Dopo Santoro e la Gruber — in Italia centrale il Pd “svolta” e candida David Sassoli. Esce di scena – invece - l’ex coordinatore del Pd Goffredo Bettini, e lo fa con una lettera al direttore del Messaggero. In sintesi il deus ex machina del veltronismo denuncia la «confusione» nel campo democratico, la mancanza «da due mesi» di contatti con la segreteria del partito, il fatto che il suo nome sia stato dato in pasto e «triturato» dai giornali. E le sue «perplessità» su un «assetto delle liste che risente di quel regime correntizio che ho cercato di combattere con tutte le mie forze». Il contraccolpo dell’addio bettiniano esplode fin dal primo mattino, con una raffica di dichiarazioni di solidarietà e di critiche al segretario, ai «gravi errori» nella gestione delle liste, alla «follia di perdere» un nome di quel peso: scende in campo mezzo Pd del Lazio e di Roma, consiglieri regionali, comunali e provinciali, dirigenti e parlamentari. Da Zingaretti a Follini, dal segretario del Lazio Morassut a Gasbarra al braccio destro di Veltroni Verini, ai «giovani leoni» Orlando e Martella. Molti i Ds, ma arriva anche notizia di una «lunga e affettuosa» telefonata con Rutelli. E (Bettini è uomo di vaste relazioni) si fanno sentire in sua solidarietà nomi dello spettacolo e persino del Pdl, da Quagliariello a Verdini. Mentre sul fronte opposto si schierano gli ex Ppi, con Franco Marini («nessuno è indispensabile, me compreso») e Castagnetti. Il segretario del Pd fa sapere di sperare che l’ex coordinatore «ci ripensi» … ma a quanto pare ciò non accadrà!
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venerdì 17 aprile 2009
L’addio bettiniano scuote il PD
Dopo Santoro e la Gruber — in Italia centrale il Pd “svolta” e candida David Sassoli. Esce di scena – invece - l’ex coordinatore del Pd Goffredo Bettini, e lo fa con una lettera al direttore del Messaggero. In sintesi il deus ex machina del veltronismo denuncia la «confusione» nel campo democratico, la mancanza «da due mesi» di contatti con la segreteria del partito, il fatto che il suo nome sia stato dato in pasto e «triturato» dai giornali. E le sue «perplessità» su un «assetto delle liste che risente di quel regime correntizio che ho cercato di combattere con tutte le mie forze». Il contraccolpo dell’addio bettiniano esplode fin dal primo mattino, con una raffica di dichiarazioni di solidarietà e di critiche al segretario, ai «gravi errori» nella gestione delle liste, alla «follia di perdere» un nome di quel peso: scende in campo mezzo Pd del Lazio e di Roma, consiglieri regionali, comunali e provinciali, dirigenti e parlamentari. Da Zingaretti a Follini, dal segretario del Lazio Morassut a Gasbarra al braccio destro di Veltroni Verini, ai «giovani leoni» Orlando e Martella. Molti i Ds, ma arriva anche notizia di una «lunga e affettuosa» telefonata con Rutelli. E (Bettini è uomo di vaste relazioni) si fanno sentire in sua solidarietà nomi dello spettacolo e persino del Pdl, da Quagliariello a Verdini. Mentre sul fronte opposto si schierano gli ex Ppi, con Franco Marini («nessuno è indispensabile, me compreso») e Castagnetti. Il segretario del Pd fa sapere di sperare che l’ex coordinatore «ci ripensi» … ma a quanto pare ciò non accadrà!
mercoledì 25 giugno 2008
Pd, il pugno duro di Bettini. "Un segretario senza liti o un commissario da Roma"
Serve un segretario con tre aggettivi. «Autorevole, operativo, unitario». Uno che prenda in mano le briglie del partito, e poi il dibattito continui pure. «In modo da concentrare meno energie sulle lotte interne». Un nome oltre i veti incrociati, non solo tra veltroniani e dalemiani, ma pure tra bassoliniani e popolari, rutelliani e innovatori, socialisti e professori. «Senza uno sbocco, diventa nostro dovere cercare un commissario transitorio, oppure sarà una sconfitta per tutti». Democratici napoletani, le regole sono queste: dettate da Goffredo Bettini, braccio destro di Veltroni, a Napoli accanto a Nicolais per inaugurare la sede di "Democratici in rete". Bisogna sbrigarsi. Il congresso inizia sabato. Tre giorni. Oggi partono le convocazioni di Emma Giammattei per l´appuntamento alla Stazione Marittima. O il Pd napoletano saprà andare oltre le divisioni, oppure interverrà Roma. Questo ormai è chiaro, dopo giorni in cui è rimasto sul tavolo un possibile scontro tra Cozzolino e Nicolais. Un´alternativa è che dal secondo blocco spunti come a ottobre il nome di Luisa Bossa. Ma Roma non vuole prove di forza. È una maniera per bocciare Bassolino e i suoi? Bettini spiega che «non esiste alcuna pregiudiziale: ma se tutti compiono uno sforzo per fare un passo avanti, devono farlo anche i bassoliniani. È importante che un segnale in questa direzione venga direttamente da lui». E poi: «Il Pd guarda avanti. È del tutto evidente che un ciclo si è chiuso. Anche per le scelte dei candidati del futuro: primarie, primarie, primarie». Condizioni che nell´area di Bassolino non prendono benissimo. La soluzione «autorevole, operativa e unitaria» che Roma auspica, può essere individuata in una figura di mediazione come quella di Aldo Cennamo, ulivista storico, negli ultimi mesi critico verso un panorama che gli pareva tradire lo spirito a lui caro. Mentre negli ambienti del Consiglio regionale si lavora ancora all´ipotesi Pietro Ciarlo. «Qui esiste una situazione delicata e difficile. Il partito è troppo diviso, con problemi di carattere sociale e amministrativo che hanno pesato. Mi auguro che si trovi una soluzione unitaria», dice Bettini nella sede di "Democratici in rete", associazione presieduta da Gaetano Manfredi; coordinatori Giulia Velotti, Lello De Felice e Onofrio Piccolo; con un comitato di amministratori (Di Marzio, Dinacci, Falcone, Moxedano, Santoro) e docenti (Di Donato, Scarpato, Gaudio). Tutto nel giorno in cui i dalemiani fremono per la nascita di Red, a cui guardano esplicitamente Amendola, Cascetta, Ciambriello. Bettini vede pure la Giammattei («mi pare che lei voglia favorire un ricambio») e si confronta con Massimiliano Manfredi, un trentenne appena chiamato a far parte del suo staff, e incaricato dal Pd nazionale di tenere i rapporti con il governo ombra. Nel ventaglio di ipotesi c´è lo slittamento del congresso. Intanto nessuna candidatura è stata presentata. Inoltre, si scopre che la platea napoletana non è mai stata certificata. E dentro le assemblee del Pd ancora si verificano scosse di assestamento, se proprio ieri Antonio Polito ha lasciato il suo posto a Nino Bocchetti. Ecco perché un braccio di ferro, con possibili code di ricorsi, non è gradito. «Saremo a supporto del partito», dice Bettini. Il supporto si chiama commissario. (Angelo Carotenuto da la Repubblica Napoli)
martedì 24 giugno 2008
Scontro nel Pd oggi arriva Bettini
Resta infuocato il clima precongressuale del Pd. Ieri la coordinatrice provinciale Emma Giammattei ha emesso una sorta di censura verso Luisa Bossa, rea di aver segnalato il caos delle elezioni al circolo di Torre Annunziata e di averlo attribuito alla «mancanza di autentica direzione politica». Bersaglio della critica era ovviamente la Giammattei. Che replica: «Ho preso tutte le contromisure necessarie ai fini della massima trasparenza delle operazioni di spoglio, tenendo però presente che c´è un comitato dei garanti, rappresentativo di tutto il partito provinciale e legittimamente operativo. A Torre comunque si è verificata una massiccia partecipazione della società civile, che non va scoraggiata da dichiarazioni strumentali e di desolante prevedibilità. In questi momenti decisivi, quando si costituiscono i circoli e si prepara il congresso, si richiede ai dirigenti di partito spirito di responsabilità e autonomia di pensiero». Un vero e proprio richiamo dunque nei confronti della neodeputata, che peraltro era in corsa, l´autunno scorso, per diventare lei segretario provinciale, quando sul suo nome si raggiunse un´intesa che venne però frustrata da Rosa Russo Iervolino: in qualità di presidente dell´assemblea, il sindaco dichiarò fuori tempo massimo la presentazione della candidatura Bossa, e rimase così in pista quella della Giammattei, che poi si affermò su Angela Cortese. Ora i nodi congressuali tornano al pettine. Giammattei, impegnata nella formazione dei circoli, pare vicina al suo ultimo compito. Ma il partito resta preda di fibrillazioni che si scioglieranno solo sabato e domenica durante le assise. Tiene ancora banco l´ipotesi di una candidatura di Andrea Cozzolino, ormai avviato a un accordo che può ricomporre le anime diverse dei Ds. Tutte tranne quella di Luigi Nicolais, che naturalmente costituisce l´alternativa. Come è ovvio l´ex ministro però confida però in una investitura larga, non di contrapposizione. E infatti il partito aspetta l´arrivo oggi di Goffredo Bettini. Il coordinatore nazionale, braccio destro di Veltroni, sarà proprio al fianco di Nicolais per aprire la sede della associazione "Democratici in rete per la Campania". Un vertice fra le anime del partito è stato aggiornato ieri proprio in attesa di un confronto con Bettini e quindi con la direzione nazionale sulle variabili in campo. Se Nicolais non dovesse ottenere l´imprimatur romano, c´è chi si aspetta che dal suo blocco riemerga di nuovo l´ipotesi Bossa. Mentre negli ambienti del Consiglio regionale si lavora a una candidatura di superamento del dualismo Cozzolino-Nicolais, nella persona di Pietro Ciarlo. Ieri intanto gli organi di garanzia del partito hanno confermato la sospensione di Roberto Conte, tuttora agli arresti domiciliari nell´ambito dell´inchiesta sull´affitto di alcuni locali per la Regione. (R. F. da la Repubblica Napoli)W. rimane senza colpi in canna e senza il Cav. Il Pd non lo difende più
Napolionline - la citta vista da dentro - martedì 24 giugno 2008
mercoledì 20 febbraio 2008
Ultimatum ai radicali
Una delegazione di nove parlamentari, un posto da capolista ad Emma Bonino e, in caso di vittoria, da ministro e il riconoscimento di una parte del finanziamento pubblico in rapporto a numero parlamentari. E' l'offerta che il coordinatore del Pd Goffredo Bettini ha presentato ai Radicali per verificare le possibilità di un'intesa. Ecco le proposte avanzate dal “braccio destro” di Veltroni: concordare alcuni temi innovativi sul programma nel campo dell'economia, delle istituzioni, della giustizia; l'impegno di presentare, prima del voto, Emma Bonino come ministro del governo Veltroni e come capolista di una circoscrizione elettorale importante; di riconoscere al Partito Radicale una delegazione di nove parlamentari in collocazioni sicure, rispettando dunque la dimensione dei loro eletti nella precedente legislatura. "La scelta di questa delegazione - spiega Bettini - sarà liberamente gestita dai Radicali nel rispetto del regolamento del Pd e del gradimento del segretario nazionale Veltroni". Nella proposta anche il riconoscimento di una parte del finanziamento pubblico in rapporto al numero dei parlamentari concordato; il 10% degli spazi di informazione spettanti al Pd e la garanzia della presenza dei Radicali nelle trasmissioni di confronto politico più popolari; la garanzia di alcune postazioni apicali nella Camera, nei gruppi e nelle strutture d'aula. "Sottolineo - conclude Bettini - l'ampiezza delle proposte perché non abbiamo chiesto qualche nome sparso di contorno alla candidatura di Emma Bonino, ma abbiamo sviluppato un ragionamento che credo sia in grado di interloquire con la complessità e il valore dell'esperienza dei Radicali italiani, il cui apporto considero assai importante".
lunedì 18 febbraio 2008
A oltranza
La estenuante trattativa, quasi a oltranza, Pd-radicali, prosegue, affidata a Bettini, che ieri pare sia arrivato a offrire ai radicali ben sette/otto posti, purché rinuncino al loro simbolo, a Pannella e, forse, a qualcun altro. E sempre a patto, sia chiaro, che non insistano sui temi etici. Nel frattempo, il Pd corteggia il professor Ichino, che per accettare la testa di lista milanese pone le sue condizioni: deve potersi battere per la riforma del pubblico impiego, per spostare in periferia il baricentro della contrattazione collettiva e per la strategia europea della flexicurity. Tra le indiscrezioni campane quella del ministro dell’Innovazione Luigi Nicolais, capolista al Senato, e prende corpo l’ipotesi in lista di Pina Picierno, ex responsabile dei Giovani della Margherita, mentre è certa la candidatura di Leonardo Impegno che si è dimesso da presidente del Consiglio comunale di Napoli. martedì 4 dicembre 2007
In Campania 500 circoli del Pd
Ieri Goffredo Bettini coordinatore della segreteria nazionale ha riunito la squadra del Pd campano che comprende oltre la Giammattei, Sandro De Franciscis (segretario a Caserta - foto), Giuseppe De Mita (Avellino), Michele Figliulo (Salerno) e Mario Pepe (Benevento). Tre ore in via Santa Brigida, sede ereditata dalla Margherita, per ritrovare l´unità. Con un obiettivo. «La Campania - spiega Bettini - parteciperà con determinazione alla campagna per la creazione degli ottomila circoli del Pd, uno in ogni Comune, lanciata dal segretario nazionale Walter Veltroni. In questa direzione si procederà anche a Napoli con passione e spirito unitario». D´accordo la Giammattei che stamattina incontra comunque Walter Veltroni a Roma: «Una riunione costruttiva, operativa. Ma i nodi locali non sono stati ancora sciolti e, anzi, neppure affrontati». D´accordo sulla spinta unitaria il segretario regionale Iannuzzi: «Abbiamo discusso il progetto degli ottomila circoli, un´iniziativa che nei prossimi mesi vedrà una grande mobilitazione del popolo delle primarie per realizzare il radicamento del nuovo partito in tutti i territori». ''Nella riunione e' stata espressa anche forte solidarieta' al presidente della Giunta regionale Antonio Bassolino destinatario di attacchi squallidi ed inaccettabili, di giudizi privi di ogni fondamento da parte dell'on. Gianfranco Fini nel corso di una manifestazione tenuta a Napoli da AN. La rozzezza di quelle parole e' direttamente proporzionale alla rabbia che in questo momento il partito di Fini sente per le difficolta' della sua proposta politica e per il disgregarsi a livello nazionale della CDL''Dalla fondazione di Napolitano a Nicolais, i giovani del ribaltone che affiancano Gino
Napolionline - la citta vista da dentro - martedì 04 dicembre 2007
Napolionline - la citta vista da dentro - martedì 04 dicembre 2007
mercoledì 21 novembre 2007
Nascono i circoli del Pd
La nomina transitoria dei coordinatori provinciali e l'avvio dei forum tematici ma soprattutto la costruzione di circa 8000 circoli del Partito Democratico in tutta Italia. E' questa la tabella di marcia dei lavori delineata oggi nella nuova sede del Partito Democratico. A compilarla al fianco del segretario Walter Veltroni e del coordinatore Goffredo Bettini i segretari regionali del Pd. «Tra dicembre e gennaio – ha spiegato il segretario al termine dell’incontro - lavoreremo per costruire 8 mila circoli del Partito democratico in tutta Italia per portare il partito nei luoghi dove c'è la gente». «Ma al tempo stesso – ha però tenuto a precisare illustrando le modalità in cui il nuovo partito si radicherà sul territorio - , il coinvolgimento sarà fatto con modi nuovi». I circoli del Pd avranno, infatti, caratteristiche e collocazioni diverse rispetto alle sedi tradizionali dei partiti e saranno utilizzati anche mezzi nuovi di coinvolgimento come internet e le nuove tecnologie. Finalmente si lavora per costruire il Partito democratico attraverso il coinvolgimento del popolo delle primarie e non solo. Nella foto il nuovo logo del Pd, i tre colori rispondono a tre tradizioni diverse dell'Italia. Il verde è la tradizione laica e ambientalista, il bianco è il solidarismo cattolico, il rosso è il colore del lavoro e del socialismo.
lunedì 19 novembre 2007
Pd, come sempre sceglie Bassolino …
La costruzione del Pd partenopeo appare più confusa, contraddittoria e conflittuale di quanto ci si poteva aspettare, tant è che Veltroni si è affidato al suo braccio destro Goffedro Bettini (foto), mollandogli la patata bollente. Io, in verità, non mi meraviglio più di tanto. Siamo di fronte a qualcosa già visto. Da un lato la maggioranza di Iannuzzi e dall’altro le minoranze. In provincia di Napoli credo di non dire un’eresia, dal ’93 ad oggi, passando per Andrea Cozzolino, Nicola Oddati, Diego Belliazzi e la Incostante la parte minoritaria dei Ds non è riuscita mai a spuntarla contro Bassolino. E anche se Veltroni l’ha promesso: “Prenderò decisioni spiazzanti, che vi stupiranno”, in questo caso non penso proprio che ci riuscirà. Non sarà facile per Bettini, i numeri per la maggioranza sono risicati: su Napoli e provincia, Iannuzzi può contare su 138 delegati dei quali 41 rispondono al ministro Luigi Nicolais, che nei giorni scorsi ha lanciato segnali precisi di «autonomia, mentre tutti gli altri eletti raggiungono quota 128, dei quali 70 con Piccolo, 30 con De Franciscis e 23 con Mazzarella. Dunque un’intesa apparirebbe auspicabile, se non necessaria. Poiché sono convinto che la sfiducia nella politica non porta da nessuna parte, “Caro Presidente”, questa volta scelga qualcuno capace.
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