistico anche a Vico Equense, dal mare a Monte Faito, dove gli operatori sperano ora negli eventi di fine giugno, inseriti nel programma di Oceano Verde Faito. «Abbiamo ricevuto anche disdette dell’ultima ora – afferma Paola Rossignaud dell’hotel Aequa – ed è stato così penalizzato il già ridotto flusso in occasione dei weekend». (Francesco Aiello Massimiliano D’Esposito il Mattino)
sabato 9 agosto 2008
Un mare di firme …
Vico Equense – Quest’anno si sono registrate tante segnalazioni di cittadini, a cui è stato negato il “diritto al mare”, in altre parole l'accesso alla spiaggia. In tanti hanno denunciato, ed hanno chiesto un’indagine sulla gestione del demanio. Una politica di gestione delle spiagge tendente alla privatizzazione degli arenili: “attrezzati” ma di fatto trasformati in lidi balneari dove bisogna pagare sdraio ed ombrellone per farsi il bagno. L’amministrazione ha utilizzato lo stratagemma di renderla una “spiaggia libera attrezzata”, che significa una cosa, ma è poi interpretata in un altro modo. E così, tratti di spiagge libere sono passate di fatto in mano a privati. Quel poco rimasto - invece - è in una situazione indecente. Ci si rende conto al primo colpo d'occhio dell’abbandono e dell’incuria. Il disagio, ovviamente, colpisce persone di tutte le età costrette spesso in posti scomodi, parti pietrose e scogli, mentre il pezzo migliore della spiaggia cosiddetta “libera” è riservata ad ombrelloni e lettini già disposti sull’arenile nell’attesa di utenti paganti. Per ripetere l’iniziativa nel 2009, e moltiplicare pretese e metri quadrati, i gestori dei chioschi hanno cominciato una raccolta di firme, tesa a dimostrare, al Sindaco e all'amministrazione, che i cittadini sono soddisfatti di retribuirli per potersi fare il bagno...Proibiti i massaggi sulle spiagge
Il sottosegretario al Welfare firma un'ordinanza urgente: vietate le manipolazioni degli ambulanti
sabato 19 luglio 2008
Spiagge abbandonate all'incuria
Vico Equense - La situazione, dal punto di vista dell’uso del demanio marittimo è una vera e propria anomalia che non ha precedenti. La forte privatizzazione degli arenili ha portato i cittadini a non poter godere del diritto di andare al mare senza pagare. Quel poco di spiaggia libera rimasta è in una situazione indecente. Ci si rende conto al primo colpo d'occhio dell’abbandono e dell’incuria. Chi è preposto al controllo non vigila sulle condizioni delle spiagge. Il disagio, ovviamente, colpisce persone di tutte le età costrette spesso in posti scomodi, parti pietrose e scogli, mentre il pezzo migliore della spiaggia cosiddetta “libera” è riservata a ombrelloni e lettini già disposti sull’arenile in attesa di fruitori paganti. E' una critica aspra e senza mezzi toni quella che il Partito democratico sferra contro l'amministrazione comunale ritenuta responsabile dello stato di incuria e sporcizia in cui versano le spiagge. «Fantomatici casi di salmonella, eritemi, herpes, stomatiti, punture di zecche, mare puzzolente. Certo non sarà tutta colpa del sindaco Gennaro Cinque e della sua Giunta, - si legge nel comunicato - sarebbe assurdo dare a lui la colpa di ogni catastrofe o incidente che accade a Vico Equense. Però, forse, al sindaco, ai suoi assessori, ai responsabili tecnici dei settori di competenza, alle aziende a compartecipazione pubblica, insomma a chi è preposto al controllo toccherebbe vigilare sulla pulizia delle spiagge, delle strade, sulla manutenzione ordinaria degli impianti nel territorio equense, sulla salubrità dell’acqua, dell’aria. A qualcuno competerà! E non si può dire che il sindaco non viva sul territorio, i cantieri aperti vedono la sua presenza quotidiana! Forse per questo nessuno si è accorto che le spiagge “libere” non sono più tanto “libere”. Dopo aver predisposto la determina che disciplina “la gestione delle spiagge libere attrezzate” che ha concesso ad alcuni privati l’occupazione in maniera continuativa con ombrelloni e lettini degli ultimi arenili liberi, nessuno ha poi controllato se le disposizioni sono veramente rispettate, se le spiagge vengono pulite, se l’accesso a tutti - residenti e non, usufruitori dei servizi offerti e non - viene garantito! Forse bisogna spiegare agli Amministratori che il loro lavoro non è solo quello di scrivere la delibera che concede questo o quel beneficio a qualcuno ma anche e soprattutto quello di dare ascolto e tutela al cittadino che non vuole favori ma solo rispetto, libertà di movimento, possibilità di godere degli spazi pubblici senza restrizioni o dei servizi per cui paga le tasse, con la garanzia della propria sicurezza e salute».
martedì 15 luglio 2008
Maiori e Vico Equense: stesso mare e arenili privatizzati. E a le Calcare arriva l'onda anomala
Maiori e Vico Equense: due comuni, uno della Costiera amalfitana, l'altro della Penisola sorrentina, accumunati da una politica di gestione delle spiagge tendente alla privatizzazione degli arenili: “attrezzati” ma di fatto trasformati in lidi balneari dove bisogna pagare sdraio ed ombrellone per farsi il bagno. Spiaggia di Marina di Seiano, le Calcare: un tempo anche qui la spiaggia era libera, ora è occupata da lettini e ombrelloni, ed entrambi i Comuni hanno utilizzato lo stesso stratagemma di renderla una “spiaggia libera attrezzata”, che significa una cosa, ma viene poi interpretata in un altro modo. E così, in tutti e due i comuni, tratti di spiagge libere sono passate di fatto in mano a privati. In più, alla spiaggia le Calcare di Vico Equense (un tempo qui era rinomata la calce ricavata dai massi delle cave) - interessata anche da una forte erosione - in alcuni giorni, alle 11.08 in punto, al passaggio di una motonave Snav, arrivano anche onde anomale invadendo tutto, e mettendo a rischio soprattutto bambini e anziani, che improvvisamente si vedono travolti dalle onde.Ed ora c'è bassa marea, ma quando salirà cosa accadrà? Immaginatevi quindi mentre prendete il sole -stretti stretti accanto ai vicini di ombrellone- e tutto ad un tratto venite immersi dall'acqua. La scena potrà sembrare “simpatica”, ma non lo è affatto per chi a stento sa nuotare o a chi poco si regge in piedi. Aggiungetevi poi che questa spiaggia è stata di fatto privatizzata, affidando ai due proprietari dei due chioschi (per 15 mila euro l'anno) la gestione di 1000 metri quadrati di demanio. La delibera n 146 del 20 aprile 2007, del comune di Vico Equense così recitava: “l’eventuale noleggio di ombrelloni, di sdraio, lettini avviene giornalmente e su richiesta fermo restando che almeno il 50% dell’area in concessione e il 50% del fronte mare devono rimanere liberi da ogni tipo di attrezzatura del gestore. Inoltre le attrezzature vengono poste sulla spiaggia solo al momento della richiesta e le stesse devono essere tolte nel momento in cui il cliente non ne faccia più uso”.Ma un'altra delibera n° 112 del 13 maggio 2008, ha apportato poi questa modifica: “Le attrezzature possono essere collocate anche in assenza o in attesa del cliente. In tal caso devono essere rispettate le seguenti distanze minime calcolate tra i paletti dell’ombrellone ovvero di altri sistemi di ombreggio, m2.5 tra le file e m 2 tra ombrelloni sulla stessa fila”. Ma di fatto non viene rispettata, ed anzi, aumentando i bagnanti, ogni giorno cresce il disagio. E così è facile vedere file interminabili di ombrelloni e sedie vuote, e la maggior parte delle persone abbarbicate su pietre e scogli, in cerca di un posto libero. E' proprio il caso di dire: Costiera amalfitana e Penisola sorrentina, mai così vicine. (MRS – www.ecostiera.it)
venerdì 11 luglio 2008
Comunicato stampa 11/07/2008
SPIAGGE LIBERE (?) Vico Equense - Ancora una volta l’Amministrazione del Sindaco Gennaro Cinque non tutela gli interessi dei cittadini, a vantaggio degli interessi di qualche privato. Questo è quanto stanno subendo in questi giorni tantissimi nostri concittadini che non intendono o che non possono usufruire delle strutture private per fare un bagno di mare e prendere il sole. Il disagio, ovviamente, colpisce persone di tutte le età costrette spesso in posti scomodi, parti pietrose e scogli, mentre il pezzo migliore della spiaggia cosiddetta “libera” è riservata a ombrelloni e lettini già disposti sull’arenile in attesa di fruitori paganti, preferibilmente non residenti (perché pagano di più). Con delibera n° 122 del 13.5.08 ad integrazione della delibera n° 146 del 20.04.07 , avente ad oggetto “Gestione spiagge libere attrezzate – determinazioni”, la Giunta Comunale afferma che : “almeno un 1/3 dell’area in concessione ed il 50 % del fronte mare devono rimanere liberi da ogni tipo di attrezzatura del gestore”.
IL PARTITO DEMOCRATICO DI VICO EQUENSE,
che già nel recente passato ha più volte manifestato il proprio dissenso ad entrambe le predette delibere, chiede all’Amministrazione Comunale che sia, almeno, vigile nel far rispettare la normativa da essa stessa prodotta, affinché siano salvaguardati la libertà ed il diritto alla salute di ogni equense che intende accedere alla spiaggia libera per fare in serenità un bagno, senza oneri aggiuntivi, anche in considerazione del fatto che ogni cittadino è già un contribuente. Si segnala, inoltre, l’urgenza di vigilare anche sull’igiene degli stessi arenili.
Circolo PD “Carlo Fermariello”
mercoledì 9 luglio 2008
Diritti negati
Vico Equense - Bisognerebbe dire basta con le spiagge blindate, negate, messe sotto chiave, per pochi privilegiati. Il decreto del 4 luglio che affida ai chioschi la gestione delle spiagge da luglio a settembre all’art. 4 punto a) afferma: “Le attrezzature possono essere collocate anche in assenza o in attesa del cliente. In tal caso devono essere rispettate le seguenti distanze minime calcolate tra i paletti dell’ombrellone ovvero di altri sistemi di ombreggio, m 2.5 tra le file e m 2 tra ombrelloni sulla stessa fila, fermo restando che almeno 1/3 dell’area in affidamento e il 50% del fronte mare devono rimanere sempre liberamente accessibili ed usufruibili da chiunque e sgombri da ogni tipo di attrezzatura del gestore”. Basta andare alle “Calcare” per accorgersi che il comportamento dei gestori non è conforme al decreto: è vero hanno l'autorizzazione per mettere le sdraio e i lettini direttamente sulla spiaggia, ma non rispettano la seconda parte del comma “almeno 1/3 dell’area in affidamento e il 50% del fronte mare devono rimanere sempre liberamente accessibili ed usufruibili da chiunque e sgombri da ogni tipo di attrezzatura del gestore”. Queste sono violazioni che vanno respinte e denunciate. Tutto questo non significa essere contro gli stabilimenti in concessione, ma è del tutto evidente che nel nostro Comune manca un corretto equilibrio tra stabilimenti e spiagge libere. Questo equilibrio è stato rotto a danno dei diritti dei cittadini, la speculazione ha prevalso, e la compiacenza del Comune copre aperte violazioni della legge. Ricordiamo al Sindaco che chi paga le tasse ha diritto ad avere spiagge libere e pulite. Andare in uno stabilimento deve essere una scelta, non un obbligo imposto dalla mancanza di spiagge libere.
domenica 6 luglio 2008
Non importa a nessuno ...
Vico Equense – Ieri sono stati informati di ciò che accade alla Marina d’Equa, dirigenti di partito, consiglieri comunali di opposizione e maggioranza, amministratori, delegati di spiaggia ed addetti alla vigilanza comunali. Nonostante i toni d’interessamento, i lettini e le sdraio alle otto - di questa mattina - erano regolarmente posizionati ed “in piena attività”. Questo ancora una volta rileva come al di là della facciata, non ci sia né la capacità né la volontà di risolvere questioni spinose per la c
ittà e per la gente, che con tali problematiche quotidianamente deve convivere. Si registra ancora una volta e con sempre più disincantato disgusto il lassismo ed il degrado di una città abbandonata a se stessa, o meglio abbandonata a coloro che di questo andazzo furbescamente approfittano...
venerdì 6 giugno 2008
Spiagge, agevolazioni per bimbi, studenti e anziani
Castellammare di Stabia - Ha cominciato a concretizzarsi nelle ultime ore, la “rivoluzione spiagge”, annunciata dall’amministrazione comunale nel mese di aprile. Ingressi gratuiti e sconti stanno per fare capolino su tantissime spiagge di Castellammare, grazie ad un accordo dell’Assessorato all’Ambiente con il Fipe, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi. Prima di entrare nei particolari del progetto, bisogna ricordare che i principali obiettivi del Piano comunale di utilizzo degli arenili varato due mesi fa dalla giunta, comprendevano lo sviluppo della fruizione pubblica delle spiagge; la tutela e la valorizzazione del tratto di costa che ha un notevole valore paesaggistico, ambientale e naturalistico; il ripascimento del litorale stabiese; la riqualificazione della costa in particolar modo nei tratti occupati da strutture fatiscenti o manufatti abusivi. Molteplici le fasi del progetto, che sarebbero dovute passare per la riperimetrazione del tratto balenabile da dividere in diversi lotti da mettere a bando, fino ad un importante rapporto di 60 a 40 tra operatori privati e spazi pubblici. Nei giorni passati dal momento in cui il Piano è stato promulgato sino ad oggi, sono molte le cose che non hanno funzionato a dovere. Le polemiche della cittadinanza sono montate subito, in quanto, dopo gli annunci del Comune, sembrava che quasi nulla dovesse muoversi per un’altra estate, fra prezzi da capogiro e spiagge affollatissime. L’assessore all’Ambiente, Raffaele Longobardi, ha più volte dichiarato di stare conducendo una vera e propria battaglia per le spiagge, dalla quale non era facile uscirne. Tutto ciò fino a ieri mattina, quando è stata convocata a Palazzo Farnese una riunione fra l’assessore Longobardi, la dirigente del settore, Lea Quintavalle, e il vicepresidente provinciale della Fipe, Gaetano Sansone. Il vertice ha quindi posto le basi per una nota fatta pervenire poche ore dopo dalla stessa Federazione. Un documento nel quale vengono illustrati criteri, iniziative e la lista delle spiagge private aderenti. Ecco nello specifico cosa prevede l’accordo, valido per tutti i residenti di Castellammare muniti di documento d’identità. Per prima cosa, è previsto l’ingresso gratuito per i minori di anni 12 accompagnati dai genitori. I cittadini di età fino a 26 anni potranno godere, invece, di uno sconto del 25% all’entrata. In questo caso, però, i giovani dovranno dimostrare di essere studenti tramite certificati scolastici o libretti universitari. Infine, l’iniziativa ha previsto un occhio di riguardo per i residenti over 65, con uno sconto all’ingresso pari al 30%. Sono ben sette i lidi che hanno deciso di aderire al progetto, per i quali saranno valide, quindi, le promozioni esposte sopra. Si tratta di: ‘Lido Moderno’, ‘Famous Beach’, ‘Bagno Conte’, ‘Garden Beach’, ‘Bagno Elena’, ‘Lido lo Scoglio’, ‘La Limpida’. “Abbiamo fatto davvero – ha commentato l’assessore Longobardi – un grosso passo in avanti, fornendo risposte concrete ai cittadini di Castellammare”. (Francesco Ferrigno Cronache di Napoli)
lunedì 26 maggio 2008
Corsa alla prima tintarella
Sorrento - Non si può parlare di certo di assalto in spiaggia e di tutto esaurito, eppure la corsa alla prima tintarella del 2008 non lascia affatto delusi gli operatori degli stabilimenti balneari della costiera sorrentina. Nel primo weekend di sole della stagione turistica, le presenze sui litorali che si snodano da Vico Equense a Massa Lubrense sono state comunque confortanti. Un piccolo segnale di ripresa, insomma, dopo un inizio decisamente poco esaltante, caratterizzato da incerte condizioni del tempo e dagli effetti devastanti dell’emergenza rifiuti sul movimento turistico. A Massa Lubrense, gettonati i lidi dei Vip di Marina del Cantone a Nerano e la baia di Puolo. A Sorrento, buona l’affluenza a spiaggia San Francesco, a pochi passi dallo scalo portuale di Marina Piccola. «Era ora – dice Francesco Schisano, patron del lido Marameo - Finalmente si ritorna a parlare di presenze in spiaggia e si ricomincia a lavorare. Malgrado le note difficoltà logistiche e i problemi che, al momento, attanagliano il nostro territorio, sono soddisfatto del movimento registrato nel weekend». Insomma, col bel tempo arriva finalmente anche una boccata d’ossigeno per gli operatori del settore balneare. Buona affluenza di bagnanti anche sui lidi di Sant’Agnello, Piano di Sorrento, Meta e Vico Equense. «Ovviamente, non abbiamo registrato il tutto esaurito – sottolinea Riccardo Scarselli, presidente onorario del sindacato dei balneatori e patron del Bikini beach di Vico Equense - ma i segnali di ripresa ci sono tutti. Al momento va bene così: oramai sono note a tutti le difficoltà che stiamo attraversando. Non meritavamo di subire simili mortificazioni: il compito è di recuperare al più presto l’immagine della nostra terra devastata ingiustamente dall’emergenza rifiuti». Tutto sommato buono anche il movimento registrato lungo le strade del by night. Anche in questa circostanza, non si può parlare di boom, ma le presenze in discoteche, pub sono state comunque di tutto rispetto. «Il problema – spiega il disk jockey sorrentino Nando Fruscio – è che, in costiera sorrentina, i luoghi di divertimento notturno all’aperto sono davvero pochi». Con la corsa al mare e ai locali notturni, intanto, ritornano puntuali i problemi sui venticinque chilometri d’asfalto della Statale sorrentina. L’ultimo weekend ha infatti registrato code e incolonnamenti nelle ore di punta. Caos e disagi si sono verificati in particolare all’ingresso dei lidi della Strada panoramica di Castellammare (località Pozzano), nei centri abitati di Meta, Piano di Sorrento e Sant’Agnello, e in prossimità del quadrivio del rione Marano di Sorrento. (Giuseppe Damiano il Mattino)
Arenili
Meta – la Regione Campania ha dato il via libera ai lavori di messa in sicurezza. L’intervento di somma urgenza sull’arenile metese partirà a breve. Dopo numerosi sopralluoghi per monitorare le condizioni della costa e della s
piaggia, questa volta si fa sul serio. L’erosione sta minacciando le case costruite in prossimità della spiaggia.
piaggia, questa volta si fa sul serio. L’erosione sta minacciando le case costruite in prossimità della spiaggia. Piano di Sorrento – “Realizzare una spiaggia libera attrezzata per le famiglie di Piano di Sorrento”. E’ la richiesta dell’opposizione. Maggioranza e opposizione si rivedranno il 10 giugno. “Passare una giornata al mare – spiegano i consiglieri di minoranza – è diventato un lusso. E l’amministrazione potrebbe fare qualcosa. Assumere la gestione diretta di una parte dell’arenile per realizzare una spiaggia libera attrezzata”.
giovedì 18 ottobre 2007
Marina d'Equa: 23.000 euro gettati in mare
Vico Equense – Quest’estate in attinenza all’applicazione degli indirizzi fissati dalle nuove norme sulle concessioni demaniali, l’amministrazione comunale ha attrezzato con spogliatoi, docce, servizi igienici, e pronto soccorso, la spiaggia libera delle “Calcare” (foto). La struttura in legno è costata 23.000 euro. Le mareggiate più forti avvengono proprio in autunno e durante l'inizio dell'inverno in concomitanza con il passaggio di perturbazioni atlantiche intense sulle nostre regioni. Sembrerà una banalità, approfittando ancora del bel tempo, non è il caso di smontarla, evitando di buttare a mare i nostri soldi?
sabato 15 settembre 2007
Spiagge libere: Una buona iniziativa

Vico Equense - Con la nuova finanziaria si sbandierava il tanto raggiunto obiettivo del libero accesso alla spiaggia o almeno al tratto della stessa di proprietà demaniale e libero da qualsivoglia vincolo dei gestori dei lidi privati. Ebbene niente di tutto ciò è avvenuto. I lidi privati hanno continuato a fare il comodo loro. Invece sul versante spiagge libere, l’amministrazione comunale è stata certamente tra le più solerti nell’applicazione degli indirizzi fissati dalle nuove norme sulle concessioni demaniali, provvedendo, ad attrezzare con spogliatoi, docce, servizi igienici, e pronto soccorso, le spiagge libere del “Pezzolo” e delle “Calcare” (foto). Fornendo a richiesta ombrelloni, sedie a sdraio e lettini a prezzo calmierato e diverso tra residenti e non. Utilizzare gratuitamente alcuni servizi, è stato un buon inizio, inoltre la cittadinanza è rimasta soddisfatta. Per la prima volta le spiagge sono state fonte di recupero economico per le casse comunali, ed hanno offerto dei servizi essenziali a chi non può permettersi di andare in uno stabilimento privato.
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